Recensione

Thorns of frost di Krista Street

marzo 04, 2026 Licio 0 Comments


Care lettrici oggi vi parlo di Thorns of frost di Krista Street edito da Triskell Edizione, secondo volume della serie Fae of Snow & Ice.

Titolo: Thorns of frost
Autrice: Krista Street
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Romantasy 
Uscita: 2/02/25
Costretta a scegliere tra schiavitù e morte, sfida la Corte dell’Inverno e il principe che potrebbe distruggerla… o salvarla.
Partecipare alla Prova della Regina Ascesa significa rinunciare alla libertà.
Se vince, sarà costretta a sposare il suo nemico.
Se perde, il re deciderà comunque il suo destino.
Determinata a non piegarsi a una vita imposta, finge di competere per il trono mentre allena in segreto i suoi poteri nascosti, pronta a fuggire prima che sia troppo tardi. Con sua sorella al fianco, sa di non essere sola… o almeno così crede.
Il problema ha un nome: Norivun, principe ereditario della Corte dell’Inverno. Freddo, spietato e irresistibile. Tra scontri, segreti e attrazione proibita, resistergli diventa sempre più difficile, soprattutto quando il nemico si rivela l’unico capace di comprendere il fuoco che arde dentro di lei.
Alla Corte dell’Inverno, amare può essere la scelta più pericolosa di tutte.

Serie:
Thorns of frost

Con Thorns of Frost, Krista Street prosegue la sua saga fantasy romance ambientata nelle pericolose corti dei fae. Se nel primo volume venivano gettate le basi del mondo e dei personaggi, qui la trama entra finalmente nel vivo tra intrighi di potere, prove mortali e una relazione che oscilla costantemente tra ostilità e attrazione. Devo ammettere di essere rimasta piacevolmente sorpresa: il primo volume non mi aveva lasciata particolarmente soddisfatta, mentre questo secondo capitolo mostra diversi miglioramenti.

La protagonista si trova costretta a partecipare alla prova che determinerà la futura Regina Ascesa della Corte dell’Inverno. Per sopravvivere dovrà affrontare sfide sempre più pericolose, mentre il legame con il principe Norivun diventa progressivamente più ambiguo. Tra alleanze fragili e poteri ancora da comprendere, Ilara deve decidere se accettare il destino che le viene imposto oppure provare a combatterlo.

Uno degli aspetti più positivi del romanzo è proprio l’approfondimento dei personaggi. Nel primo volume risultavano piuttosto monodimensionali, mentre qui iniziano finalmente a prendere forma. Ilara rimane combattuta su più fronti, ma non appare più soltanto fastidiosa o ripetitiva: la vediamo impegnarsi per comprendere i propri poteri e affrontare la situazione in cui è stata trascinata. Parallelamente diventa più intensa anche la dinamica con Norivun.

Ed è proprio Norivun a dare ulteriore spessore alla storia. Il suo carattere moralmente ambiguo rende difficile capire fino a che punto sia possibile fidarsi di lui, e questo alimenta uno degli elementi più interessanti del romanzo: la continua tensione tra attrazione e diffidenza che Ilara prova nei suoi confronti.

Il tema centrale del libro ruota attorno alle prove che determineranno la sposa di Norivun, un trope piuttosto comune nel romantasy. Un esempio evidente è The Selection di Kiera Cass. Rispetto a quel modello, qui il meccanismo appare più semplice e meno approfondito. Tuttavia, dove la struttura risulta un po’ carente, la storia riesce a compensare grazie a una serie di intrighi che emergono gradualmente e che rendono la trama più dinamica.

Proprio questi elementi hanno stimolato la mia curiosità e mi hanno spinta a proseguire la lettura molto velocemente. In questo volume ho apprezzato soprattutto la componente politica e gli intrighi che, capitolo dopo capitolo, costruiscono tensione fino a culminare in un cliffhanger finale che invoglia immediatamente a leggere il terzo libro. Devo fare di nuovo un'ammissione perché l'autrice mi ha stupito in due punti finali che davvero non mi aspettavo. 

Nel complesso la lettura è stata scorrevole e piacevole. Rispetto al primo volume si notano diversi miglioramenti: lì sembrava non succedere mai nulla di davvero rilevante e la protagonista risultava spesso irritante. Thorns of Frost non è certo il romantasy perfetto e rimane ancora lontano dall’esserlo, ma il progresso rispetto all’inizio della serie è evidente.

Proprio per questo mi sento di consigliarlo soprattutto a chi vuole avvicinarsi al genere romantasy senza troppe aspettative o confronti immediati con titoli più strutturati.

Vista la conclusione, mi aspetto un terzo volume esplosivo, che non vedo l'ora di leggere.

Fabiana






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