mercoledì 12 luglio 2017

Recensione: Il Karma dell'amore inaspettato di Stefania Serafini

Carissime lettrici oggi vi parlo di un nuovo YA che ha veramente molto poco del classico genere, in uscita con Newton Compton, Il Karma dell'amore inaspettato di Stefania Serafini Vediamo di cosa parla questo romanzo.



Titolo: Il Karma dell'amore inaspettato
Autore: 
Stefania Serafini
Editore: Newton Compton
Genere: N/Y
Pagine: 450
Costo:  1,99

Trama: 

È amore o dipendenza?
Un caso editoriale sul web
Londra, giorni nostri. Juliet ha diciassette anni ed è costretta a trasferirsi nella casa del nuovo compagno della madre, dove vive con il figlio, Alexander, un ragazzo bellissimo e dallo sguardo tormentato. Già dal primo incontro la relazione tra Juliet e Alexander è più complicata del previsto: lui è scontroso, arrogante e offensivo. Nei giorni seguenti le cose peggiorano addirittura, dato che frequentano la sua stessa scuola e Alex non si fa sfuggire occasione per prenderla in giro per i suoi risultati scolastici. Juliet ci rimane male, non capisce il motivo di tanto astio e si sfoga con le amiche, ma non dice niente al fidanzato. I brutti voti in fisica e la paura di una punizione spingono Juliet a cercare di persuadere il professore in modo poco ortodosso, Alex la vede e minaccia di spifferare tutto alla madre. Juliet è furibonda, ma la resa dei conti con quel secchione dagli occhi di ghiaccio è ormai vicina… anzi è già cominciata, ed è una guerra fino all’ultimo respiro…

Intelligente e diverso dal solito 
Un caso editoriale sul web
Oltre due milioni di letture
I commenti delle lettrici:
«Mi ha letteralmente conquistata, ho provato emozioni forti e contrastanti. Non vedo l’ora di leggere il seguito… che ci sarà, vero?»
«Bellissimo! Una storia più che d’amore di dipendenza, diversa dal solito e molto intrigante.»

Stefania Serafini
È nata in Piemonte, ha frequentato l’Università degli Studi di Torino e si è laureata in Lingue e Letterature Straniere. Ha pubblicato a puntate il suo romanzo sul web ottenendo oltre 2 milioni di letture. Una volta uscita la versione ebook, Il karma dell’amore inaspettato è salito velocemente nelle classifiche degli store digitali arrivando ai primi posti, dove è rimasto per settimane.

Recensione

Buongiorno cari lettori e lettrici, il romanzo che mi accingo a recensire, è una storia che mi ha lasciato sensazioni di disagio misto a perplessità sul tipo di messaggio che l’autrice ha voluto lasciare, perché voglio credere a un’intenzione aulica nel trattare questo tema. La storia incentrata su due teenager, inizia con i presupposti della normalità più banale, ma andando avanti, via via con il percorso delle giornate vissute da questi due ragazzi, mi sono imbattuta in situazioni e argomenti a mio avviso molto delicati, che l’autrice, ha trattato in chiave quasi romantica. Lui, tale Alexander, è un sadico. Lei, Juliet vittima consapevole delle sue manovre. Ciò che mi ha dato molto da pensare e la scelta dell’età dei protagonisti. Tematiche come sadismo, umiliazione, ricatto, vittimismo, sono argomenti forti di per sé, e applicati a una età così giovane, che sappiamo è l’età ancora dei scherzi burloni, e della spensieratezza; sono a mio avviso argomenti facilmente fraintendibili. Forse non tutti sanno che il sadismo è una parafilia consistente nel trarre piacere dall'infliggere dolore e/o umiliazioni psicologiche ad altri soggetti. Quindi a priori una persona che ti picchia o ti umilia per trarre piacere non vedo come possa far nascere un qualsivoglia amore viscerale. Una qualsiasi entità dotata di intelletto capisce che imbarcarsi in una storia con un entità con disturbi della personalità, equivale a un amore che amore non è!
La genesi del sadismo è stata accordata all’influenza di avvenimenti traumatici soprattutto durante l’infanzia. In questa ottica, il comportamento sadico come anche quello masochistico, viene visto come una sorta di lutto negato o patologico. Quindi signori e signore miei, è ben chiaro che non è in questa sede che va trattato un argomento così significativo dei vari disturbi della personalità, soprattutto in un ambito scolastico. Magari se avesse scelto personaggi adulti, magari protagonisti un po’ più navigati, allora probabilmente , il contesto apparirebbe meno macabro, meno pesante. Il tutto è arricchito da un altro tipo di conflitto di questo “amore- ossessione”. Alias il fatto che i due sono i rispettivi figli di due persone che fidanzatosi vanno a convivere nella stessa dimora. Quindi ricapitolando: due teenager, sadismo, parentela acquisita, insomma Shakespeare con Romeo e Giulietta, a confronto è un dilettante! 

"voglio solo capire perché mi odi!", protesto io. Questa volta il suo sguardo passa dall’ostilità all’incredulità. " Io non ti odio". 
"Allora perché…"
"Te l’ho già detto il motivo. Perché non vuoi capirlo Juliet?". Il suo tono è scortese, sembra già stufo di avermi tra i piedi. "Rinfrescami la memoria". Mormoro impaurita e per la prima volta lo vedo abbassare gli occhi. Alexander è confuso?…
"La parte 'educativa' l’ho capita", mormoro imitando le virgolette con le dita, "ma spiegami il resto Alexander". 
"E’ una cosa che ho voglia di fare. Non ti devo nessuna spiegazione".

Il mio timore più grande, come donna, come madre, come amica, è che questo tipo di situazione si possa verificare sempre più tra i teenager e che passi l’erroneo messaggio che sia un fattore di possibilissimo o naturale, in una coppia, che l’amore vero possa superare ogni tipo di avversità. Ma ricordiamoci che la grande storia d’amore, piena di avversità di Romeo e Giulietta finisce con la morte, e questo, signori miei di romantico e/o naturale, scusate il mio personale commento, ma non ha proprio nulla.
Le punizioni corporali, le pressioni psicologiche non vanno trattate a cuor leggero, e spero ardentemente che l’autrice abbia un valido motivo per trattare una storia d’amore tra giovanissimi, con un tema così importante. E soprattutto spero che non passi il messaggio che sia normale infilarsi in storie con un certo peso, o che sia una prova d’amore o, con l’erronea convinzione che sia facile, come uno schiocco di dita, uscirne una volta che ti ci immergi. Quello che mi raccomando sempre è, una mente aperta sì, ma davanti l’enormità di problemi simili, di non sottovalutarli mai, perché altrimenti si è destinanti a soccombere. 

Come posso pensare di alleviare la sofferenza di Alexander, se non ho mai provato nulla di simile?, mi domando prima di sedermi sul pavimento, con il libro tra le mani. Emetto un lungo sospiro, ma quello che provo dentro di me è troppo pesante da mandare via. Ora sto soffrendo, sì, ma accetterò questo dolore se è l’unica via per annullare le nostre distanze

A diciassette anni credo che suoni eccessivamente melodrammatico e inappropriato, credete a me questa fa la fine di Giulietta di Shakespeare.

Morgana
LCDL




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