La voce del lettore

La voce del lettore: Volevo essere una vedova di Chiara Moscardelli

agosto 01, 2019 Virgy 0 Comments

Per la voce del lettore, oggi ha dare la sua opinione è Monica Veggian. Nostra follower che ringraziamo sempre, sia di seguirci nel gruppo che di partecipare con entusiasmo alla nostra rubrica qui sul blog. Oggi ci racconta di: Volevo essere una vedova di Chiara Moscardelli

Titolo: Volevo essere una vedova
Autore: Chiara Moscardelli
Editore: Einaudi
Uscita: 21/05/19

Sinossi:
Che fine ha fatto Chiara, l'aspirante ma mancata gatta morta? L'abbiamo lasciata a trent'anni, senza uno straccio di fidanzato, e la ritroviamo a quarantacinque, ancora single. Com'è potuto accadere? Com'è arrivata a questa età senza sposarsi, fare figli, adeguarsi alla vita che sua madre e le zie, anche quelle degli altri, prevedevano per lei? Per capirlo Chiara si racconta, ai lettori e all'analista, ripercorrendo gli ultimi dieci anni: il trasferimento a Milano, dove sperava di accasarsi e invece ha trovato sciami di gay, il lavoro in una città che per certi versi le è ostile, i disastri sentimentali e il fatto che tutti, ma proprio tutti, persino il dentista o l'ortopedico, continuino a chiederle perché sia sola. Cosí, pur di non essere sottoposta al solito strazio, all'ennesima visita medica decide di spacciarsi per vedova, guadagnandosi uno status finalmente accolto dalla società. Se è vedova, allora qualcuno se l'era presa, anche se poi è morto!
Chiara Moscardelli torna a farci morire dal ridere, mentre descrive un mondo che sulla felicità delle donne ha ancora molto da imparare.

La mia opinione
Premesso che Chiara Moscardelli la si può solo amare .... questo libro ritengo sia il suo miglior libro. 
Quello nel quale ci ha proprio messo se stessa, in tutto e per tutto. E' come se la scrittrice si fosse "spogliata" di fronte a noi, e ci avesse messo a nudo la sua anima, le sue insicurezze, le sue lacune: ma anche i suoi desideri, i suoi sogni, le sue ambizioni.
Un passo alla volta: la trama è semplice. Chiara è... Chiara: una donna di 46 anni, single (nonostante abbia tutte le carte in regole per non esserlo!), continuamente additata dalla gente-perbene che le rivolge sempre le stesse domande "Ma come mai non sei sposata? Ma come mai non hai figli? Ma cosa aspetti? Dai che fai in tempo....". Insomma, tutte frasi che qualsiasi single over 40 si è sentita più o meno rivolgere.  E lei ci prova, a diventare una borghese a tutti gli effetti; ci prova a trovarsi un compagno; ci prova a uscire, a forzarsi di liberarsi dalla sua vita sedentaria e tranquilla per provare il "brivido" di essere una donna "normale".
Uso troppo "virgolette", e lo faccio volutamente: perché ogni parola che ho virgolettato per me ha un significato vuoto: essere sposati non è da brivido, per essere normali non occorre avere un compagno o un figlio. Chiara dentro di sé lo sa, ma ormai è esaurita, ormai il mondo che la circonda le impone dei must; non basta realizzarsi sul lavoro, per essere considerati normali ci vuole una relazione sentimentale. E così Chiara si butta, supportata dalla figura metaforica del suo psichiatra che ogni tanto emerge in questi capitoli. Si tratta di capitoli brevi, scorrevolissimi, dai titoli che sono tutto un programma. (Ve ne cito uno a caso "Meglio sole che male accompagnate? Questione di punti di vista". Oppure "Quando non hai le palle, comprale su Amazon Prime".)
E alla fine cosa fa la nostra protagonista? Trova una soluzione (no, non sto spoilerando: il titolo aiuta a capirlo). Dichiara di essere vedova. Una donna di 46 anni vedova non è più una vecchia zitella che nessuno ha voluto. E' una giovane creatura ancora nel fiore degli anni che ha tutto il diritto di rifarsi una vita dopo un tragico evento.
Tranquilli, Chiara non prende in giro nessuno, se non se stessa, nella maniera ironica in cui solo lei sa porsi. Questo suo libro è una specie di autoanalisi, è un racconto di vita vissuta, di VERA vita vissuta, e ve lo garantisco perché se lo leggerete in alcuni passaggi vi ci ritroverete (anche se siete sposate e avete 10 figli, perché uomini stronzi ce ne sono a bizzeffe, persone bravissime a giudicare ancora di più...).
Non vi racconto come va a finire questo libro, tanto lo si legge in mezza giornata. 
Vi dico solo che è un libro di forza, di vera forza interiore; ma non una forza soprannaturale; un qualcosa di costruito, di voluto, di sofferto; un percorso di vita alla ricerca di se stessi, di ciò che si è e di ciò che si vorrebbe essere; una proiezione interiore non facile che però si può costruire giorno per giorno, credendo in se stesse, nelle proprie forze, valorizzandosi quando c'è da valorizzarsi e cercando di migliorarsi quando c'è da migliorarsi.
Un libro che a me, personalmente, ha dato tanto. Compresa molta più fiducia in me stessa, perché Chiara rappresenta tante (davvero tante) donne. Non solo le singles over 40.
Oltretutto lo stile della Moscardelli è ironico, veloce, immediato. Scorrevole e piacevolissimo.
Dieci e lode.
E dieci e lode ogni volta che vedo la scrittrice alle presentazioni di "volevo essere una vedova" e dimostra al mondo e a se stessa che ... lei ce l'ha fatta. Lei è tutte noi.

Monica

Ti potrebbe anche piacere

0 Commenti: