lunedì 3 giugno 2013

Recensione - Un fiore d'ombra - Debora De Lorenzi

Eccoci qui a recensire un libro urban-fantasy. Appena è uscito in prevendita non ho resistito alla tentazione. Trama accattivante, copertina decisamente intrigante… mi sono detta: “Posso resistere?”
La risposta è semplice da indovinare “NO”
Così sono corsa sul sito della casa editrice e ho acquistato “Un fiore d’ombra” di Debora De Lorenzi. Questo è il suo primo libro che leggo ma in realtà non è il suo esordio, prima ha scritto diversi libri che mi sono persa per strada, vedrò di rimediare.
Bando alle ciance, passiamo ai dati tecnici del testo.
 

Titolo: Un fiore d’ombra

Autore: Debora De Lorenzi

Editore: Butterfly Edizioni

Collana: Top Secret

ISBN: 978-88-97810-18-6

Pagine: 172

Prezzo: 13,90 €

Prima edizione: Marzo 2013
Trama:
Tredici vite. Tredici possibilità per sfuggire al destino di distruzione che è toccato in sorte alla bellissima e misteriosa Amina: ripudiare il male, e così le sue origini arcane e sconosciute, o seguire il richiamo di un amore irraggiungibile con Azrael, che di vita in vita rincorre, ma non può vivere? Dubbi atroci e flashback improvvisi scuotono il presente: tra apparizioni divine e diaboliche, scontri sanguinari e morti violente, Amina va scoprendo se stessa e i suoi tanti passati. Solo così potrà scegliere il suo destino. Con "Un fiore d'ombra", Debora De Lorenzi ripropone l'atavica lotta tra Bene e Male, portandola ai giorni nostri, nelle strade di una Parigi fascinosa e indecifrabile, spostando via via l'azione tra i più originali anfratti dell'occulto.
 

Biografia:

Debora De Lorenzi è nata a Pavia nel 1972.
Amante della musica, del cinema, del teatro e delle arti in genere, è stata iniziata alla letteratura fin dall’infanzia; ne conserva tutt’ora la passione, sfociata poi, nel corso degli anni, in amore per la scrittura.
È con “Maledetto libero arbitrio” che nel 2009 inizia la sua avventura editoriale, seguita poi alla pubblicazione “Dell’imbroglio dell’anima” nel  2011 con Butterfly Edizioni, grazie al concorso “Parole di carta” nel quale si è aggiudicata il primo posto. In questo periodo tra le varie occupazioni, è immersa nella realizzazione del quarto romanzo.
I suoi lettori possono seguirla su facebook:
 
Recensione:
 
 
Un fiore d’ombra non è il classico urban-fantasy.
All’inizio, devo ammetterlo, ho fatica a seguirlo non riuscendo a entrare nello stile dell’autrice ma una volta passate le prime pagine il seguito è volato via troppo velocemente. Mi sono affezionata subito ad Amélie il personaggio che apre la storia e pare principale sin da subito. La giovane ragazza è realmente fondamentale nella storia perché darà vita a Amina che ha la sua ultima possibilità di vita e di scelta.
Tredici vite possono bastare a scegliere la luce folgorante del Signore o le buie, oscure e tormentose, tenebre di Satana?
Essere la detentrice di un potere enorme, vivere continuamente per giungere al compimento di una scelta, impazzire a causa dei vecchi ricordi, è crudele e ingiusto. Eppure Amina si ritrova vittima del gioco disonesto dei demoni che vogliono scelga le tenebre e che con il suo potere pieghi le schiere degli angeli e il Signore stesso.
È una continua lotta, la lotta eterna tra BENE e MALE e Amina ha un ruolo importante.
Deve scegliere eppure non riesce mai a farlo, perché ciò che vorrebbe scegliere non è permesso, è sbagliato.
Tra la LUCE e le TENEBRE esiste un aspetto che Amina in tutte le sue dodici vite non riesce a vincere, che la piega al suo volere e inconsciamente le fa scegliere la sua strada: l’AMORE.
È questa la chiave di tutto… non posso svelarvi in realtà come un AMORE proibito possa portare alla soluzione, bisogna leggere il testo per capirne le mille sfumature, per amare queste parole che ci portano in una lotta eterna ma delicata. Tra il bene il male si ha la terza scelta, un amore che seppur proibito non può che portare alla salvezza, perché amare non è mai un peccato.
Interessante lo scoprire a mano a mano le sue visioni, le sue vite passata, i flashback in un passato straziante e doloroso, come l’amore in un modo o nell’altro l’ha cercata, resa schiava e allo stesso tempo distrutta con la sua immensa forza.
Uno dei personaggi che più ho amato è Mebahiah, l'angelo della morte, è lui che pone fine alla follia di Amina, che la salva dalla scelta sbagliata. Nonostante l'amore incondizionato e puro che prova per lei è costretto a portarla via e ogni volta cerca di farlo nella maniera più dolce e amorevole. Come si può non amare un personaggio che porta la morte ma lo fa con amore? Che prova un sentimento puro e che sa bene non potrà mai competere con Azraél? Questo lato mi ha colpito e commossa.
La scrittura di Debora De Lorenzi è originale, delicata e pulita. Ci culla in un abbraccio poetico regalandoci un dolore lacerante come quello che prova la protagonista. Risulta facile immedesimarsi in Amina, nel suo senso di confusione e di perdizione non riuscendo a trovare la strada che la conduca alla salvezza.
Nella sua ultima vita Amina troverà un finale e forse un epilogo degno di una donna che ha vissuto tredici vite e ha scelto la morte se non poteva scegliere l’AMORE.

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