mercoledì 12 marzo 2014

A tu per tu con l'autore - La parola a Luigi Mancini



Buongiorno amici della Bottega dei libri incantati, oggi con noi abbiamo l'onore di intervistare uno scrittore della Butterfly Edizioni. L'ospite per la rubrica "A tu per tu con l'autore" è Luigi Mancini di cui tempo fa, appena uscito il libro si può dire, ho recensito la sua piccola ma intensa e poetica storia "Il punto esatto di due anime".
Se non ricordate il mio entusiasmo ecco a voi il link ;-):

Ciao Luigi, benvenuto sulla bottega dei libri incantati.
Per iniziare parlaci un po’ di te, chi è Luigi Mancini?

Luigi Mancini: Grazie per l'accoglienza, Vanessa. Allora, provo a risponderti... Luigi Mancini è una non persona, un'isola, direi. Sempre in bilico, uno dalla tristezza allegra. Va bene come risposta?

Direi che va benissimo. Tristezza allegra, è la prima volta che sento qualcuno definirsi così.
Ricordi come ti sei affacciato alla scrittura? Questo tuo essere un’isola, una persona dalla tristezza allegra è stato secondo te il motivo che ti ha spinto a iniziare a scrivere? E con cosa hai iniziato precisamente? Parlaci della tua scrittura.

Luigi Mancini: La mia scrittura è come l'aglio, c'è a chi l'aglio non piace e c'è chi lo mangia anche crudo. Mi sono avvicinato alla scrittura quando ho sentito di avere qualcosa da dire a me stesso, come ad esorcizzare alcuni momenti, quelli che senza una valida motivazione, mi portano lì, sull'isola.

Quindi la scrittura per te è una valvola di sfogo, un’esorcizzare momenti? Da dove sei partito? Con la poesia?

Luigi Mancini: Sì, la poesia mi ha rapito sin da bambino, un mondo altrove per me. Una volta ho anche rubato un libro di poesie, era uno dei grandi tascabili, lo presi senza farmi vedere, lo nascosi sotto la maglietta, e scappai via, era lì da tempo, nessuno lo comprava mai, erano le "Rime" di Gustavo Adolfo Becquer, un poeta che adoro.

Quindi, un lettore, un poeta ma dalla biografia so che scrivi anche testi di canzoni. Giusto o sbaglio? 

Luigi Mancini: Sì, la lettura è fondamentale, come fai a scrivere se non leggi? Eppure, c'è chi scrive senza leggere nulla. Esatto, scrivo testi per Canzoni, collaboro con Piero Parisi, un caro amico, lui è un artista completo, compone musica, disegna, fa tatuaggi, davvero bravo.

Passiamo al tuo romanzo d’esordio “Il punto esatto di due anime”. Il titolo è davvero originale. Perché non ci racconti com’è nato? L’inizio, quando la storia prendeva vita nella tua testa.

Luigi Mancini: È nato per caso, mi ritrovai a scrivere pensieri su un foglio, la sera dopo, ritrovando quel foglio tra i tanti, decisi di farne tutta una storia. È un romanzo relativamente breve, crudo in alcuni punti, ma sempre con una linea romantica, romantico a modo mio, insomma. Parlo a nome di Luca, il protagonista, è lui che decide di scrivere la storia, di mettersi a nudo attraverso la scrittura, senza fronzoli, senza voler piacere a nessuno, parla ai suoi demoni, senza cercare consensi o scuse.

Infatti, Luca è un protagonista con diversi problemi. Ama fortemente e lo fa a modo suo. Chi è Luca? Come nasce il suo personaggio? 

Luigi Mancini: Nasce dai miei ricordi, dai vicoli in cui sono cresciuto. Luca è tanta gente, gente che ho conosciuto e che non conoscerò mai, io stesso sono Luca, così come sono anche Anna, sotto certi aspetti.

Quindi i tuoi personaggi possono essere un po’ tutti. Nel Punto esatto di due anime affronti temi come la droga, l’aborto, in 86 pagine si può dire che vi è un concentrato di drammaticità e amore. Come mai questa scelta di inserire temi così forti in così poche pagine?

Luigi Mancini: Esatto, è proprio una scelta, quella del riuscire a dire molto senza troppe pagine, nel romanzo cerco di tenere sempre lo stesso ritmo, quindi, resta metaforico il testo. Certe cose, certe storie, sembrano essere scontate, ma non lo sono mai. Alla fine, Luca è uno che ce l'ha fatta, tormentato lo è da sempre, è nella sua natura.

Napoli, è qui che si svolgono le vicende, è anche la tua città natale. Parlaci di questa scelta. Perché Napoli?

Luigi Mancini: Perché adoro Napoli, è una città meravigliosa, nonostante quello che vendono al telegiornale. Ma la storia poteva essere ambientata anche altrove, certe storie accadono ovunque. Ho preferito raccontare di luoghi che conosco e che, vivendo a Reggio Emilia, ora, mi mancano.

Durante la stesura del romanzo ci sono stati parti che più ti hanno commosso? Quali? E la più difficili da scrivere?

Luigi Mancini: Beh, quando scrivo sono sempre sotto emozione, altrimenti non scrivo. Non sono uno che mette su una storia per essere letto, scrivo solo se sono innamorato di qualcosa, sono un amateur. È difficile scegliere una parte emozionante più di altre, quindi. Riguardo alle parti difficili da scrivere, non credo che difficile sia il termine che adatto, ma essere Luca, è stato straziante, a volte, soprattutto quando parlo della droga e dei suoi effetti.

Spiega ai lettori perché dovrebbero leggere il tuo libro?

Luigi Mancini: Chiunque può leggerlo, tenendo presente che ho scritto in prima persona, quindi, con la rabbia di Luca, con un linguaggio di strada, non so se un linguaggio di strada può dirsi volgare, tu che dici?

Dico che non è volgare, tutt’altro, schietto, diretto e poetico. ;-) Io ho amato profondamente il tuo libro.
A chi lo consigli?

Luigi Mancini: Il mio romanzo è "particolare" dovrebbe leggerlo chi ama le cose particolari.

Ora che abbiamo fatto una panoramica del “Punto esatto di due anime” parlaci della tua esperienza come autore emergente, come mai hai deciso di provare a pubblicare e se hai trovato delle difficoltà. 

Luigi Mancini: Qualche amico, lo stesso che ho citato sopra, Piero, per esempio, così come la mia prof. Albina, leggendo la mia folle stesura, mi hanno dato il coraggio per mettere in discussione le mie parole. Per fortuna, ho subito trovato la Butterfly, quindi, non ho avuto difficoltà, il romanzo è piaciuto subito.

Come sei giunto alla Butterfly? Come ti sei trovato? La consiglieresti come casa editrice?

Luigi Mancini: Ho conosciuto in giro per il web, la Butterfly edizioni, la mia esperienza è molto positiva. la consiglio a tutti quelli che hanno un manoscritto nel cassetto e che hanno voglia di mettersi in discussione, senza passare per le case editrici a pagamento, credo sia troppo facile pubblicare a pagamento.

So che da poco hai pubblicato su Amazon una raccolta di poesie “Le ballate paranoiche” perché non ci parli anche di quest’avventura che hai deciso di intraprendere?

Luigi Mancini: Sì, ho deciso di raccogliere alcune delle mie scorribande mentali, le ho messe insieme in un e-book. È stato divertente farlo, sono ballate paranoiche, le mie non poesie, per intenderci.

Auto-pubblicazione, quali sono le tue opinioni in merito? Come ben sai è un fenomeno in evoluzione e i pareri sono molto discordanti.

Luigi Mancini: Non ne so molto in merito, ma se uno crede in quello che ha scritto, può essere una soluzione alternativa, bisogna fare attenzione però, con le approssimazioni c'è il rischio di bruciarsi.

Progetti per il futuro? Hai qualche idea per una nuova stesura? 

Luigi Mancini: Sì, ho sempre qualche idea, che sia buona poi, è tutto da vedere ;-)

Io aspetto con ansia
Dove possono seguirti i lettori?

Luigi Mancini: Possono seguirmi, se sono felici di inciampare, nella pagina dedicata al libro, il punto esatto di due anime ( https://www.facebook.com/pages/Il-punto-esatto-di-due-anime/512540215492773?fref=ts ), o in quella della butterfy edizioni http://autoributterflyedizioni.wordpress.com/luigi-mancini/
 
Bene, siamo giunti alla fine Luigi, grazie al cielo dirai. Più che un’intervista ti ho letteralmente interrogato :-P Perdonami.
È stato un piacere averti qui con noi e spero di leggere prestissimo piacevoli novità ;-)

Luigi Mancini: Il piacere è stato tutto mio, Vanessa. Un saluto e grazie per l'accoglienza e complimenti per tutto quello che fate nel blog.

Ancora non avete letto il libro di Luigi? Ebbene non perdete altro tempo, è un piccolo gioiello di poesia.
Augurandovi una buona giornata vi lascio un po' di link :-)

  Booktrailer

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