Recensione
P.S. You’re Intolerable (The Harder They Fall Vol. 3) di Julia Wolf
Care lettrici oggi vi parlo di P.S. You’re Intolerable di Julia Wolf edito da Triskell Edizioni.
Titolo: P.S. You’re Intolerable
Autrice: Julia Wolf
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Romance Contemporaneo, office romance, pregnancy romance
Uscita: 10/07/26
Catherine sa due cose con assoluta certezza: il suo capo è insopportabile e lei non può permettersi di perdere il lavoro. Soprattutto ora che sta per diventare una madre single.
Elliot Levy è preciso, gelido, controllato. Il tipo di uomo che nota ogni errore, ma non la donna che gli organizza la vita… nemmeno quando quella donna è incinta di sette mesi. Catherine sfoga tutto quello che non può dirgli in piccoli biglietti sarcastici che nasconde nel cassetto della scrivania. Perché chiamarlo cyborg in faccia sarebbe poco professionale. E decisamente rischioso.
Poi la vita di Catherine crolla nel momento meno opportuno. Con una neonata tra le braccia e nessun posto sicuro dove andare, riceve aiuto proprio dall’ultima persona che avrebbe immaginato: Elliot. Vivere sotto lo stesso tetto cambia ogni cosa. Il capo freddo e distante si rivela attento, protettivo, pericolosamente premuroso… e molto meno robotico quando gira per casa senza maglietta.
Catherine sa che lasciarsi andare è un rischio. Elliot, invece, ha già deciso: lei e sua figlia sono entrate nella sua vita, e non permetterà a nessuno di portargliele via. Nemmeno a Catherine stessa.
P.S. Forse l’uomo più insopportabile del mondo è anche quello impossibile da dimenticare.
Ho iniziato P.S. You’re Intolerable senza rendermi conto che fosse il terzo volume di una serie. Non avevo mai letto nulla di Julia Wolf e, pur essendo quindi partita dalla storia sbagliata, sono rimasta piacevolmente sorpresa. Anzi, più che sorpresa, sono stata completamente conquistata.
Ho divorato questo libro in pochissime ore e, credetemi, in questo periodo riuscire a catturare la mia attenzione è un’impresa tutt’altro che semplice. Sono molti di più i romanzi che abbandono per mancanza di interesse rispetto a quelli che riesco effettivamente a portare a termine. Questa storia, invece, ha compiuto una piccola magia: una volta iniziata, non riuscivo più a metterla giù.
Probabilmente ha giocato a suo favore il fatto che io abbia un debole per i pregnancy romance, ma in questo caso la situazione era ancora più particolare perché il protagonista maschile non è il padre biologico della bambina.
Kit arriva quasi per caso nell’ufficio di Elliott Levy. Lui appare come un robot senza anima, completamente assorbito dal lavoro e incapace di interessarsi a qualsiasi cosa non riguardi la propria azienda. Per questo Kit comincia a scrivere ogni giorno dei post-it con commenti tutt’altro che lusinghieri sul suo capo.
Elliott sembra essere soltanto lavoro, regole e controllo. Ma siamo davvero sicuri che questa freddezza sia qualcosa di più di una corazza?
Non aggiungo altro per evitare spoiler, perché parte del fascino della storia sta proprio nello scoprire lentamente chi sia davvero Elliott e cosa si nasconda dietro il suo comportamento apparentemente distaccato.
Ho trovato molto facile empatizzare con Kit e con la sua condizione di futura madre single. La situazione in cui vive è incompatibile con la crescita serena di una neonata: è sola, ha pochissimi soldi, dovrà necessariamente interrompere il lavoro per un periodo e abita in una casa che cade letteralmente a pezzi.
Nulla è semplice per lei. Ogni problema sembra aggiungersi al precedente e, nonostante questo, Kit continua a lottare senza perdersi d’animo. Non aspetta che qualcuno venga a salvarla e prova in ogni modo a costruire qualcosa di dignitoso per sé e per sua figlia.
Poi arriva Elliott. Da quel momento assistiamo alla lenta distruzione della sua corazza, perché resistere a Kit e alla sua bambina sembra essere praticamente impossibile. L’uomo che all’inizio si presenta come un automa privo di emozioni si rivela gradualmente premuroso, attento e protettivo, sempre pronto a risolvere ogni ostacolo sulla strada di Kit.
Elliott Levy finisce così per trasformarsi nell’uomo ideale: non soltanto perché interviene concretamente nei momenti di difficoltà, ma perché presta attenzione ai bisogni di Kit, rispetta la sua fragilità e sceglie di esserci per una bambina che biologicamente non è sua.
Devo però ammettere che, considerando ciò che viene rivelato nel corso della storia, ho trovato abbastanza assurdo che Elliott non si fosse accorto della gravidanza di Kit. È uno di quegli aspetti sui quali bisogna forse sospendere un po’ l’incredulità, ma fortunatamente non è stato sufficiente a rovinarmi la lettura.
Uno degli elementi che ho apprezzato maggiormente è il modo in cui Julia Wolf affronta gli aspetti più complessi e vulnerabili della maternità. La gravidanza non è utilizzata soltanto come espediente narrativo per far entrare in collisione i protagonisti, ma viene esplorata nelle sue conseguenze fisiche, emotive ed economiche.
L’autrice racconta il legame profondissimo che nasce tra una madre e sua figlia anche quando quella madre non sa ancora come si faccia a esserlo, non ha un modello da seguire e teme di non essere abbastanza. Kit ama la sua bambina ancora prima di conoscerla, ma questo non cancella le sue paure, la stanchezza e il senso di inadeguatezza.
Ho apprezzato anche lo spazio dedicato al rapporto con il corpo dopo la gravidanza: un corpo trasformato, appesantito e percepito quasi come estraneo. La paura di tornare all’intimità, di mostrarsi a un’altra persona e di non sentirsi più desiderabile viene trattata con sensibilità, senza liquidarla in poche righe.
È proprio questa attenzione a rendere il pregnancy trope parte integrante della crescita dei personaggi e non una semplice decorazione romantica.
Mi è piaciuto molto anche il gruppo di personaggi secondari che ruota intorno a Kit ed Elliott. Pur essendo partita dal terzo volume, sono riuscita a seguire la storia senza particolari difficoltà. Certo, mi sono inevitabilmente anticipata alcuni sviluppi relativi alle coppie precedenti, ma ormai la curiosità ha avuto la meglio e recupererò sicuramente anche gli altri libri della serie.
P.S. You’re Intolerable è stata quindi una scoperta inaspettata: romantica, divertente, tenera e capace di affrontare la maternità con una profondità maggiore rispetto a molti altri libri dello stesso genere.
Una lettura che mi ha ricordato perché amo tanto i pregnancy romance e che è riuscita a conquistarmi proprio in un periodo in cui pochissime storie sembrano riuscire a farlo.
Fabiana






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