lunedì 29 gennaio 2018

Recensione: Il diavolo e la Rosa di Virginia Dellamore

Carissime Cercatrici, oggi vi parlo di un romance storico uscito qualche settimana fa: Il diavolo e la rosa di Virginia Dellamore.

Titolo: Il diavolo e la rosa
Autore: Virginia Dellamore
Editore: Self publishing
Genere: Romance storico
Costo: 0,99
Pagine: 371

Trama:
Yorkshire, Inghilterra, 1836. La vita è stata generosa e allo stesso tempo avara con Rosalynn. Le ha donato la bellezza ma l’ha privata dell’affetto di una famiglia. Da ventun anni, infatti, vive nello stesso orfanotrofio nel quale è stata abbandonata quando era piccolissima, e la sua esistenza è tutto fuorché idilliaca. La perfida direttrice dell’istituto, che nutre verso di lei una particolare antipatia, l’ha relegata ai compiti più faticosi e miserabili. Rosalynn trascorre le sue giornate lavorando e coltivando sogni segreti alimentati dai libri che legge. Libri che si procura di nascosto: al calar della sera, mentre le ombre dilagano nella brughiera, sgattaiola dal convitto e raggiunge il castello di Harwood a poche miglia di distanza. Il maniero è disabitato, ma lei ha scovato un’imposta rotta ed è riuscita a entrare. Ogni giorno, attraversando un dedalo di grandi sale ricoperte di polvere e detriti, raggiunge l'immensa biblioteca ancora piena di volumi. Non ha mai incontrato nessuno, muovendosi sempre indisturbata. Una sera, tuttavia, la solitudine dei luoghi subisce una brusca interruzione. All’improvviso, Rosalynn ode dei passi umani e si scontra con un uomo che afferma d’essere Lord Beaumont Harwood, proprietario del castello e di tutto ciò che esso contiene. Benché coraggiosa, non può fare a meno di esserne intimorita: il conte non è soltanto un uomo dai modi scortesi, ma è anche l’individuo più spaventoso sul quale abbia mai posato lo sguardo. Il suo volto è ricoperto di ustioni e cicatrici ed è privo di una gamba al posto della quale indossa un terrificante arto finto. In più, la accusa di essere una ladra e minaccia di condurla in prigione per averlo derubato. Rosalynn si trova costretta ad andare a vivere al maniero, assunta come domestica, per ripagare il furto commesso. La vita al castello è più dura del previsto. Se ciò non bastasse, Lord Harwood non è affatto un gentiluomo: la gente del villaggio lo ha soprannominato “la Bestia” a causa del suo aspetto e dei suoi modi. Per forza di cose, vivendo sotto lo stesso tetto, Rosalynn comincia a conoscerlo meglio, scoprendo che dietro la sua apparenza intrattabile si cela un uomo ferito dalla vita, trafitto dal peso di tragiche colpe passate e ormai rassegnato a vivere nascosto. Nel contempo, i segreti riguardanti le origini di Rosalynn e l’identità dei suoi genitori si rivelano non meno misteriosi e tragici, e tutto sembra precipitare verso un epilogo drammatico... Sullo sfondo della cupa brughiera inglese, un romanzo liberamente ispirato alla favola della Bella e la Bestia. La storia di una passione tormentata e di un sentimento purissimo capace di guardare oltre l’apparenza, sgretolare i pregiudizi e dimostrare che la vera bellezza non ha a che fare con la perfezione del corpo ma con l’armonia dell’anima.

Recensione:
Prima di iniziare a parlarvi di questo romanzo, voglio fare una premessa, ci ho messo meno tempo a leggerlo piuttosto che trovare le parole per parlarvene. Sono passate settimane da quando ho letteralmente divorato le pagine durante una notte insonne... e sinceramente raccontarvi di questo libro, della sua bellezza, di tutte le emozioni che mi ha regalato è arduo, mi sembra di sminuirlo o di non riuscire a trovarne degne per esprimere al meglio tutto quello che ci ho trovato dentro.
Ogni volta penso che questa scrittrice non riuscirà a superare se stessa regalandoci le emozioni del precedente volume e invece tutto al contrario... con questo libro mi ha steso e ammaliato a partire dal fatto che usciamo dai soliti stereotipi dell'uomo bello e perfetto. Beaumont era bello, sfolgorante, ma di quella bellezza che decantano i poeti resta solo uno sguardo avvolto da un intrico di cicatrici, che rendono ancora più nera e cupa la sua personalità. 
Rosalynn invece è totalmente inconsapevole della sua bellezza che non è solo esteriore, è splendida dentro, compassionevole e pronta ad aiutare il prossimo, pur restando ferma sui suoi ideali.
Comunque il personaggio che colpisce di più, o meglio che mi ha colpito, è proprio Beaumont, mi ha colpito nonostante l'odio che ti scaturisce fin dalle sue prime battute per quando è vuota e sterile la sua anima. La sua vita così frivola è stata la sua stessa condanna e ce lo mostra proprio come un individuo inutile, uno che è in grado di perseguire solo la bellezza e il potere, la sua superficialità d'animo è ben più mostruosa del suo aspetto stesso. Eppure, piano piano, l'autrice ci aiuta a leggere dietro la scorza, ci mostra il suo lento e progressivo ritorno alla vita e all'umanità.
L'autrice nella trama ci spiega che questa è la sua rivisitazione della fiaba La Bella e La Bestia, una meravigliosa rivisitazione di una storia che ha fatto innamorare tantissime ragazzine e dai grandi insegnamenti. L'autrice è stata in grado di rimescolare le carte in modo mirabile e toccante, offrendo grandi spunti di riflessione e parlandoci delle seconde possibilità in un modo poetico e intenso.
E' uno di quei romanzi che ricomincerei a leggere immediatamente mai stanca, sicura di scoprirci tante altre sfumature tra le parole. 
Mi sono così innamorata di questi personaggi, che alla fine, anche io come Rosalynn riuscivo a vedere oltre l'esteriorità di Beaumont e leggere il suo genuino cambiamento.
Mi sono commossa in tanti di quei punti, trattenendo il fiato. Volevo rallentare la lettura per restare in loro compagnia per tante altre ore e al tempo stesso correre alla fine per tornare a respirare.
Questo è a tutti gli effetti il mio nuovo indimenticabile!
Fabiana
LCDL



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