giovedì 26 aprile 2018

Recensione: TUTTO IL BUIO DEI MIEI GIORNI di Silvia Ciompi

Carissimi, oggi vi parlo di Tutto il buio dei miei giorni di Silvia Ciompi edito da Sperling & Kupfer, un romanzo preso direttamente da wattpad, che con le parole colpisce dritto al cuore.


Titolo: Tutto il buio dei miei giorni
Autore: Silvia Ciompi
Editore: Speriling & Kupfer
Genere: New adult

Pagine:
Costo ebook: 9,99 cartaceo: 12,66


Trama: 
Camille ha vent'anni, ama lo stadio nelle domeniche di primavera, con le maniche corte e le bandiere mosse dal vento, e ama la sua curva, in ogni stagione. Lì salta sugli spalti, tiene il tempo con le mani: è la cosa che ama di più al mondo. È l'unico posto dove si sente davvero viva. Ma un giorno, proprio fuori dallo stadio, la sua vita si spezza. Un'auto con a bordo un gruppo di ultras la investe.Tra di loro c'è anche lui: in curva tutti lo chiamano Teschio. Sembra il cliché del cattivo ragazzo, ricoperto di tatuaggi e risposte date solo a metà. Eppure Teschio e Camille sono come due libri uguali rilegati con copertine differenti. Due anime che non hanno fatto in tempo a parlarsi prima, a guardarsi meglio. Si sono passati accanto migliaia di volte, ma non sono mai stati davvero nello stesso posto. Lo sono ora. Ora che il dolore si è mangiato tutto ciò che Camille era.

Recensione:

Gli si è ficcata dentro. Da qualche parte tra lo stomaco e le costole, lui l'aveva guardata e lei si era ficcata lì senza chiedere il permesso. E ci sarebbe rimasta con prepotenza, a riempirgli gli occhi, a mangiargli il sonno e masticargli il respiro, incastrata nella saliva della sua bocca. 
Non se ne sarebbe andata mai. E lui non lo sapeva mentre la guardava da lontano. 
Non lo sapeva, ma se la sentiva sotto la pelle, dentro le ossa.


Tutto il buio dei miei giorni inizia con questo prologo che mi ha subito stregato e avvinto nelle sue pagine, consacrando immediatamente che sarebbe diventato IL LIBRO che di certo non sarebbe potuto mancare nella mia libreria.
Sì, così, quasi a scatola chiusa l'ho scelto, da un titolo che mi aveva incuriosito, da una manciata di frasi della trama che avevano aperto un mondo, ma è con il prologo che ho capito che non mi sarebbe importato se poi la storia in sé non sarebbe stata all'altezza delle mie aspettative, solo perché lo stile di scrittura della Ciompi mi aveva già legato a sé a doppia mandata.
Ha un linguaggio forte, vivo, che balza agli occhi per le espressioni intense e a tratti dure che caratterizzano ogni frase. Un prologo in terza persona che mi si è ficcato dentro l'anima con la stessa intensità con cui lei, senza permesso, gli si era ficcata tra costole stomaco. 
Un libro che mi ha mangiato il sonno perché non sono riuscita a chiuderlo se non una volta arrivata alla fine. Un libro che mi ha masticato il respiro perché sono giorni che sto pensando a cosa accidenti potrei raccontarvi di questo romanzo, che va semplicemente letto, gustato con gli occhi, accolto nel cuore ma è difficile raccontarvi perché non renderebbe giustizia alla bellezza di come è stato reso, al di là di quanto possiate amare o meno la storia.



Il titolo è perfettamente azzeccato per descrivere il buio in cui la vita dei protagonisti è piombata. Quella di Teschio ormai da tutta la sua esistenza. Non c'è niente nella sua vita che possa essere visto come bello e positivo. Lui è cresciuto nel dolore, nella dura e spietata vita che tutto gli ha tolto, anche la dignità personale. E' un ragazzo alla soglia dei trent'anni pieno di problemi con una famiglia distrutta. Gli unici legami che ha sono quelli con gli amici di sempre, quelli che non lo hanno mai abbandonato e che condividono con lui la passione dello stadio e degli Ultras, amici rotti come lui.
Il buio dei giorni di Camille, che sono quelli che ci vengono raccontati fin da subito, perché è la sua vita quella che ora ha subito un brusco cambiamento. E' la sua vita che non è più la stessa e mai più lo sarà. E' un buio che avvolge, soffoca, toglie il fiato, la speranza. L'autrice è bravissima ha descrivere questo dolore, questa sofferenza non solo nel corpo ma anche nell'animo ormai spezzato e distrutto.

Tu sei stato il buio. Sei stato il buio dei miei giorni.

Il dolore diventa il terzo protagonista di questa storia, un protagonista potente, ingombrante e totalizzante, quello che poi li farà incrociare di nuovo, stavolta non più un fugace sguardo allo stadio, ma un vero e proprio scossone intenso per spingere Camille ad aprire di nuovo gli occhi e continuare a mordere l'esistenza perché tutto sommato è ancora viva e merita di non sprecare questo miracolo.
Quello della Ciompi è un romanzo che conquista con la durezza delle parole che nasconde un sentimento fatto di rabbia e dolcezza tra i due protagonisti, che vivono uno dei tira e molla più intensi e sofferti della storia delle mie letture. Si cercano, scappano, si riprendono, volano morsi, pugni, offese, baci e di nuovo morsi, si arrendono, crollano, lottano, tutto questo per tornare a respirare sotto la luce e riuscire almeno a sopravvivere.

Lo amo perché un pò mi salva e un pò mi uccide ogni giorno

Due mondi diversi, inconciliabili e impossibili che si incontrano nella cornice tra dolore e amore, e anche se da grandissima tifosa di calcio mal tollero gli Ultras e tutti i casini che combinano, rendendo spesso pericoloso accedere allo stadio per chi vuole semplicemente godere dello spettacolo sul campo, non posso amare di meno questo romanzo proprio per lo spessore su cui si è innestata la storia passata e presente dei due protagonisti. 
Il messaggio è andare oltre le apparenze e non lasciarsi accecare dai pregiudizi ed effettivamente con uno come Teschio con il suo mondo che va a pezzi ci è voluto tanto coraggio per andare oltre e dare una possibilità e anche una seconda, ma si sa che l'amore è cieco.

L'amore non cancella il dolore, lo amplifica. Incide cicatrici, scava buchi e non cancella il buio. Ma per quanto male faccia, ti dà anche la forza di lottare.

Da tifosa di calcio e del gioco, non vi nascondo che un pò mi ha dato fastidio tutta questa esaltazione sulla curva, di cui purtroppo non riesco a vedere nulla di positivo, se non i cori e quel senso di appartenenza che si crea al di là di tutto come una potente magia, qualcosa che effettivamente si può comprendere solo quando si è seduti sugli spalti e immersi tra colori e colori non si percepisce più nemmeno il freddo, ma quando sfocia in azioni pericolose e sconsiderate, in automatico perde tutto il fascino. Avrei preferito gustarmi una sana descrizione del gioco in campo o quanto meno che sta benedetta Camille ogni tanto parlasse della sua squadra del cuore e non solo della sua curva del cuore... perché almeno io quando vado allo stadio non perdo tempo a contemplare la curva :D
Ma al di là di questo che è un mio personale gusto personale, la storia è bella, magica, intensa, unica, ma è lo stile che aggredisce fin da subito a essere il suo tratto distintivo, quel segno che ti resta incollato addosso alla fine del romanzo. A me è rimasto così tanto impresso che stavo per sottolineare tutto il romanzo, pagina dopo pagina...
Complimenti all'autrice, spero di poter leggere presto altro di lei.

Noi siamo cicatrici siamo incendi, siamo bruciature e cenere

Fabiana


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