giovedì 13 aprile 2017

Recensione: Soltanto un’altra volta di Daniela Binacci

Carissime lettrici, 
oggi vi parlo del nuovo bellissimo libro di Daniela Binacci, Soltanto un'altra volta, che mi ha trascinato in giro per il mondo, Mumbai, Parigi, Roma...

Titolo: Soltanto un’altra volta
Autore: Daniela Binacci
Editore: Self publishing
Genere: Romanzo rosa
Costo: 2,99€
Pagine: 284
Trama: Cos’è l’amore se non il sentimento più imprevedibile di tutti? Quell’emozione impazzita capace di farci ridere, piangere, sognare e lottare come mai avremmo creduto possibile. Una scintilla che ci esplode dentro, all’improvviso, lasciandoci quasi senza fiato… l’unica in grado di farci morire per poi rinascere. Ma, per l’amore, ci vuole coraggio perché quando arriva, sconvolge tutto. E tornare indietro è impossibile.
Parigi. Emma è una fotografa di trent’anni. Sin da ragazzina, ha sempre amato osservare il mondo da dietro una macchinetta fotografica: per lei è come un’uscita di sicurezza dalla realtà. Soprattutto, da quando una tragedia le ha stravolto la vita, costringendola a cercare se stessa e qualcosa in cui credere ancora.
Mumbai. Ajay è uno stimato chirurgo di trentacinque anni, con tutti i colori dell’India dentro uno sguardo di velluto. Tanti anni fa, l’Inghilterra lo ha salvato, ritardando il suo destino. Affabile e generoso, ha trasformato la sua “maledizione” in una vita per cui lottare: due figli da proteggere e un paese da riscattare.
Un’amica di penna. L’incontro fra due culture. Il destino. E l’unico desiderio sarà poter stare insieme, soltanto un’altra volta.

Recensione:
Ho tormentato per un anno l’autrice affinché finesse questo romanzo. Non appena ho saputo che stava scrivendo un romanzo ambientato in India che parlava di una coppia formata da due etnie diverse il mio entusiasmo si è acceso a mille. Questo libro rappresentava pienamente quello che cerco in romanzo, quella diversità che è frutto di conoscenza e di spunti di riflessione, che sappiano darci un quadro della complessità della realtà. Beh, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e si sa che non sempre è facile che le aspettative collimino con la realtà, eppure in questo caso il romanzo ha superato di gran lunga le mie aspettative perché è veramente tanto, tanto di più di tutto quello che mi ero immaginata di trovarci.
Per cominciare la prima lode va fatta alla minuzia di particolari disseminati sapientemente tra le pagine che ci permettono di vivere l’India come se fossimo lì veramente insieme a Emma a scoprirla. Si denota un lavoro e un impegno costante che hanno permesso a Mumbai di non essere la semplice cornice di un amore diverso, quanto piuttosto una vera e propria protagonista insieme a Emma e Ajay. Una città viva che pulsa di colori, tradizioni, cibi, cultura, feste. Un modo di vivere che si incarna nelle parole di Ajay che colpisce per il suo modo di essere pacato, profondo, per poi lasciarsi andare a quella spinta irrazionale, a quel destino che all’improvviso ha deciso di regalargli uno spiraglio di felicità nonostante tutto quello che finora gli ha tolto.
L’altro aspetto bellissimo è dal punto di vista narrativo. La scelta di decidere di narrare mezzo libro con gli occhi timorosi e disincantati di Emma, che scopre la magia dell’India che può solo travolgerti e in qualche modo cambiarti, e l’altra metà con gli occhi di Ajay, che combatte in silenzio le scelte sbagliate del suo passato.
Poi c’è la storia che è a tratti semplice e a tratti complessa, con questi alti e bassi che si scoprono all’improvviso aumentando e rallentando la narrazione al punto giusto. Quando ci si assesta e sembra che tutto ormai sia giusto, concluso, ecco lì che arriva l’imprevisto, l’imponderabile imprevisto e tutto si scombina, tutto muta, in una girandola di eventi che vi faranno piangere, a volte sorridere, altre rabbia.
Amo Ajay e ne vorrei uno tutto per me, oppure lo porterei volentieri via a Emma che a questo punto è stata fin troppo fortunata :D Comunque oltre a questi due splendidi protagonisti che calcano la scena tra Mumbai, Parigi, Roma, ci sono tutti gli altri che fanno da contorno che sono ben dipinti e caratterizzati per dare un quadro ancora più completo e unico di questo piccolo mondo. I più riusciti e belli sono senza dubbio Latika, la sorella di Ajay, e i quattro bambini.
Io potrei continuare a raccontare per ore di questo libro, ma non mi basterebbero le parole per spiegarvi la bellezza della sua struttura e delle scene. È uno di quei libri che va letto perché difficilmente si riesce a rendere l’idea del perché è piaciuto.
Sono stata a pensare tanto su quali estratti postare perché a ogni riga mi innamoravo dell’India, a ogni riga mi innamoravo delle parole di Ajay, a ogni riga mi innamoravo del suo pensiero… insomma ho rischiato veramente di postarvi l’interno romanzo, per cui alla fine mi sono affidata all’autrice che ha scelto per me… ma una frase alla fine sono riuscita a sceglierla anche io e ho deciso di concludere la mia recensione proprio con queste parole:

Siamo come incollati, appiccicati, intrecciati, l'uno all'altra. Fusi. Come l'incontro tra il giallo e il blu che insieme creano il verde. Come due ombre che si allungano e si uniscono in una sola. Come la luna che incontra il sole, generando un'eclissi. Due metà che diventano una cosa sola. E io sono in estasi.

Complimenti a Daniela per questo bellissimo libro!

Fabiana
Le Cercatrici di libri

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