mercoledì 25 febbraio 2015

Blog Tour: Writer in love presenta Ebook for love! #17° Tappa dedicata a Nicole Lennek

BENVENUTI IN QUESTO BELLISSIMO VIAGGIO attraverso mille mondi e mille storie... passeggiando nei viottoli di questo piccolo villaggio incontrerete autrici diversissime tra loro che alla fine di questa passeggiata metteranno in palio le proprie opere.
 
Come partecipare? DAL 9 FEBBRAIO AL 2 MARZO... 
  1.  Segui il blogtour e commenta le tappe su questo blog e sugli altri. Troverai qui tutte le tappe.
  2. "Piacizza" questa pagina https://www.facebook.com/pages/EBOOK-for-Love/808161959273559 e le pagine delle autrici.
  3. Posta sulla bacheca di questa pagina un commento per ogni tappa.
VINCERANNO tre partecipanti, estratti tra coloro che avranno completato tutte le operazioni sopra indicate!
 
 
Nella nostra tappa abbiamo il piacere di ospitare Nicole Lennek e i suoi libri romantici e adrenalici
 
 
 
 


Titolo: Un terremoto d'amore
Autore: Nicole Lennek
Editore: Self publishing
Illustratore di copertina: Sara Adanay - Digital Art
Pagine: 172
Trama:
Si tratta di un romanzo rosa, ove si intrecciano passione rabbia amore e gelosia.
Il terremoto che ha devastato l’Emilia ha fatto sì che molti carabinieri siano stati convogliati nelle tendopoli, la gestione dei campi terremotati, delle emergenze, richiede diverse braccia in più tra queste Mia un maresciallo dei carabinieri, con un trascorso personale difficile, una ragazza fragile nonostante la divisa, nel suo passato Claudio e Simone. Nel suo presente nessuno, ma all’improvviso…eccoli, di nuovo loro, Simone è il nuovo capitano, vecchi rancori vecchie gelosie, lui l’ha allontanata nel passato con forza e decisione. Il cuore di lei ancora sanguina , le loro divergenze scoppiano come la passione e Claudio è ancora tra di loro.
Le indagini li coinvolgono li avvicinano. Rabbia passione gelosia li allontanano.
Due protagonisti con due caratteri complessi, le loro vite si intrecciano, si dividono, si ritrovano.
Riuscirà il cuore di Mia a scendere a patti con la sua mente? Simone riuscirà a trovare nell’insicurezza di Mia la strada per il suo cuore? Ma quando sarà lei la vittima… tutto cambierà. 
 
 
Estratti dal romanzo
 
 
Mia sentiva il fiato corto. La macchina manteneva una velocità costante. Osservò le due macchine: una berlina rossa e una station wagon blu che, incuranti dei lampeggianti, si erano infilate tra di loro, ma che stavano facendo?
“Maledizione, spostatevi!” Simone imprecava lampeggiando e suonando il clacson, poi le vide perdere il controllo a causa delle manovre delle macchine davanti a loro.
“Simo CHE FAI? ATTENTOOOOOOOO!” Mia urlò istintivamente.
“Maledizione Mia, tieniti forte!” Sterzò bruscamente, ignorando la fitta acuta alla spalla, nel tentativo di tenere la macchina in carreggiata. Sentì la macchina tremare e perdere aderenza e l’auto si innalzò su due ruote.
La fronte di Simone s’imperlò di sudore.

(.........)

“Mia, tu mi fai impazzire, mi fai perdere il controllo!”
Lei gli accarezzò il cavallo dei pantaloni e abbassò lentamente la zip liberando la sua virilità, si avvicinò alle sue orecchie e sussurrò:
“A me piacciono molto le pazzie!”

Scopriamo un pò più da vicino chi è Nicole Lennek e di cosa parla il suo nuovo romanzo Operazione sotto copertura
Una mamma, una lettrice che fin da piccola divora libri, una ragazza che ama sfuggire alla realtà scrivendo, una ragazza che chiude gli occhi, lascia volare la fantasia e scrive quello che vede, che sogna, che desidera.
Scrive da sempre, sui bigliettini, sui blocchi degli appunti, sugli scontrini e sul pc. Scrive per se stessa, per divertirsi, per far sorridere le amiche, per farle sognare. Proprio loro l'hanno spronata, invitata, spinta a scrivere e far leggere ad altri ciò che scrive.
Ama il genere rosa suspence, ama le divise, ama i libri dove ci sono colpi di scena, dove l’adrenalina scorre, azioni veloci e passioni intense.
Ama guidare e molte volte è proprio mentre guida che le vengono le idee per le sue storie, mentre va al lavoro e magari ha il turno dell’alba, in macchina vede sorger il sole, intorno a lei ha il deserto, non c’è anima viva…e assapora la libertà e i suoi pensieri volano.
E' una mamma di due piccoli adorabili e irrequieti bimbi, che già amano i libri, ama i suoi gatti che zampettano sulla tastiera e ogni tanto le fanno fare qualche svarione, ama i miei cani (tranne quando le mangiano il cavo della batteria del computer o i libri che le han fatto cadere!...no dai li ama lo stesso anche in quelle occasioni).
E' ironica, impulsiva e a detta di tutti sempre troppo buona, e per questo sta cercando di migliorare dedicandosi di più a quello che fa star bene se stessa e a togliersi i sassolini dalla scarpa subito.
Per il primo libro pubblicato ha scelto di restare vicino a casa, l’ha ambientato qui, in Emilia, qui, dove tre anni fa il terremoto ha cambiato la vita di molti.
Un terremoto d’amore è questo, il cambiamento, la lotta tra destino e volontà, Mia e Simone sono divisi da fraintendimenti, da dubbi, dalla divisa, da quella divisa che entrambi indossano.
Tra inseguimenti, indagini, si intrecciano le loro storie, e con loro intravediamo i loro famigliari.
E qui arriviamo al dunque, è in uscita a breve “operazione sotto copertura” , abbiamo già visto la gemella di Mia comparire in questo romanzo, una poliziotta, che indaga tra i suoi stessi colleghi. In questo nuovo libro la vedremo alle prese con un altro tema purtroppo attuale, dovrà indagare per verificare se due colleghi sono corrotti e sono diventati alleati di un gruppo terroristico. Alessandro e Carlo, sono giovani, liberi, attraenti, ed entrambi reticenti, come farà a scoprire tutto su di loro? Come fare a non bruciarsi quando il fuoco divampa su più fronti?
Ma finito questo libro non adagiatevi sugli allori, Silvia e Stefano vi aspettano con le loro storie.
 
E ora la parola spetta a voi... che ne pensate di questa nuova serie? Avete già letto i libri? Aspettiamo i vostri numerosi commenti :D

 

martedì 24 febbraio 2015

Recensione: L'importanza di chiamarsi Cristian Grei di Chiara Parenti



L’importanza di chiamarsi Cristian Grei
di Chiara Parenti

 

Chiara Parenti scrive per la collana Youfeel di Rizzoli, un nuovo romanzo ad alto tasso ironico.
Se siete alla ricerca di un protagonista maschile affascinante, seducente, emozionante e carismatico… beh non lo troverete qui. Cristian Grei non è come il Christian Grey della E.L.James. Lui è pasticcione, ipocondriaco, divertente, insicuro e a tratti anche infantile.
Il suo Charlie Tango? Un carro funebre.
La sua stanza dei giochi? Una camera piena di console, poster di fumetti e action figure.
Ammetto che io sono amante di uomini decisi perciò Cristian, nella figura romantica, non mi ha conquistata particolarmente ma in compenso l’ho adorato come persona. Un uomo che fondamentalmente è buono e che ha visto la sua vita mutare drasticamente da quando sua madre è morta. Un evento che lo ha traumatizzato e che è anche il motivo della sua ipocondria. Infatti, per Cristian di Campi Bisenzio, ogni trascurabile accenno a stranuti, nei, tosse, sono dei pericolosissimi segnali di malattie assai più pericolose e letali. Conosce la medicina quasi meglio di un laureato.
Chiara Parenti racconta che quattro anni prima, quando conosce Antonella Stasi, detta Little Tony, si presenta al pronto soccorso temendo di essere colto da un infarto del miocardio. Cristian in realtà è sano come un pesce, l’unico problema che ha è un forte attacco d’ansia. Tony, con i suoi modi gentili e un sorriso radioso, riesce a calmarlo ed è subito amore. Resta colpita quando lui le rivela (con un tocco infantile a dire il vero) che “gli fa male il cuore”. Una frase che troverei adatta sulle labbra di un bambino di dieci anni ma che su di lui, e nel contesto, comunque non stona e fa capire ancor di più quanto sia fragile il Cristian Grei italiano.
Il romanzo è incalzante e divertente e tra le donne che lo rincorrano in bagno e che gli si denudano davanti caparbie nel volerlo sedurre, tra le sue goffaggini e insicurezze, la storia prende e prende tanto! Spesso presenti delle metafore con un videogames di invenzione del protagonista, “Osso duro” che in effetti rappresentano molto bene le situazioni di vita vissuta di Cristian. E Antonella Stasi? La Parenti ce la descrive come un medico simpatico, che sa stare al gioco e che ha un cuore buono. Ama Cristian segretamente e lo vorrebbe tutto per sé, ma lo ama così tanto che è disposta anche a rinunciare all’idea romantica che ha su di lui pur di vederlo felice. Perché quando si ama davvero, ciò che conta è la felicità dell’altro, anche se va a discapito della nostra. Una serie di equivoci li allontana e anche se già a metà libro per il lettore è più che chiaro, per i due protagonisti non è affatto solo un’amicizia. Mi è piaciuta la scelta di far prendere a Tony una decisione drastica per smuovere la situazione che era ferma quanto acqua ristagnata. Quell’onda che la protagonista riesce a dare con la sua coraggiosa decisione, è di proporzioni epiche. Cristian ne rimane scosso ma alla fine è ciò che gli ha permesso di crescere, maturare e capire.
Ecco, il finale è stato azzeccato, lui si vede che è cresciuto, che è cambiato e che ha giovato di questa sferzata che gli ha dato Tony, tuttavia ho trovato surreale che in neanche 7 mesi lui sia riuscito ad arrivare addirittura a San Diego e fare fior di quattrini. Avrei di gran lunga preferito che Cristian Grei restasse distaccato dal Christian Grey della James invece la Parenti lo ha reso fin troppo simile. In ogni caso, a parte quest’aspetto economico/professionale, il finale soddisfa e ti lascia con un sorriso stampato sul viso.
In conclusione ho adorato il suo libro, mi sono fatta tantissime risate a leggere come Cristian Grei affronta la vita in un gioco, le battute sulla sua professione, il viaggio in Austria.
Chiara Parenti merita e scrive in maniera ricercata e curata, decisamente un’autrice degna di allori. L’unica cosa che non mi è piaciuta e che mi ha un po’ confuso è stato l’uso dei caporali al posto delle virgolette per evidenziare parole importanti ma non so se questa è una scelta stilistica dell’editore anche se, editore o no, i caporali sarebbe preferibile usarli solo in frasi dirette, dette dal personaggio e non quando fanno parte del testo narrativo.
Un'altra cosa che mi lascia con l’amaro in bocca è la mancanza di descrizioni, per esempio io ancora mi domando come sia Antonella Stasi: è bionda o mora? Ha gli occhi chiari o scuri? Magra o in carne? L’unica cosa che sappiamo è che è bassa. Sarà che io sono un amante delle descrizioni perché a mio avviso aiutano il lettore a immaginare ciò che stai raccontando e i personaggi che muovi. Tuttavia questi dettagli diventano totalmente trascurabili quando si ride di gusto a molte scene e la Parenti, a strappar risate, è maestra.
Complimenti Chiara! E per voi che ancora non avete scoperto “l’importanza di chiamarsi Cristian Grei”, che aspettate a leggerlo?

Titolo: L’importanza di chiamarsi Cristian Grey
Autore: Chiara Parenti
Editore: Rizzoli (Collana Youfeel)
Genere: Commedia
Sinossi:
Cristian Grei ha trentadue anni e una sola, acerrima nemica: E. L. James, che con le sue 50 Sfumature gli ha rovinato la vita. Tutte le donne, infatti, appena sentono il suo nome, vedono in lui un dominatore in 3D e l'incarnazione delle più proibite fantasie erotiche. Ma se vivi a Prato, fai il becchino nell’agenzia di onoranze funebri di famiglia e sei ipocondriaco, avere il nome "uguale" a quello del più grande amatore di tutti i tempi, che si sposta in elicottero ed è a capo di un’azienda leader mondiale,può creare una costante e fastidiosissima ansia da prestazione.
Solo Antonella, l'amica di sempre, è in grado di divertirsi giocando con lui e tenere a bada le sue mille ansie, ma soprattuto è disposta ad amarlo per quello che è realmente.
Cristian Grei riuscirà finalmente a capire che è lei la donna giusta? E soprattutto sarà “pronto a riceverla”?


Estratto:
Aimone, ecco, mi sarebbe andato bene anche Aimone, pur immaginandomi la rima che avrebbe suscitato. Oppure Oronzo, che tanto chi se ne frega delle rime, mica sono un poeta! Avrei preferito perfino chiamarmi Pompeo, e sì, me ne sarei infischiato se mi avessero affibbiato il prevedibile diminutivo.
La verità è che i genitori dovrebbero mettersi una mano sul cuore e una sul certificato anagrafico, quando nasce la loro creatura. Perché il nome è la prima operazione di marketing che fanno
sui figli, una definizione del prodotto, e sbagliarla è come fare pubblicità ingannevole.
Per quanto riguarda me però non è colpa dei miei. Che ne sapevano loro? La colpa è di una donna soltanto: Erika Leonard, per gli amici E.L. James, che con le sue Cinquanta sfumature mi ha reso la
vita un inferno.
Perché sì, io sono Cristian Grei. Il mio nome è pericolosamente simile a quello del protagonista della sua infuocata trilogia, il Principe Azzurro colorato di una scala di grigi diventato il sogno erotico di milioni di donne in tutto il pianeta. E questo è Male. Perché io sto all’originale Christian
Grey come una mangusta gialla sta al Re Leone. Nomen omen, dicevano i latini. Be’, si sbagliavano di grosso.
Forse sarà in quella «h» mancante o per la «i» al posto della «y», ma di sicuro nel mio nome non è racchiuso un destino di grande amatore. Anzi.
Appena scoprono come mi chiamo le ragazze mi credono in grado di ribaltarle come il sacco dell’aspirapolvere, e invece la cosa più violenta che ho fatto a letto è stata cadere di testa mentre
cercavo di togliermi le mutande. L’unica volta in cui ho colpito il sedere di una ragazza è stato a tredici anni sul calcinculo al luna park, e se mi vedete con una frusta in mano è solo perché sto facendo lo zabaione dato che al mattino ho la pressione bassa.
Ma le ragazze questo non lo capiscono, e appena sanno il mio nome pensano ai giochi più improbabili da fare con me, mentre io, per quanto mi sforzi, riesco solo a pensare a quelli della Play.
Prendete Laura, per esempio. Adesso che sa il mio nome mi fissa la cravatta con la stessa cupidigia con cui il mio cane Taylor guarda le sue crocchette.
Anche le tipe sbronze alla mia destra hanno interrotto per un attimo i loro gridolini per dedicare un minuto di silenzio al Re delle Sfumature.
Mi fissano, e io tremo.
Io non sono questo, e non potrò mai esserlo. Mi sento fuori posto, un intruso nella mia stessa vita. Una delusione ambulante.
«E dimmi…» Laura torna a parlarmi con una voce più calda, profonda. «Dimmi, Cristian Grei, che lavoro fai?» mi chiede percorrendo con lo sguardo il mio completo scuro. «Hai per caso un’azienda milionaria e un elicottero che si chiama Charlie Tango?» mi provoca sorniona.
«Be’, lavoro nell’azienda di famiglia...» rispondo, vago.
Lei si infila una nocciolina in bocca a si lecca le dita con fare da gatta. «E di cosa ti occupi?»
«Principalmente di cadaveri» dico distrattamente, poi mi affretto ad aggiustare il tiro quando vedo apparire un enorme punto di domanda sulla sua fronte.
«È un’agenzia di pompe funebri, sai…» Mi stringo nelle spalle, e sorvolo sul fatto che Tony ha chiamato davvero il nostro carro funebre «Charlie Tango».
Ecco, vedete la sua faccia? Non gliene frega niente che io sia un becchino!
Laura si inumidisce le labbra color rubino, il suo neo che si muove con loro. «Quindi il tuo compito è portare le donne in Paradiso, signor Grei…» continua, provocante. Così tanto che a momenti
prende fuoco il bancone.
«Anche gli uomini, se è per questo…» preciso. Poi però dalla sua espressione interdetta capisco che sono andato fuori dalla metafora e non so più cosa dire. Nel dubbio, bevo un sorso di decaffeinato. È possibile essere più imbranati?
Laura si avvicina ancora, stordendomi con il suo profumo alla vaniglia.
«Dimmi… quanti anni hai… Cristian?» mi fa, mangiando un’altra nocciolina e leccandosi di nuovo le dita.
«Trentadue. E tu?»
«Quasi trentuno.»
Be’, se continui a mangiare noccioline da questa ciotola mi sa che non ci arrivi, a trentuno...
«E di che segno sei?»
Esito un istante, temendo già la sua reazione. «Toro.»
Laura ora ha la faccia di una che ha appena vinto alla lotteria di Capodanno.
Mi schiarisco la voce, nel panico. «Tu?»
«Cancro.»
«Oddio!» mi sfugge sempre un lamento ogni volta che sento quella parola.
Lei sorride dubbiosa e il suo neo si muove in su. «Sei un tipo molto interessante, Cristian Grei…» dice, sicuramente pensando ancora alla storia del «toro».
Sono proprio un bel pacco sorpresa, invece… L’agitazione si fa largo dentro di me.
Laura mi guarda intensamente, mi fa gli occhi da triglia, mentre io mi irrigidisco e resto muto come un pesce.
Al che le chiedo: «Oddio, vedo di nuovo le ragnatele trasparenti. Sai che ho paura di avere un principio di distacco della retina?».
«Ah… Uhm… M-mi spiace…» farfuglia stupita, il suo neo che si sposta in giù. Sì, dovrei proprio farmi controllare i nei sulla schiena: è passato troppo tempo…
«Insomma, Cristian Grei, abiti qui vicino?»
«Sì, a Campi Bisenzio. Tu? Non sembri di queste parti…»
domando allentandomi il nodo della cravatta per tastarmi il neo che ho sul collo.
«No, infatti. Sono di Milano…»
Dannazione, è cresciuto! grido dentro di me sfregando la
superficie ruvida. Un’ansia primordiale mi afferra il petto, mi manca l’aria. Come ho potuto essere tanto incosciente da non accorgermene prima?
«Sono arrivata oggi perché mia nonna non sta bene…»
«Uhm... Mi spiace» borbotto sbottonandomi il colletto della camicia, sopraffatto dall’ansia. Comincio a sudare. 
«C-che cos’ha?»
Cancro. Ecco quello che ho io. Sicuro.
L’angoscia mi afferra per la gola e stringe, stringe forte con le sue dita gelide.
«Be’, ha centouno anni…» risponde lei facendo spallucce.
«Credo che presto avrò bisogno dei tuoi servigi, Cristian Grei…» dice
scoccandomi un’occhiata che non capisco, visto che sto morendo.
Okay, niente panico! Niente panico, Cristian! Prima di trarre conclusioni affrettate, occorre osservare bene il colore e la forma dei nei…
«Sì, be’, forse è meglio andare in bagno! Subito!» penso a voce alta, schizzando in piedi. Nel panico mi tolgo la cravatta e corro alla toilette, il cuore che batte come un martello pneumatico.
Stavolta è la fine, lo sento.

lunedì 23 febbraio 2015

Recensione: Non mi piaci ma ti amo di Cecile Bertod

Cari lettori della bottega dei libri oggi siamo più che lieti di ospitare un'autrice che partita da Self, dopo pochi mesi, è stata scoperta dalla casa editrice Newton. Si è trattato di un caso di enorme successo del passaparola nel web, in molti lo conoscevano come Wife whit Benefit, ora nella sua nuova veste grafica è Non mi piaci ma ti amo della poliedrica e fantasiosa Cecile Bertod.

Ho scoperto questa autrice per caso su amazon  ormai un anno fa. Mi aveva colpito il titolo e la copertina e leggendo il suo nome ho pensato fosse un romanzo scritto da una straniera. L'impostazione grafica lasciava pensare e sperare che si trattasse di un chick lit, genere che io adoro, ma che ho scoperto di apprezzare solo scritto dalla penna di pochissime autrici (Kinsella docet!)
Alla fine incuriosita ho cominciato a leggere l'anteprima, ricordo ancora che ero influenzata e non riuscivo a trovar pace nel sonno. Fin dalle prime battute ho capito che questa storia non avrei fatto fatica a portarla a termine e mi avrebbe fatto compagnia fino all'alba. C'erano tutti gli ingredienti giusti per divorarla velocemente. Sono diventata pazza per comprare la copia in piena notte dal telefono cellulare e alla fine dopo l'estenuante combattimento l'ho avuta vinta e ho ripreso la lettura. Ebbene quella notte di febbre non ho più dormito perché l'ho passata in compagnia di Sandy e Thomas e dei loro scontri verbali.
Cecile Bertod non è la Kinsella ma non importa, per me è bravissima lo stesso, soprattutto fra le italiane nel suddetto genere è indiscutibilmente la migliore, non me ne vogliano la Bosco o la Bertoli ma non riesco a strapparmi neppure un sorriso striminzito. Invece con Cecile Bertod ho riso di gusto  tutta la notte. E' stato stupendo scoprire che finalmente in Italia ci fosse qualcuno in grado di scrivere con uno stile così irriverente da strappare una risata in modo del tutto naturale. L'indomani sono andata su Amazon a scippare tutti i suoi libri, anche loro divorati fra le risate.
Ebbene di questo libro ho amato tutto, la storia avvincente, i dialoghi sempre serrati e spassosi che tenevano il ritmo giusto con la narrazione...
Ma in Non mi piaci ma ti amo non è cambiato nulla?
Il titolo è stato il primo cambiamento. Non sono stata troppo contenta della scelta editoriale perché Wife with Benefit era azzeccato e perfetto per descrivere l'intera vicenda. Oltre al fatto che quando ti piace un libro lo ami a tal punto che non vorresti vederlo per nulla alterato.
Il nuovo scelto dalla casa editrice non brilla per originalità e il mio cervello fatica pure a memorizzarlo visto che sembra un controsenso :D ma diciamo che gira intorno al tema cardine del libro che è l'odio conclamato dei due protagonisti quindi possiamo concederlo alla Newton.
Ho avuto il piacere di rileggere il libro in anteprima rispetto alla sua uscita e anche se ricordo benissimo la storia, i suoi personaggi principali, le disavventure in cui rimangono invischiati, debbo dire che sono rimasta sorpresa, piacevolmente. Lo stile è più fluido, più pulito, tanto che alcuni passaggi scorrono molto più di impatto e con una freschezza maggiore. Vi sembrerà assurdo ma a tratti ho avuto come l'impressione che, nonostante conoscessi il libro, lo stessi leggendo ora per la prima volta perché ogni tanto qualche dettaglio mi appariva totalmente nuovo. Ammetto che non ho resistito a confrontare di tanto in tanto le due versioni del romanzo tanto per rendermi conto di non soffrire di vuoti di memoria :D
Avendo Stalkerizzato in ogni modo possibile l'autrice leggendo praticamente tutti i suoi testi, posso dire che in questa nuova versione del romanzo, il suo stile è cresciuto e più maturo, come si può già evincere anche dal suo nuovo libro Self "Tutto, ma non il mio Tailleur".

Perché amo questo libro e non mi bastano le parole per riuscire a spiegarmi per bene? Perché a conti fatti è un romanzo rosa che però semplicemente rosa non lo è... Il romanzo è incentrato sulla guerra all'ultimo sangue che si faranno Thomas e Sandy, guerra di parole, di intenzioni ampiamente dimostrate. Un duello verbale che non perde colpi, non perde ritmo, va avanti per molte pagine del libro e ci si domanda quando e come i due protagonisti cederanno al sentimento... nonostante ciò non stanca assolutamente, anzi è proprio questa guerra all'ultimo colpo a rendere la storia viva, palpitante, mai monotona e scontata come accade in tanti rosa che ho letto, dove tutto finisce troppo precipitosamente negli sbaciucchiamenti e nelle dichiarazioni da bacio Perugina. E poi dopo tanti scontri compare la parte più romantica, quella che ci fa sognare, ben sperare per i nostri cari protagonisti. Sì perché nel frattempo, abbiamo imparato ad amare Thomas e a non poter fare a meno di lui, non ci appare più come il viziato nipote del conte ma viene investito di nuova luce :P (Non vi aggiungo altro perché non voglio spoilerare il testo che va assolutamente letto) così come anche Sandy prende contorni più romantici e teneri e ci appare molto ma molto umana e reale.

Cos'altro c'è di nuovo in questo libro oltre titolo, copertina, stile più fluido e qualche piccolo cambiamento/aggiunta qua e là? A sorpresa la nostra autrice ha aggiunto un epilogo per tutte le lettrici dal cuore tenero e romantico. A me non dispiaceva neppure la versione senza che era comunque perfetta! Ma se devo essere sincera fino in fondo qualche pagina in più di un libro che si è amato non dispiacciono affatto, anzi obbligherei Cecile Bertod ha raccontarci ancora qualcos'altro di loro, non perché non l'abbia saputo fare già in maniera egregia ma solo perché di Sandy e Thomas e dei loro battibecchi non si può più fare a meno.

Adesso aspetto trepidante il 26 febbraio per correre in libreria e accaparrarmi finalmente la copia cartacea. Ebbene ve lo dico, lo rileggerò una terza volta perché questo romanzo merita veramente e non annoia mai... Al contrario crea grave dipendenza! E ve lo dice una lettrice compulsiva, che non legge mai un libro più volte e le uniche eccezioni finora sono stati "Orgoglio e Pregiudizio" e "La casa degli spiriti". 
 
Voglio spendere due righe anche per la nuova copertina, così colorata, allegra e frizzante non mi fa rimpiangere la precedente che era proprio in stile chick lit. L'immagine mi richiama alla mente Sandy ed è a mio avviso è una delle copertine più riuscite della casa editrice, almeno per stavolta un nesso e filo conduttore con la trama del libro si può rintracciare.

Per chi avesse già acquistato il romanzo sognalo che era presente un problema di impaginazione dei capitoli, che è stato attualmente risolto, chiunque abbia la numerazione invertita dei capitoli 31 33 32 deve aspettare solo uno o due giorni perché parta l'aggiornamento automatico gratuito di amazon.
 
Ora ci do un taglio e vi lascio ai dati del libro, all'immagine che ci ha regalato l'autrice e a un piccolo estratto del libro per chi non avesse avuto la fortuna di leggere un anno fa il libro di Cecile.

Titolo: Non mi piaci ma ti amo
Autore: Cecile Bertod
Editore: Newton Compton editori
Genere: chick lit, New Adult, Rosa
ebook: uscita 19 febbraio costo 4.90€ (Link)
cartaceo: uscita 26 febbraio costo 9.90€
Pagina: 278
Sinossi:
Cosa faresti se per ottenere un'eredità ti chiedessero di sposarti?
 Thomas e Sandy: lui nobile, ricchissimo, lei di una comune famiglia londinese. I genitori di Sandy sono molto amici del nonno di Thomas, per questo trascorrono sempre le vacanze estive a Canterbury, in una favolosa residenza, ma Sandy odia andarci, perché detesta Thomas. I due si perdono di vista finché… un giorno il nonno di Thomas muore, il suo testamento viene aperto, così il ragazzo si trova di fronte a un annuncio sconvolgente: il nonno gli lascia tutto, ma a patto che lui metta la testa a posto e si sposi. E con chi? Con la ragazza che secondo il nonno fa per lui, proprio quella Sandy Price che non vede da almeno dieci anni. Nel testamento il ricco signore ha previsto tutto nei minimi dettagli. Chi dei due rifiuterà, perderà l’eredità. E se nessuno dei due accetterà, l’intero patrimonio andrà in beneficenza. Sandy si trova in una strana situazione: è disoccupata e sta per comprare un bistrot da ristrutturare con le sue amiche. Ma la banca all’ultimo momento non le concede il finanziamento. Perciò, di fronte all’ipotesi di avere i soldi necessari al suo progetto, accetta la proposta di Thomas. Viene celebrato un finto fidanzamento per aggirare le rigide regole fissate dal nonno, finché qualcosa di inatteso sembra accadere tra i due. Ma l’happy ending è lontano, perché quando il sogno del nonno sta per essere coronato, ecco che sul più bello, proprio in una chiesa, scoppia il putiferio. E non sarà facile, per Thomas, riacciuffare il perduto amore…

Si sono conosciuti da piccoli e si sono detestati. Ma adesso un testamento li obbliga a sposarsi...
 
Cosa hanno detto di questo romanzo:
«Appena ho letto le prime righe mi sono innamorata di questo libro!!! Lo consiglio a tutte le romantiche e a quelle che per qualche ora hanno voglia di ridere e sognare».

«Mi è piaciuto veramente. Il migliore tra gli ultimi letti. Ho riso e sorriso, perfetto per il suo genere».

 «Un romanzo che mi ha fatto fare più volte delle figuracce sui mezzi di trasporto pubblici; non ridevo così leggendo da… non lo so neanche io da quando! Divertentissimo, frizzante, romantico, dolce, emozionante. Un libro che è quasi una droga, scorrevole in un modo assurdo».

Cecile Bertod ha trent’anni, è una restauratrice e vive a Napoli. Tra un restauro e l’altro, ama leggere. Ha iniziato scrivendo fantasy, poi ha proseguito con il rosa. Nutre una certa avversione per i nerd, le cene alla romana e la piastra per i capelli.


Estratto

Risoluta, mi appresto a scendere giù dal letto, ben decisa a chiudere la mia capitolazione indecorosa sotto il getto bollente dell’acqua calda, quando la porta della stanza si apre. Riporto rapidamente l’abito sul seno in gesto di difesa, mentre Thomas entra come se fosse la cosa più naturale del mondo, stringendo un cuscino tra le braccia. Indossa i pantaloni di un pigiama di felpa nera e una T-shirt verde militare. Sembra stanco. Si avvicina al bordo del letto strofinandosi un occhio con il dorso della mano. Dietro di lui compare Rudy con la bocca spalancata e la lingua penzoloni.
«Non si bussa?», chiedo, tornando a focalizzarmi sull’unico intruso indesiderato, e la mia voce risulta un tantino stridula.
«È il nuovo upgrade: “momenti d’intimità”. Si scarica automaticamente quando si decide di accettare una proposta di matrimonio».
«Io lo definirei spam indesiderato».
Sogghigna con espressione buffa e appoggia un ginocchio sulla trapunta.
«Allora, che vuoi?», chiedo con una punta di apprensione nello sguardo.
«Non mi dispiacerebbe una tazza di bergamotto», risponde stiracchiandosi.
«E la cerchi qui? Cos’è successo, hai perso il campanellino e non sai come chiamare la servitù?».
Non mi risponde, ma butta il cuscino sul materasso, accanto alle mie gambe.
«Che stai facendo?»
«Cambio il cuscino».
«Andava benissimo anche quello che c’era prima».
«Non riesco a riposare su quelli in lattice. Il mio è di lana», mi spiega, afferrando un bordo del lenzuolo per scostarlo.
Blocco quel gesto premendo la mano sulla stoffa e lo fisso con occhi sbarrati.
«Thomas, che intenzione hai?»
«Dormire?»
«Forse non ti sei accorto che questa è la mia camera».
Sbircia la stanza, immersa nel caos, poi torna a osservarmi divertito, per scivolare con lo sguardo dai miei occhi alle mie mani, premute sul seno nel tentativo di coprire un indecoroso completino di merletto.
«Posso garantirti di averne la piena consapevolezza».
«Ok, questo scherzo è durato anche troppo. Riprenditi la tua roba e sparisci!», esplodo, cercando di dimenticare di avere le gote in fiamme. Il mio gesto non sortisce alcun effetto, se non quello di strappargli un sorriso. Rimette il cuscino al suo posto e con uno strattone mi sfila il lenzuolo dalle mani, lasciandosi cadere a peso morto sul materasso.
«Thomas…».
«Sandy…», mi rifà il verso.
Rudy si appoggia al bordo del letto e inizia a piagnucolare, così lui si china in avanti, lo prende tra le braccia e se lo sistema teneramente sulla pancia, iniziando a grattargli il musino.
«Dannazione, sei impazzito?», esplodo, pur trovando il tempo di chiedermi da quando siano entrati così in confidenza quei due. «Che scherzo stupido è questo?»
«Perché credi che sia uno scherzo?»
«Non lo so, forse perché sono un’ottimista?»
«Mi dispiace, mai stato più serio», afferma senza sollevare lo sguardo dal cane, che si gode le coccole beato.
«Ok, hai vinto. Vado a dormire in un’altra stanza!».
Scendo giù dal letto infuriata e mi avvio verso la porta. Lui incrocia le braccia dietro la testa e aspetta che abbia superato la soglia per chiedermi con tono sardonico: «Ma come, non vuoi più sposarmi? Dopo che ti ho aperto il mio cuore… Che insensibile!».

Chi è Cecile Bertod?
Cecile Bertod ha trent’anni, è una restauratrice e vive a Napoli. Tra un restauro e l’altro, ama leggere. Ha iniziato scrivendo fantasy, poi ha proseguito con il rosa. Nutre una certa avversione per i nerd, le cene alla romana e la piastra per i capelli.
Sito: www.cecilebertod.it



Un grandissimo in bocca al lupo alla nostra autrice dalla penna affilata e dalla battuta pronta, con l'augurio che questo libro sia il primo di una lunga serie di cartacei che potremmo ammirare nelle nostre personali librerie.

Licio
 
 



 

martedì 17 febbraio 2015

Recensione: C'è qualcosa in te di Valentina Facchini

 
Oggi vi parlerò del nuovo romanzo di Valentina Facchini, C'è qualcosa in te. Dopo la fresca storia YA di Lolli e Nuvoletta, torna con un romanzo New Adult e protagonisti più grandi, Arianna e Connor. Intanto ringrazio l'autrice che mi ha dato la possibilità di leggere il suo lavoro in anteprima permettendomi di gustare con calma il suo lavoro. Sono rimasta incantata dai protagonisti e dalla loro storia d'amore, che hanno saputo conquistarmi fin dalle prime pagine. 
Quello che mi è piaciuto di più sono stati i continui diverbi tra Connor e Arianna che hanno reso la storia sempre più avvincente e mai scontata. In alcuni punti, il lettore si sarebbe potuto immaginare delle scontate e rosee situazioni che invece l'autrice è stata bravissima a evitare. Per cui la storia ha sempre mantenuto un tocco di suspense e di tensione che permette al lettore di scorrere le pagine senza mai fermarsi fino a quando non si giunge alla parola fine. A volte non nascondo che avrei voluto prendere a pizzottoni Arianna per certe sue scelte o comportamenti che mi facevano propendere più simpatie per Connor. Infatti a tratti l'ho anche odiata, poverina, amando sopra ogni cosa Connor, che una volta incontrata Arianna ne subisce veramente tante (sempre da lei, ovviamente) :)
Arianna di suo è un personaggio complesso, spigoloso, che spesso agisce in maniera impudente nei confronti di Connor ma il tutto è giustificato dal suo passato, da una madre malata e asfissiante, dai quali cerca di liberarsi mettendo addirittura un oceano di mezzo tra due continenti. Ma le paure, il dolore, i sensi di colpa ce li portiamo dentro sempre e non basta la distanza per farli scomparire magicamente.
La storia d'amore di Arianna e Connor ha il sapore di un amore reale e possibile, è questo tratto a rendere il libro ancora più bello, piacevole e credibile.
 
 E ora vi lascio ai dati del libro e a un piccolo estratto per incuriosirvi di più :) 


Titolo: C'è qualcosa in te
Autore: Valentina Facchini
Editore: Self publishing
Genere: New Adult
Sinossi:
Arianna è al penultimo anno di Lettere alla Sapienza di Roma e decide di traferirsi per studiare per due semestri all’ UCLA, college della California. Ha bisogno di evadere dalle continue intromissioni della madre nella sua vita, di sfuggire alle sue ansie, alla maniacalità con cui cerca di condizionarne le scelte. Durante il primo mese, incontra Connor, ex giocatore di football , ora dottorando in giornalismo. Tra i due sono scintille sin dal primo incontro, ma poi qualcosa cambia e il loro rapporto si trasforma: I battibecchi lasciano spazio a qualcosa di più profondo. Baci rubati, sguardi, attimi d'intimità che mutano inesorabilmente i loro destini. La loro storia, però, sarà tutta in salita tra l’impossibilità della loro relazione e un biglietto di ritorno già prenotato per l’Italia.


Estratto

Mi diressi verso l’ascensore, lo chiamai ed entrai dentro la cabina sempre con il tesserino in mano, stavo guardando la foto con un’espressione un po’ schifata. Ero talmente presa, che non mi accorsi della presenza di un’altra persona nell’ascensore, fino a quando non sentii ridacchiare. Anzi ridere. Alzai gli occhi e fui catturata da uno sguardo azzurro, anche se sarebbe più corretto dire blu dello stesso colore dell’oceano più profondo. Non riuscivo a smettere di guardarlo, stavo diventando imbarazzante, e da un momento all’altro poteva iniziare a colarmi un rivolo di bava dalla bocca.
 «Brutta foto?» mi disse con una voce profonda e bellissima, mentre si avvicinava nell’angolo dove ero rintanata, mi prendeva il tesserino dalle mani e guardava la foto.
 «Eh come?» Finalmente mi riscossi da quella specie di incantesimo in cui ero caduta e lo guardai meglio. Non pensavo che esistessero dei tipi del genere, alto, biondo, con un fisico da atleta e mi stava parlando. Dovevo seriamente riprendermi.
 Era davanti a me e giocava con il mio badge che aveva preso tra le dita: «La foto è tanto brutta?» mi chiese sorridendo.
«Abbastanza, ma la segretaria non ha voluto sentire ragioni».
«Lo so, in segreteria lavorano solo arpie» mi disse sorridendo «La foto, comunque, non è brutta, non potrebbe mai esserlo visto il soggetto». Detto ciò mi sorrise. Un vero sorriso. Di quelli che ti fanno sciogliere sul pavimento. Non riuscivo proprio a distogliere lo sguardo dai suoi occhi. Imposi a me stessa di smettere di sembrare una lumaca rincoglionita e gli sorrisi a mia volta
.

Chi è Valentina Facchini?
Vive a Roma con un cane e un marito. Da sempre appassionata di libri, soprattutto paranormal e romance. Vorrebbe scappare con Bones, ma si accontenterebbe anche di un membro della confraternita, senza dimenticare di passare a trovare Rush. Da poco scrittrice di libri. Anche se scrittrice è una parola un po' forte da usare.

E allora cari lettori che aspettate a tuffarvi in questa nuova emozionante avventura romantica?
Licio


lunedì 16 febbraio 2015

Recensione: Bite the night di Ilaria Tomasini

Oggi sono a presentarvi il romanzo urban fantasy di Ilaria Tomasini, Bite the Night. Si tratta del primo volume della saga Bite the Night. Ho avuto il piacere di leggerla in anteprima prima dell'uscita
grazie alla scrittrice che mi ha permesso di leggerlo in anteprima assoluta. Devo dire che sono stata più che soddisfatta dalla lettura. Erano mesi che non trovavo un urban fantasy degno di nota, invece in questo libro mi sono appassionata a tal punto che l'ho totalmente divorato e arrivata all'ultima pagina volevo solo poter leggere il seguito. Ho letto qualche recensioni qua e là dove qualcuno lo definiva simile al telefilm Buffy... io non saprei cosa dire, non sono un'appassionata di tv e cinema ma solo un onnivora lettrice e ho trovato questo libro veramente avvincente e ingarbugliato al punto giusto. L'ho trovato anche piuttosto originale rispetto ai molti romanzi che ci sono stati propinati da altre CE. Quindi anche se in qualche modo dovesse somigliare a Buffy, io trovo che l'autrice abbia fatto un buon lavoro nel tenere desta l'attenzione del lettore, nel creare una trama piena di colpi di scena che non ristagna in noiosi punti morti. Ha saputo spiazzarmi e sconvolgermi in più punti, quindi un brava meritato va all'autrice!
 
Vi lascio i dati del libro per chi fosse curioso di tuffarsi nella lettura: 

Titolo: Bite the Night
Autore: Ilaria Tomasini
Volume: 1 della saga Bite the Night
Pagine: 222
Link di acquisto: http://www.amazon.it/dp/B00S9C2C98/
Prezzo e-book: 1,50€
Prezzo Cartaceo: 8,32€
Sinossi:
Eli è giovanissima, ha tutta la vita davanti e un destino speciale: essere una Hunter, una cacciatrice di vampiri.
Guidata dal Guardiano Albert Randall, Eli è pronta per sconfiggere il nemico. Tuttavia la morte è in agguato e Albert non potrà fare nulla per impedirlo.
In un mondo futuro per il quale il XXI secolo è storia antica, Scarlett lavora per un progetto top secret.
Nel segreto del suo laboratorio, le basta connettersi a un computer per entrare nel corpo di un soldato e usare il suo potere di strega per distruggere orde di nemici e vincere guerre reali come se fossero un gioco virtuale. Il ritrovamento di una piastrina incisa con strani simboli cambierà ogni cosa.
Qual è il segreto che si nasconde dietro il progetto P&P?
Quale fil rouge lega la storia di Albert a quella di Scarlett?
Ilaria Tomasini intesse una storia originalissima e avvincente in cui niente è ciò che sembra, il primo capitolo di una saga che cambierà per sempre la vostra idea del Bene e del Male.

Estratto (dal capitolo 2)
“Albert Randall.
L'uomo fissò per un attimo il proprio nome sulla carta di imbarco, poi accartoc­ciò il biglietto, augurandosi di poter gettare via così facilmente anche la sua memoria.
Uscì dall'aeroporto trascinandosi dietro il bagaglio a mano e il vento freddo gli penetrò nelle ossa, facendolo sentire ancora più vecchio e stanco.
A quarantacinque anni non era affatto vecchio, ma da quando Eli era morta, Al­bert sentiva sulle spalle il peso di molti secoli.
Eli morta...
Ancora faticava a crederci, era tanto assurdo da essere irreale.
La ragazzina che aveva visto crescere e che aveva addestrato giorno dopo giorno, la giovane, sempre così piena di vita, che gli aveva confessato tanto candidamente che lo avrebbe voluto come padre, come poteva essere morta?
Lei, proprio lei, no, non era possibile, tutto nella sua mente si ribellava a quel pensiero, tanto da fargli pensare di aver immaginato tutto: si sarebbe sve­gliato da quel brutto sogno per riprendere la vita di sempre e allora forse le avrebbe finalmente detto che anche lui la considerava come una figlia...
Poi però arrivavano i ricordi a distruggere ogni illusione, quelle terribili immagi­ni che non sarebbe mai riuscito a cancellare dalla memoria.
Eli a terra.
Eli schiacciata dal peso dei vampiri che la stavano aggredendo.
La spada di Albert che si sollevava in un cerchio quasi perfetto.
Le teste dei vampiri che rotolavano a terra prima di polverizzarsi.
Eli ancora a terra.
Eli che non si rialzava.
Il sangue.
Perché non si rialzava?
Troppo sangue.
E l'asta che la trafiggeva da parte a parte.
No, doveva essere un effetto ottico, non era possibile che quel pezzo di ferro spuntasse dallo stomaco di Eli.
Ma perché ancora non si muoveva?
La sensazione di umidità sulle ginocchia mentre Albert si chinava su di lei.
Acqua? Sangue?
Le mani che la toccavano per sollevarla da terra e la testa di Eli che si piegava all'indietro, quasi recisa dal corpo, la gola squarciata e piena di sangue...
Albert l'aveva tenuta fra le braccia per un tempo infinito, cercando di richiama­re in lei il calore della vita che sfumava.
Ma lei era diventata fredda.”
 Chi è Ilaria Tomasini?
 
Ilaria Tomasini è nata a Roma il 28 maggio 1977.
Diplomata al Liceo Scientifico A. Avogadro di Roma, ha in seguito frequentato un corso triennale di Illustrazione alla Scuola Internazionale di Comics.
Attualmente vive in provincia di Verona insieme al marito e alla sua cagnolina Kira.
Appassionata lettrice, scrivere è stata la sua passione praticamente da sempre. Oltre a scrivere romanzi e racconti, illustra i suoi libri e ne disegna le copertine.
I suoi racconti sono stati pubblicati sulla rivista "Ti Presento il Gatto" e nelle antologie "365 Racconti d'estate" e “Halloween all'italiana”
Sito autore: http://www.eugeal.eu/
 
Un grande in bocca al lupo all'autrice e al suo romanzo. Io aspetto quanto prima il seguito!!
Licio