venerdì 11 agosto 2017

Recensione: Vivere militare est. Vivere significa combattere di Federica Pittau

Care lettrici, oggi Aurelia vi racconta di Vivere militare est. Vivere significa combattere di Federica Pittau.

Titolo: Vivere Militare est. Vivere significa combattere
Autore: Federica Pittau
Editore: Booksprint 
Genere: Narrativa
Costo: al momento non disponibile
Pagine: 87

Trama: 
L'opera narrativa parla della vita di una giovane ragazza di nome Erin, partendo dalla sua nascita fino al compimento dei vent'anni. Il racconto si svolge inizialmente nel suo paesino di origine, per poi spostarsi dopo il diploma in città. L'obiettivo di Erin è quello di realizzare i suoi sogni nonostante ci siano delle diverse complicazioni nel corso della sua vita. L'ostacolo principale è il conflitto continuo con la madre, che fin dalla nascita non la riconosce come una figlia ma come un errore, cosa che la condizionerà fin quando non capirà che portare rancore la allontana dai suoi sogni. Si trova davanti a delle scelte molto importanti per il suo percorso, che la porteranno dal malessere fisico a quello psicologico. Costretta a vivere senza "affetto" da parte della madre e con il dolore dovuto alla perdita di alcuni pilastri della sua vita, decide di non abbandonare i suoi sogni e di continuare a combattere. Questo per dimostrare a sé stessa, ma soprattutto alla madre, di essere migliore e che nonostante tutto se ci si impegna davvero è possibile per chiunque essere una "brava" persona.

Recensione:
Oggi vi parlo di un libro diverso dal solito, che tratta temi molto delicati, Federica Pittau ha scritto un monologo sulla vita di Erin, dalla sua nascita fino a... non vi svelo fino a dove perché dovrete leggerlo da voi per saperne qualcosa in più.
Erin ha vent'anni, nella sua giovane vita ha dovuto affrontare potenti sofferenze, già dalla sua nascita ha ricevuto dalla sua mamma, colei che l'ha messa al mondo, solo astio e odio. Erin per sua madre è solo un errore, la disprezza, la maltratta. L'odio di sua madre è il proiettile che ammazza la sua autostima, arrecandole un grosso disagio psicologico e fisico. La ragazza comunque lo nasconde agli occhi del mondo, indossando il sorriso...
In pochi la conosceranno veramente, poche altrettante sono le sue amicizie vere. Erin fuori è forte, calma, l'amica fidata, il supporto, la nerd ma dentro è un vulcano in continuo movimento. Alla morte dell'unico vero, forte, punto fermo della sua piccola vita, Erin crolla, nessuno si accorge della sua sofferenza, del suo malessere interiore, della distruzione che questo evento le ha portato nell'anima e nella mente.
Ho sofferto per lei, per quello che ha dovuto affrontare, non so se avrei avuto la sua forza, il coraggio, l'umiltà e la forza di perdonare.
Lo stile di Federica deve ancora maturare, ma credo che non sia stato facile per lei scrivere vent'anni di una ragazza in modo dettagliato ma essenziale, le scene e le sensazioni, i ricordi, tutto scritto come se fosse Erin a parlarne invece che leggere della sua vita.
Questo monologo è un viaggio nella vita di una ragazza comune, la lotta alla sopravvivenza, la lotta della vita, il sopravvivere nonostante chi ti ha messo al mondo vorrebbe che tu non fossi mai esistita.
Complimenti all'autrice! 
Ci sono degli errori che non ho voluto sottolineare, mi è sembrato che a scrivere il romanzo fosse una ragazza ancora inesperta, che deve ancora maturare nella scrittura.

Aurelia 
LCDL

Nessun commento:

Posta un commento