Recensione

Ti ho trovata, Adeline scritto da H.D.Carlton

gennaio 19, 2026 Alessandra 0 Comments

 

Buongiorno miei adorati Dolcetti Tenebrosi, oggi vi porto nel luogo dove l’amore non illumina… ma brucia.
Dove gli eroi hanno mani sporche e i mostri hanno occhi che sanno far male e bene insieme.
Affilate i nervi, serrate i cuori: la storia di cui parliamo scava, ferisce e attira come una fiamma nel buio.
Pronte a perdervi tra ossessione e salvezza? Oggi parliamo di Ti ho trovata, Adeline scritto da H.D.Carlton edito da Virgibooks.
Titolo: Ti ho trovata, Adeline
Autrice: H.D.Carlton
Editore: Virgibooks
Genere:Dark romance
Trope: Stalker, Obsession, Anti-hero, Morally grey hero, Dangerous protector, 
Dual life, Possessive love, Psychological tension
Pagine: 622
Costo: E-book 2,99€, cartaceo 16,50€ incluso in Kindle Unlimited
Data di pubblicazione: 15 Novembre 2022
Serie: Il gatto e il topo
Ti ho trovata, Adeline #1
Link order: bit.ly/4pqSMEM

Mi segue. Mi sento i suoi occhi addosso ovunque vada.
Un bicchiere di whiskey vuoto sul bancone della mia cucina, una rosa rossa al suo passaggio.
Apro gli occhi nel cuore della notte, e lui è lì.
Mi osserva. Mi assaggia. Non mi lascia scampo.
Da quando sono tornata in questa casa, la mia vita non è più la stessa.
Sto cercando di scoprire la verità sul passato della mia famiglia.
Lettere. Diari. Frasi interrotte. Non mi lasciano scampo.

La seguo. La tengo d'occhio ovunque vada.
Un sorso di whiskey quando passo a trovarla, una rosa rossa prima di andare via.
La osservo dormire. Voglio sentire il suo sapore. Non la lascerò andare, ora che l'ho trovata.

Questo è il primo volume della dilogia "Il gatto e il topo" di HD Carlton. Si tratta di due dark romance che trattano tematiche che potrebbero disturbare diversi lettori. Si invita a leggere le avvertenze a inizio libro prima di procedere con la lettura.
Questo libro termina con un cliffhanger.
Dark romance — contenuti forti: lettura consapevole!

Ci sono amori che salvano, e amori che consumano.
Alcuni bussano alla porta del cuore.
Altri… ti entrano nell’ombra, senza chiedere permesso.

Ci sono amori che salvano, e amori che consumano.
Alcuni bussano alla porta del cuore.
Altri… ti entrano nell’ombra, senza chiedere permesso.

In questo romanzo il buio non è solo un luogo: è un personaggio.
H.D. Carlton ci trascina dentro una storia che graffia la mente e avvelena lentamente il cuore, finché respirare non è più un gesto naturale ma una scelta… e a volte la si fa per la persona sbagliata.

La trama è un labirinto di tensione: thriller, ossessione, desiderio e paura si intrecciano in un equilibrio che non concede tregua. La sua prosa è ipnotica: rallenta per insinuare dubbi e presagi, poi si impenna in momenti crudi e feroci che fanno trattenere il fiato mentre la mente urla di andare avanti.

Il romanzo vive di contrasti, e il più dirompente ha un nome soltanto: Zade.
È un personaggio che non permette una posizione comoda: o lo detesti… o ti ritrovi a fare l’errore imperdonabile di capirlo. Carlton gli affida un “lavoro” che è al tempo stesso brutale e nobile: salvare ragazze e donne intrappolate in reti di abuso, sfruttamento, orrore.

Quando combatte questi uomini mostruosi, Zade diventa l’incubo dell’incubo, la lama che recide una schiavitù atroce. Eppure mantiene una regola quasi sacra: il sangue degli aguzzini non deve mai sfiorare le vittime, come se quel confine fisico fosse l’ultimo baluardo della loro dignità.
Questo è uno degli aspetti più potenti della storia: il romanzo denuncia e non glorifica. Mostra la violenza per ciò che è: distruzione, trauma, annientamento. E davanti al dolore altrui, Zade è feroce… ma anche paradossalmente protettivo.

L’altra metà del paradosso, però, è la sua ossessione: Adeline.
La segue nell’ombra, la controlla, la desidera con una fame che non conosce misura né morale.
È qui che la storia diventa più contorta, disturbante: come puoi essere un salvatore quando diventi il pericolo di una sola persona? Come puoi definire “amore” qualcosa che nasce da paura e dipendenza emotiva?

Adeline è l’opposto del buonsenso: impulsiva, incosciente, terribilmente umana. Sbaglia, e lo fa rumorosamente. La vorresti scuotere, chiamare alla ragione… ma lei vive dove il cervello smette di interferire con la voglia di sentirsi viva. Zade, per lei, è un abisso che attira. E lei ci si avvicina ancora, e ancora.

Tra i due, ogni contatto è una scintilla proibita.
Ogni respiro condiviso è un campo minato.
La tensione tra desiderio e terrore è un filo spinato che li lega: fa male, ma stringe; lacera, ma seduce.
I momenti carnali sono un tiro alla fune tra possesso e vulnerabilità: lui vuole dominare il mondo per proteggerla, lei vuole dominare se stessa per non cedere… e nessuno dei due vince mai davvero. È una danza scura, contorta e appassionata, dove ogni carezza è insieme cura e minaccia.

E poi c’è il passato, quello che non smette di respirare.
La morte misteriosa della nonna di Adeline — avvenuta proprio nella casa isolata dove lei vive ora — è una presenza che aleggia capitolo dopo capitolo. Quella casa è un personaggio aggiuntivo: scricchiola, osserva, ricorda. La suspense sale lenta come una goccia di ghiaccio lungo la schiena. La paura prende forma dietro un rumore di troppo, una porta socchiusa, un’ombra che non appartiene a nessuno… o che appartiene a qualcuno che non dovrebbe esserci più.
L’indagine intorno a quel delitto antico ti trascina in una spirale di domande: chi la guardava? chi la voleva? chi ha mentito?
La verità sembra vicina… eppure ogni passo è un sussurro nel buio.

È un romanzo che disturba e seduce nello stesso respiro.
Che ti costringe a sporgerti oltre il limite emotivo pur di capire, pur di sentire.
È controverso, è duro, è spietato… ma ha un’attrazione magnetica da cui non sai difenderti.

Non si esce indenni da questa storia:
si esce scossi, turbati, affamati di risposte… e con il desiderio inquietante di sprofondare subito nel secondo volume.



Vostra Alessandra.











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