martedì 29 maggio 2018

Recensione: I giorni della follia di Javier Castillo

Carissime lettrici oggi vi parliamo di I giorni della follia, un thriller decisamente originale per quanto riguarda la scelta stilistica fatta dall'autore di origini spagnole, Javier Castillo, edito dalla Haper Collins Italia.
Titolo: I giorni della follia
Autore: Javier Castillo
Editore: HarperCollins Italia
Genere: Thriller
Pagine: 331
Costo: 8,99 ebook; 14,87 copertina flessibile

Trama: 
Boston, 24 dicembre. Un uomo cammina per le strade del centro. È nudo, coperto di sangue e tiene in mano la testa mozzata di una giovane donna.
Arrestato dalla polizia, viene affidato al dottor Jesse Jenkins, direttore dell'ospedale psichiatrico della città, al quale viene presto affiancata Stella Hyden, profiler dell'FBI, incaricata di aiutarlo con una valutazione psicologica che si prospetta particolarmente difficile, visto che lo sconosciuto si limita a rispondere alle domande con un sorriso sibillino.
Qualche giorno dopo il direttore riceve una cassa. Sul biglietto che la accompagna ci sono un nome, Claudia Jenkins, e un asterisco a nove punte sul retro. Nella cassa c'è la testa la testa di sua figlia...
Chi è l'uomo che i media hanno soprannominato il decapitatore? È stato lui a uccidere le due ragazze? E perché?
Per scoprirlo, Jesse e Stella si addentrano in un'indagine inquietante, che metterà in gioco le loro vite e li condurrà fino a Salt Lake City e a una storia irrisolta di diciassette anni prima.

Chi è Javier Castillo?
Javier Castillo è nato a Malaga nel 1987, dove lavora come consulente finanziario. Ha scritto il suo primo romanzo, Il giorno in cui ha perso la sanità mentale, nel 2014, che ha completato in un anno e mezzo in larga misura durante i suoi spostamenti quotidiani sul treno di pendolari; Inizialmente è stato pubblicato su una piattaforma elettronica. Secondo le dichiarazioni dell'autore, "il giorno in cui ho finito il libro ho stampato quattro copie e le ho inviate a quattro grandi editori, ma non volevo aspettare la loro risposta e quella stessa notte l'ho caricata su Kindle Direct Publishing". Il successo delle vendite su Amazon ha portato numerosi editori a offrire la loro edizione, pubblicata su carta nel 2016 attraverso l'editore Suma de Letras.

Recensione: 
La prima cosa che voglio dirvi di questo thriller è di non lasciarvi scoraggiare dopo pochi capitoli dall’indiscutibile difficoltà nella lettura generata dalla scelta stilistica fatta dall’autore. Il libro è decisamente bello e merita di essere svelato in tutte le sue molteplici sfaccettature.
Questa premessa è indispensabile perché oggettivamente Javier Castillo mette in difficoltà il lettore in quanto fa raccontare la storia a un narratore onnisciente che non solo presenta i punti di vista di almeno cinque personaggi ma lo fa su almeno tre spazi temporali diversi. In più ogni capitolo è definito, al suo esordio, solo dal luogo e dal momento temporale in cui si svolge quella breve frazione della storia e quindi il lettore all’inizio del libro può davvero avere difficoltà nel seguire l’evolversi degli eventi.
Superato questo scoglio iniziale ed entrati nel vivo della storia, questo alternarsi di tempi, luoghi e personaggi non fa altro che arricchire il romanzo sfidando il lettore ad intuire, immaginare non solo ciò che è avvenuto in precedenza ma anche ciò che sta per succedere tracciando una sorta di filo di Arianna che si dipana lungo un lasso temporale di diciassette anni.
Sembra di avere tra le mani un mazzo di carte che vengono in continuazione rimescolate e posizionate sul tavolo davanti a noi in modo predeterminato e mai casuale, raccontandoci una storia sempre più viva e coinvolgente.
Nonostante la numerosità dei personaggi, l’autore ha avuto la capacità di tracciarli in modo definito evidenziando le luci e le ombre di ognuno e lasciandoceli scoprire pian piano attraverso le loro azioni ed i loro tormenti. Non è difficile immedesimarsi in loro e nella loro lotta contro il tempo in ogni dislocazione di luogo e tempo.
Lo stile di scrittura è fluido, elegante e devo dire che mi ha conquistata per la chiarezza espositiva, per l’assenza di parafrasi, di descrizioni prolisse a vantaggio di una narrazione diretta che ha scandito il ritmo della lettura attraverso capitoli brevi ma al tempo stesso esaustivi.
La suspance, ingrediente indispensabile in ogni thriller, è presente dalla prima all’ultima pagina. Il finale, pur non lasciando in sospeso il lettore, concede uno spiraglio che potrebbe far intuire se non un proseguo, almeno un successivo libro che si riaggancia a questa narrazione.

“Amanda mise sul letto il mucchietto di perline e sentì nell’altra tasca il pezzo di carta che aveva appena trovato nel vialetto. Quanto tempo sarà rimasto nascosto? Per come è rovinato, potrebbero essere passati anni. Chi lo avrà lasciato? Quando lo aprì e ne lesse il contenuto, una scarica di adrenalina le fermò per un attimo il cuore. Lascio cadere il biglietto a terra e si sedette sul letto senza credere a quello che aveva appena visto. Poi lo raccolse e lo lesse una seconda volta: Amanda Maslow, giugno 1996. Non c’era altro, solo il suo nome, la data e uno strano asterisco tracciato a matita sul retro.”

“La giovane non gli prestò attenzione e, rapida, prese un pezzo di carta che teneva sul tavolino, accanto ad un vecchio telefono, e scrisse: X…. X…., dicembre 2014. Poi la ragazza si voltò verso il monaco che la guardò con espressione terrorizzata e cominciò a tremare.”

L’unico altro aspetto che mi ha creato qualche perplessità è l’ampio ricorso al concetto di destino, di predeterminazione a cui fa affidamento Castillo per spiegare alcune evoluzioni degli eventi. A una lettrice come me che nei thriller ama ritrovare una forte aderenza alla realtà, questo aspetto è sembrato un po’ troppo forzato, una soluzione eccessivamente comoda per spiegare aspetti della storia che diversamente sarebbero apparsi al limite dell’assurdo.
Questo thriller è stato per me una sfida decisamente interessante e avvincente che consiglio vivamente a tutti gli appassionati del genere: vi assicuro che non ve ne pentirete.

Elena Barbieri

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