giovedì 26 aprile 2018

Recensione: Cenere sulla Brughiera di Francesca De Angelis

Care lettrici, Oggi vi parlo di Cenere sulla Brughiera di Francesca De Angelis, un narrativa contemporanea, e anche primo lavoro che affronta.

Autore: Francesca De Angelis.
Editore: Arduino Sacco Editore,
Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine: 228 pagine.
Costo: (Solo copertina Flessibile) € 17,90.

Trama:
Catherine Barret era solo una bimba quando assieme a sua zia Clarisse e sua nonna Mary è costretta a lasciare le brughiere dello Yorkshire dove è cresciuta per trasferirsi negli Usa. La nonna morirà e zia Clarisse si farà carico di lei. Ma quando anche alla zia viene diagnosticato un raro morbo, Cathy verrà affidata ai Finch, una famiglia snob che la maltratta in continuazione. Dopo la morte della zia, Cathy dovrà proteggere se stessa e il suo tormentato fidanzato Logan dalle spietate mire di John Cabol, un avvocato e un industriale che si rivelerà uno spietato assassino. Riuscirà a salvarsi?

Recensione:
Parto ringraziando le Admin de Le cercatrici di libri che un po’ alla volta mi stanno facendo conoscere e leggere e appassionare a generi letterari che altrimenti non prenderei mai in considerazione.
Cenere sulla Brughiera è un libro un po’ particolare che sinceramente non so dirvi se mi è piaciuto o meno, di conseguenza la domanda risulterà spontanea… ma lo consiglio o meno? La risposta è comunque semplice ed è affermativa.
Lo consiglio, perché con estrema leggerezza e linearità, e senza molti intrecci, tratta di temi forti e non facili da affrontare, mi sto riferendo al bullismo, in particolare nelle scuole, alla violenza domestica da parte di genitori adottivi, tradimento prima e la perdita poi della propria anima gemella e infine ma non per importanza la pena di morte; anche se quest’ultimo tema, l’autrice non ne ha parlato in modo esplicito, ma ha lasciato solo intendere che avvenisse, quindi ha deciso di giocare con l’immaginazione del lettore lasciandolo libero di interpretare quanto leggeva.
Tutto quello appena elencato, purtroppo accade alla protagonista, Cathy, una giovane ragazza che nonostante la sua tenacia e forza d’animo, alla fine viene sopraffatta dagli eventi, che la faranno esplodere e inconsciamente commettere atti dettati dall’istinto di sopravvivenza.
Un racconto, secondo le mie solite letture, cupo, triste e a tratti inclemente, dove il sentimento conduttore è il dolore causato dalla crudeltà umana. Un intercalare di emozioni negative e di solitudine, che percepisci per tutta la durata della lettura, ma che fortunatamente vengono spezzate e ne vedono la “luce” colorata e frizzante solo in pochi paragrafi e tutti coincidenti con la presenza di Logan, compagno di classe prima e riscoperto primo amore poi della protagonista. Questo personaggio singolare sia per vestiario che per carattere, reincarna, mio avviso, l’amore puro e innocente, tormentato e idealizzato che troviamo nei racconti di Emily Brontë. E proprio alla famosa scrittrice ottocentesca, Francesca si ispira per questo racconto e in particolare a Cime tempestose. Questa sua predilezione viene rimarcata dal fatto che il nome stesso della protagonista del libro, Catherine, deriva dal sopra citato e per di più ne risulta essere il suo libro preferito.

I grandi occhi di Logan la osservavano pieni di una strana luce come se avesse dinnanzi il suo sogno più bello. C’erano in essi la più grande dolcezza che Catherine avesse mai visto. La ragazza non osò parlare. Improvvisamente lui sorrise. < < Scherzo quando dico che non devi ridere, Cathy > > le sussurrò stringendole le mani che non aveva ancora lasciato. < < Sei bellissima quando ridi > > Catherine fu sul punto di svenire e di mettersi a cantare per la gioia. Poi Logan le passò una delle sue mani magre e dalle dite affusolate fra i capelli, avvicinandosi. < < Signorina Catherine > > mormorò. < < Io... > > Ma non terminò la frase poiché le diede un leggero bacio sulla bocca. A Cathy quasi le si spezzò il cuore per la grande felicità, stava per rispondere al suo bacio ma lui si ritrasse, intimidito.

Un lato che ho apprezzato è il modo di narrare la storia, a mio dire, un po’ “retrò”, nonostante l’ambientazione e il dialogare sia contemporaneo, le atmosfere percepite durante la lettura ti fanno volare con la mente ad un tempo passato e lontano.
Ciò però che non ho apprezzato moltissimo è stato l’epilogo finale della storia, forse perché io sono sempre e comunque per il lieto fine, forse perché nutrivo una speranza di rivalsa per Chaty, non lo so, ma so solo che mi ha deluso e mi aspettavo un qualcosa di “di più”.
Per tanto consiglio lo stesso questa lettura, in particolare a chi ha voglia di sperimentare uno genere nuovo e lontano dai propri standard di preferenza, e cosa non meno importante a chi cerca un racconto che non abbia un finale scontato.

Damiana

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