Recensione: Tutte le prime volte. Educazione sentimentale di un padre e delle sue piccole grandi donne di Paolo Longarini

marzo 28, 2018 Virgy 0 Comments

Carissimi lettori, oggi Rossella vi parla di un libro pubblicato da Harper Collins, Tutte le prime volte di Paolo Longarini.

Titolo: “Tutte le prime volte. Educazione sentimentale di un padre e delle sue piccole grandi donne
Autore:  Paolo Longarini
Editore: Harper Collins
Genere: Narrativa
Pagine: 240
Costo: € 8.99 Ebook; € 17.00 Cartaceo cop. Flessibile

Trama: Nel momento stesso in cui sente una piccola vita fiorire dentro di sé, una donna diventa madre. E per tutte, ma proprio per tutte, quel momento è lo stesso. Ma per un padre è diverso. Quel momento potrebbe capitare nella sala d’attesa di un ospedale, oppure la prima volta che tocca quel piedino paffuto. Di fronte alla prima tutina, o mentre suda sette camicie per montare l’ovetto nell’automobile. Potrebbe essere dopo un minuto, ma anche dopo un mese. Per ogni uomo la prima volta che comincia a sentirsi padre è diversa. E questa non è che la prima di tantissime prime volte. È l’inizio di un’avventura tutta da vivere e, soprattutto, a cui sopravvivere. Il primo giorno di scuola, la prima delusione, il primo amore, il primo discorso sul sesso (no, davvero, quello no), la prima scelta importante… Ogni giorno una nuova sfida che Paolo Longarini affronta tra una treccina sfatta, un ginocchio sbucciato e gli occhioni delle sue figlie Chiara e Irene che lo guardano con un misto di compassione e amore totale. Ed è in ognuno di questi momenti che un padre si trasforma, cresce, inciampa, si rialza. Da semplice uomo diventa padre. E credete, è molto, molto meglio.

“Le avventure e disavventure sulla paternità di Paolo Longarini hanno avuto migliaia di condivisioni, diventando un vero e proprio fenomeno del web. Tutte le prime volte è una storia sull’infanzia e l’adolescenza di due ragazze vere, come nessuno l’ha mai raccontata. Ma soprattutto è il ritratto spassoso e commovente di una famiglia in cui ognuno può riconoscersi.”

Chi è Paolo Longarini
Nasce a Roma nel 1969. La natura gli regala fin da piccolo l'invidiabile talento di una quasi totale incapacità nell'italico gioco del pallone. Vistosi tagliato fuori dal più importante strumento di scalata sociale, tenta di guadagnare la popolarità necessaria per diventare Presidente del Mondo scrivendo libri. Il momento in cui proclamerà il suo primo editto, la messa fuori legge delle birre piccole, appare ancora lontano. L'improvvisa comparsa nella sua vita di due figlie fa salire il suo livello di esperienza e, grazie a questo, acquisisce il potere di ricordare il proprio codice fiscale. Titolare di una seguita pagina Facebook, si imbarazza quando gli danno del lei.
Contrariamente a tutti, si aspetta l'inquisizione spagnola.

"Va bene, avremmo avuto un bambino: sarebbe stato piccolo, di dimensioni comunque contenute almeno per qualche tempo, ogni suo tratto sarebbe stato equamente diviso tra noi due, con alcune doverose concessioni ai parenti tipo il naso tutto di zia, le orecchie di nonna sua, per poi passare ad upgrade successivi in cui il pargolo sarebbe cresciuto in totale armonia e tranquillità.
Qualcosa continuava a sfuggirmi.
Avrebbe influito col calcetto del giovedì?"

Recensione
Ho finito da poche ore di leggere “Tutte le prime volte. Educazione sentimentale di un padre e delle sue piccole grandi donne” e prima di mettermi a scrivere ho avuto bisogno di far sedimentare tutte le emozioni che questo libro ha risvegliato.
Oggi sentiamo sempre più spesso parlare di padri che ammazzano i propri figli e quindi è bello ogni tanto avere a che fare con padri che invece parlano dell’AMORE per i propri figli e di quanto sia bello accompagnarli verso il loro futuro.
Questo amore immenso dell’autore per le proprie figlie e il fatto che questa sarà una lettura diversa dalle altre, abbiamo modo di intravederlo già dalla dedica…”A Chiara e Irene. Siete il mio 42.”, che è un velato riferimento al romanzo “Guida galattica per gli autostoppisti” (ammetto che per scoprirlo ho dovuto fare una ricerca su internet… ma la curiosità era tanta!). In quel libro viene costruito un super computer, “Pensiero Assoluto”, creato per rispondere alla “Domanda Fondamentale sulla vita, sull’Universo e Tutto quanto”…dopo un’elaborazione durata 7 milioni e mezzo di anni, la sua risposta fu “42”.
Ma che libro è “Tutte le prime volte. Educazione sentimentale di un padre e delle sue piccole grandi donne”? Beh, è un libro che mi ha fatto sicuramente ridere, ma anche commuovere e riflettere. Potrebbe apparire come un manuale di istruzioni per diventare il genitore perfetto, ma in realtà non è così; in realtà è un libro che ci descrive l’evoluzione di un uomo da figlio a marito a padre; di un uomo che impara a crescere con le sue figlie e che inizia a sentirsi padre nel momento in cui, prendendo in braccio la sua prima figlia, si accorge che lei tra le sue braccia sta bene.
Quelle descritte nel libro sono due figlie amate e vissute come un bellissimo dono e non come un peso.
Questo libro non vuole insegnarci nulla ma di sicuro ci dà degli spunti su cui riflettere e non per essere il genitore perfetto, perché nessuno lo sarà mai, ma per cercare di essere il più possibile una guida per i nostri figli.

“Sbagliare non può essere una condanna a vita.
Però deve servire.”

Questo è un libro che affronta con intelligenza e con la giusta dose di ironia temi importanti come il bullismo, l’omosessualità, l’accettazione dell’altro per quello che è.
Ma è anche un libro in cui si parla dei luoghi comuni sul modo di crescere i proprio figli e di quanto possano essere più o meno sbagliati, il tutto senza banalizzare ma con un sorriso che ci accompagna dall’inizio alla fine del libro, accompagnato in alcuni momenti da qualche lacrima che è impossibile trattenere.

“Devi essere il loro pavimento, non le loro pareti. E mai il soffitto.
Alzando gli occhi devono poter avere soltanto cielo sopra di loro”

Il consiglio che vi do è di leggerlo, che siate padri, madri, nonni, zii o figli perché il padre di questo libro (che poi è anche l’autore del libro…per chi non lo avesse ancora capito) non vuole avere l’ardire di farci credere che lui sia il padre migliore del mondo (più volte nel libro ci lascia intravedere le sue paure e le sue insicurezze) ma vuole farci vedere che, anche nel mondo di oggi e anche essendo uno fra tanti, si può crescere dei figli in grado di ragionare con la propria testa e che abbiano dei principi sani.

“Lei sa. Sa cosa vuole, fortissimamente vuole.
Se poi finirà a friggere patate, chissene. È un lavoro e deve essere fatto.
Ma ci arriverà da persona sicura.”

Un genitore deve essere capace di dare sicuramente ai propri figli delle basi educative e morali, ma queste non devono poi diventare dei limiti ma dei punti da cui partire; un figlio non deve essere cresciuto a immagine e somiglianza del proprio genitore ma deve imparare a ragionare con la propria testa. Un figlio deve sapere che i suoi genitori ci sono sempre stati e sempre ci saranno, ma deve poi anche essere in grado si saper andare via per vivere la propria vita…magari anche sbagliando, ma con la consapevolezza che anche gli errori aiutano a crescere.

“Sta a te decidere che genitore vuoi essere, se preservare tua figlia in un mondo popolato anche da unicorni ed evitare il più possibile le domande scomode, oppure crescerla per la donna che diventerà, rispondendo con sincerità, magari togliendole un pezzetto di infanzia, ma trattandola da essere pensante.
La scelta è sempre stata facile. Ogni domanda ha avuto la risposta che meritava. Sempre.”

Concludo facendo i complimenti all’autore perché non è facile e non è da tutti essere in grado di trattare argomenti importanti come la crescita dei figli con il giusto garbo, la giusta ironia (che in alcuni momenti porta il lettore a ridere veramente con gusto) e la giusta dose di serietà e perché mi è piaciuta l’idea di affidare l’ultimo capitolo alle sue figlie, che hanno dimostrato di saper bilanciare ironia e serietà alla stessa maniera del padre e che hanno dimostrato di amare il padre tanto quanto lui ama loro.


Rossella

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