venerdì 11 gennaio 2013

Fuori stagione: Profiling


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Finalmente sono arrivate le vacanze natalizie. Non avevo mai trascorso un Natale così caldo, da far invidia a chi è andato alle Maldive. Le mie Maldive erano casa mia, a costo zero.
Un tiepido sole, un mare immobile e freddo, quell'aria profumata di arance e fiori di gelsomino.
In questa cornice incantevole della mia terra mi son detta che dovevo "creare".
I miei propositi quest'anno per queste feste erano molto positivi. Ciò che per molto tempo ho lasciato incompleto dovevo portarlo a termine.....tanto ormai non c'era più alcuna serie televisiva a tenermi lontana dal mio progetto.......se non fosse stato per Emily.
Mia sorella è lei la colpevole....si proprio lei, influenzatrice di menti stanche, accalappiatrice del mio tempo prezioso e raro.
Era mattina, esattamente le 9:35, però occhi aperti, può iniziare anche alle 9:50 dopo Criminal minds :).
Davanti alla mia tazza di latte e cereali c'è il telecomando della tv a schermo piatto, che mio fratello ha regalato ai miei.
Ed eccola arrivare col suo strano pigiama rosso e rosa (che abbinamento futurista). Afferra il telecomando con aria sicura e sfidante di chi già sa, di chi non aspettava altro che quel momento.
Sky, Canale Fox Crime. E' pure in HD!!.
Parte la sigla.
Titolo della serie: Profiling, anzi Profilage alla francese, ma probabilmente la pronuncia dell'age finale faceva un pò ridere, meglio la traduzione internazionale.
Mentre viene ritrovato il cadere di una giovane insegnante nel parco dell'asilo in cui insegna, verso altri cereali nella mia tazza.
Sul posto del crimine, arriva la polizia: il detective Matthiew Perac e una criminologa Cloe' Saint-Laurent. Sorseggio un pò di latte. Mia sorella alza il volume, non può perdersi neppure una parola del profilo psicologico dell'assassino tracciato da quella bizzarra criminologa.
Ho già sentito parlare al tempo dell'università di schizzofrenia, mitomania,cleptomania, e l'unica mia domanda era perchè molte  malattie finissero tutti in ia.
Questa Cloè è un personaggio molto diverso rispetto a quello a cui siamo abituati, quando pensiamo alla criminologia. Fisico mingherlino,capelli rossi, grossi occhi azzurri, vestitini corti e calze di ogni colore e tipo. Si muove in modo goffo, impacciato. Una Bridget Jones con la mente del detective Sherlock Holmes e le stesse abitudini  del tenente Colombo. Solita giacca viola, solita sciarpa violacea, solita borsa gialla.
E' brava. Con la sua capacità di empatia riesce velocemente a calarsi nei panni delle vittime ed incastrare l'assassino. La squadra non riesce a capirla subito, neppure lo spettatore in realtà riesce bene a definire all'inizio il personaggio, poi con il tempo e grazie ai suoi successi professionali, viene accettata e il suo strano metodo " di non avere metodi" viene compreso.
Molti episodi sono tratti da storie di cronaca nera reali, accaduti recentemente. Forse è anche questo che ha attirato il pubblico francese, tanto da superare i 7 milioni di spettatori. Grazie al riconoscimento dei telespettatori, si è arrivati ormai alla terza serie, la quarta in progress.
Prendo la scatola di miel pops, ho bisogno di qualcosa di dolce.
L'assassino viene preso. Tra un 'indagine e un'altra si scoprono anche altre cose, altre storie, fatti di vita privata che umanizzano i personaggi, che rendono i protagonisti più veri, più vicini, più fragili.
Matthiew è in crisi con sua moglie, Cloè ha un passato oscuro alle sue spalle.
Saint-Laurent non è il suo vero cognome, è un'invenzione per nascondere una tragica realtà che l'ha spinta a quel mestiere, che resta la sua terapia, l'unico modo per accettare di essere la figlia dell'assassino e a sua volta la figlia della vittima. Aveva quattordici anni quando suo padre con venticinque coltellate uccise sua madre, in preda ad un attacco di delirio paranoico.
I personaggi si scoprono nelle loro debolezze. Sono eroi anche se non lo sembrano.
Ci si concentra maggiormente sull'aspetto clinico piuttosto che su quello scientifico. Qualcuno potrebbe destare molti dubbi, guardando come viene contaminata la scena del crimine da questa "folle" criminologa, che con scatti nervosi delle mani tocca ogni cosa, parlando tra sè e sè.
Non importano le impronte digitali. L'impronta della serie è soltanto psicologica.
I miei cereali sono finiti. C'è la sigla conclusiva. Mi alzo dal tavolo. Mia sorella spegne. C'è da rifare ancora il letto.
Mi ha incastrata. So che il mio libro verrà posticipato ancora. So che questa criminologa bizzara sottrarrà ancora tempo al capolavoro che leggerò soltanto io:I
So che è mia sorella l'assassino dei miei sogni di scrittrice internazionale multipremiata, eletta Miss Strega, piuttosto che vincitrice del premio Strega  :I.
Eppure questa serie mi ha incantata.........e non è detto che possa essere la fonte della mia nuova ispirazione letteraria...
 
Roxaria

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