martedì 8 maggio 2018

Recensione: Feel again di Mona Kasten

Carissimi esce oggi il terzo volume della serie Again, Feel di Mona Kasten edito da Sperling & Kupfer. Vi lasciamo alla recensione di Fra.

Titolo: Feel again 
Autore: Mona Kasten 
Editore: Sperling & kupfer 
Costo: prezzo ebook 8.99
Prezzo cartaceo:  15.21€
Pagine: 348Genere: New adult

Trama:
Sawyer e Isaac non potrebbero essere più diversi tra loro. Lei è tosta, disinibita e, in apparenza, spietata. Lui è timido, impacciato e, con i suoi occhiali da nerd e il suo bizzarro abbigliamento fatto di bretelle e papillon, è letteralmente una frana con le ragazze.
Dalla morte dei genitori, Sawyer se l'è sempre cavata da sola e non ha mai permesso a nessuno di avvicinarsi a lei. Men che meno Isaac Theodore Grant. Anzi, in circostanze normali, non lo avrebbe degnato nemmeno di uno sguardo, ma quando si ritrova nella stessa serata con lui e alcune ragazze lo prendono in giro, lei non può sopportarlo. Così, senza pensarci due volte, lo bacia di fronte a tutti. Il piano sembra funzionare... fin troppo bene, tanto che i due decidono di stringere un patto: Sawyer aiuterà Isaac a liberarsi dalla sua reputazione di nerd trasformandolo in un bad boy, in cambio lei potrà documentare il cambiamento e usarlo per il progetto finale del suo corso di fotografia.
Ma quell'accordo, a prima vista innocuo, stravolgerà completamente il mondo di entrambi. E presto Sawyer tornerà a sentire qualcosa dentro, là dove aveva sperato di aver rinchiuso tutto, là in fondo al cuore.
Si conclude così, con una nuova, romantica e ironica coppia di protagonisti, AGAIN la trilogia di Mona Kasten, autrice bestseller e una delle booktuber più popolari e di successo in Germania, che ha conquistato subito la Top 10 dei libri più venduti oltralpe ed è tuttora ai vertici delle classifiche.


Recensione:
Dopo Begin Again e Trust Again a tempo record la Sperling ci porta in Italia il terzo  e ultimo capitolo di questa trilogia, dopo Ally e Kaden e Dawn e Spencer ora è il turno di Isaac e Sawyer.
Sawyer è una nostra vecchia conoscenza fin dal primo libro, è stata un flirt/passatempo di Kaden prima che lui si innamorasse perdutamente di Ally, e se nel primo libro l'abbiamo trovata quasi odiosa, nel secondo libro iniziamo attraverso gli occhi di Dawn a intravedere un buon potenziale in lei anche se ci vorrà questo libro per farla risplendere. 
Sawyer è una dura, ha uno stile punk rock, tatuaggi, anfibi, gonne corte, è spregiudicata quando vuole passione se la cerca e la prende, non vuole legami solo pause di piacere, ha un passato duro e intorno a sé erige altissimi muri, con la sua spregiudicatezza, con il suo essere dura e con il suo apparente menefreghismo tiene tutti a distanza, lontani dalla vera Sawyer, lontani da quel cuore fracassato dalla vita.
Osserva il mondo da Frank, la sua fotocamera ribattezzata così da Dawn, è una fotografa dotata e con la sua bravura inizia ad affermarsi nell'università.
Grant, Isaac Grant, è anche lui uno studente, amico e compagno di corso di Dawn, è un ragazzo timido a livello da passare quasi per una barzelletta, impacciato, impomatato e con un look improponibile, un misto fra un nonnino un nerd e Sherlock Holmes.


Cominciava con la I. Ian, Idris, Illias… Sono una frana con i nomi. Per questo invento sempre dei soprannomi la prima volta che incontro le persone. Il suo era «nerd». Sembrava del tutto fuori posto. Tanto per cominciare, portava una camicia di jeans con il cravattino. Sul serio, portava un cravattino. Bianco a pois blu; lo fissai ancora una volta troppo a lungo prima di spostare lo sguardo sul resto della sua persona. I capelli mossi, che non sapevo decidere se fossero castano chiaro o biondo scuro, erano tenuti fermi dal gel o dalla lacca, perché non ricadessero sulla fronte. Il look leccato era completato da un paio di occhiali semicircolari con la montatura di plastica marrone.


Cosa unisce due universi così distanti? Un caso umano e un'apetta che vola di fiore in fiore, non apparentemente nulla in comune se non che Saw assiste a una scena in cui complice anche l'alcol si erige paladina del nostro Isaac e genera uno scambio: lei lo aiuterà a cambiare approccio e look e in cambio lui diventerà parte del progetto di fine anno fotografico di Sawyer.

Il cliché del brutto anatroccolo è uno dei miei preferiti, soprattutto quando l'anatroccolo è un ragazzo e non la solita ragazza cicciotella e bistrattata a cui siamo abituati da libri e film, la mutazione da bozzolo a farfalla, che può essere esteriore ma anche interiore.
Con la lentezza di narrazione che la contraddistingue la Kasten ci porta verso un viaggio di scoperta, di rivelazione e di conquista, senza però farci perdere e tenendoci sempre "attaccati" al libro, con ironia, drammi e passione e amore puro.
Tratta temi molto importanti come la morte dei genitori, traumi infantili che condizionano la vita, apparire e mascherarsi per proteggersi, i vestiti usati come una corazza sia essa usata per nascondere o per mostrare in bellavista l'estetica come la mano di un prestigiatore per distogliere l'attenzione da ciò che in noi è profondo e celato, e poi il cosiddetto uccellino che abbandona il nido che sembra una stupidaggine ma che nelle famiglie può essere un trauma sia un figlio o un fratello e ultimo ma non meno importante ciò che dicono di noi e ciò che invece siamo.


«Non posso credere che lo pensi davvero. 

‘Noi non siamo quello che dicono di noi, Sawyer. 
Non lasciarti persuadere del contrario.»


Nonostante io alla fine del precedente capitolo mi fossi innamorata del professor Nolan e mi ero fatta un film mentale su di lui non sono rimasta delusa dalla scelta fatta dalla Kasten, perché mi sono innamorata perdutamente di Isaac, che sotto un'acuta "nerdaggine" è un bellissimo ragazzo in tutti sensi, che dietro a cose a cui diamo un'etichetta e che tendiamo a ridicolizzare o snobbare per lui hanno un reale significato, dolce, premuroso, figlio, nipote e fratello eccezionale pieno di doti nascoste, affidabile e fedele che sia in amicizia o in famiglia, leale fino all'osso anche quando non ci si meriterebbe la sua lealtà.

Quello che dicono di noi corrisponde alla realtà? Le parole degli altri sono importanti?  
Quanto ciò che dicono gli altri influisce sul nostro modo di porci, esserci? E come a volte reagiamo di conseguenza adeguandoci alla massa o ribellandoci e andando controcorrente.
Penso che noterete dalla mie parole quanto questa storia mi abbia convinta e entusiasmata, non voglio raccontarvi di più perché è un libro da vivere e da scoprire assieme ai suoi protagonisti imperfettamente perfetti ma vi posso dire che mi ha commosso in più punti, che ho sottolineato molto (cosa per me inconsueta) ho riso e mi sono emozionata, Inca***ta anche, insomma mi ha catturata.
Spero di poter leggere ancora questa talentuosa autrice e che la sperling continui a portarci i suoi successi!
Super consigliato! 


Fra

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