giovedì 26 aprile 2018

Recensione: Storia di una famiglia perbene di Rosa Ventrella

Carissime lettrici oggi vi parliamo di Storia di una famiglia perbene di Rosa Ventrella. Una storia di una famiglia perbene è un romanzo che sembra venire direttamente da un altro tempo.
Titolo: Storia di una famiglia perbene
Autore: Rosa Ventrella
Editore: Newton Compton
Pagine:384
Costo: 5,99 (ebook); 10,00 (cartaceo)
Genere: Narrativa contmporanea

Trama:
Anni Ottanta. Le estati a Bari vecchia trascorrono tra i vicoli di chianche bianche, dove i ragazzini si rincorrono nei dedali di viuzze, in mezzo ai profumi delle lenzuola stese e all’aroma dei sughi. Maria cresce insieme ai due fratelli più grandi, Giuseppe e Vincenzo. È una bambina piccola e bruna, dai tratti selvaggi che la rendono diversa dalle coetanee: una bocca grande e due occhi quasi orientali che brillano come punte di spillo. Ha un modo di fare insolente, che le è valso il soprannome di Malacarne. Vive immersa in una terra senza tempo, in un rione fatto di soprusi subìti e inferti, a cui è difficilissimo sottrarsi. L’unico punto fermo, negli anni tra l’infanzia e l’adolescenza, è Michele, figlio della famiglia più disgraziata di Bari vecchia. L’amicizia tra i due si salda e rinforza, nonostante l’ostilità delle famiglie e i colpi bassi della vita. Finché quel sentimento, forte e insieme delicato, quasi fraterno, non diventerà amore. Un amore che, anche se impossibile, li preserva dal rancore verso il resto del mondo e dalla decadenza che li circonda.

Chi è Rosa Ventrella
È nata a Bari ma vive a Cremona. È laureata in Storia contemporanea e ha un Master in Dirigenza Scolastica. Per molto tempo ha scritto su riviste storiche specializzate e ha tenuto diverse conferenze sulla condizione femminile nella storia. Ha lavorato come editor per una casa editrice e da anni cura laboratori di scrittura creativa per ragazzi e adulti presso il CPIA di Cremona. Con la Newton Compton ha pubblicato Il giardino degli oleandriInnamorarsi a Parigi e Storia di una famiglia perbene

Recensione:
L'autrice con uno stile curato e descrittivo, riesce a far immergere il lettore nella Bari degli anni '80.
Storia di una famiglia perbene narra la storia della famiglia di Maria, detta Malacarne. Quella di Malacarne è una famiglia che vive nella zona di Bari più povera, quella in cui tutto, dalle case alle famiglie stesse, è velato di quel velo oscuro che dà la povertà e la trascuratezza. Durante la lettura si avverta quasi il rumore del mare, quello dei vicoli o il vociare delle donne. È un romanzo che coinvolge tutti i sensi con la sua cruda realtà.
Malacarne ci guida con uno sguardo a tratti fanciullesco e a tratti adulto nella vita non solo della sua famiglia, ma anche di quella delle famiglie del quartiere.
Maria è una bambina che vive con disagio, con odio e talvolta con un affetto che lei stessa non si spiega il suo rapporto con il padre. Un padre che alterna tratti violenti ad evidenti debolezze. Questo rapporto con la figura paterna è una costante che si ripete per gran parte della sua infanzia, adolescenza e parte della vita adulta.
Malacarne è una bambina che è costretta ad affrontare situazioni, argomenti e rapporti a cui non dovrebbe essere esposta, ma che in realtà non può evitare.
L'autrice affronta diversi argomenti. Interessante è il modo come la nostra narratrice vede se stessa e il suo corpo e come ci si paragona agli altri. Maria è una bambina a disagio con un corpo non ancora del tutto sviluppato rispetto a quello delle altre bambine, e che non riesce a vedere il suo potenziale e la sua bellezza. Per questo decide di puntare sullo studio e sull'intelletto. La scuola si trasformerà nel suo biglietto di sola andata per lasciare quel quartiere povero di Bari, per costruirsi un futuro diverso rispetto a quello della madre. Ma vedremo che le cose non vanno mai come pianificate.
Un altro aspetto interessante è sicuramente il quartiere in sé. Dominato da, per lo più, famiglie dei pescatori, nel quartiere vi è una sorta di gerarchia consolidata anche dall'uso di soprannomi che segnano famiglie per decenni, anzi per generazioni. Quei soprannomi sono delle vere e proprie condanne, sia in positivo che in negativo, in quanto restringono tutti gli abitanti in spazi e ruoli strutturati. Il diverso, il non accettato vive in una posizione destinata a corrompere nel tempo.
Avevo accennato in precedenza alla “violenza” del padre di Maria, ma devo anche citare la pazienza e forse l'innocenza della madre di Maria, Teresa. Teresa sopporta per se stessa e per i suoi figli il comportamento di un uomo che continua a giustificare. “Lui non è sempre stato così” sembra essere una frase ricorrente tra le giustificazioni di Teresa che da alla figlia che le chiede, direttamente ed indirettamente, spiegazioni. Teresa è una donna che ha dedicato la vita ai suoi figli e al marito, cercando di non disturbare in tutti i modi l'umore altalenante del marito e togliendo a se stessa per dare alla sua famiglia. Teresa è una donna che prova sulla sua pelle quello che una decisione all'apparenza giusta può cambiarti la vita.
Un altro personaggio importante che accompagna l'infanzia di Maria è Michele. Michele è un bambino segnato dalla famiglia in cui è nato, una famiglia che non gli da la pace e la serenità che un bambino merita. Michele si avvicina a Maria sia perché entrambi condividono i problemi familiari, ma anche perchè entrambi non si sentono del tutto accettati a scuola. Il rapporto sarà altalenante a causa di alcune ingerenze esterne. Ma vedremo che, alcune volte, due destini devono incrociarsi ed intrecciarsi.
Storia di una famiglia perbene è un libro corale che descrive con un linguaggio, uno stile ed un ritmo incessante la vita in una Bari di quartiere. L'autrice ci regala degli scorci quasi poetici, inframmezzati da episodi crudi come solo la vita può essere.
Parlarvi di questo libro è complesso perché la storia stessa nella sua sempicità lo è. Maria ci narra alcuni episodi della sua vita pregni di significato. Una vita piena di persone che ne fanno parte, come i fratelli Giuseppe e Vincenzo o la nonna, o di persone che ne entrano ed ne escono segnandola.
In conclusione, vi consiglio davvero di leggere la storia di Malacarne e della sua famiglia, perché vi farà riflettere su quanto il luogo in cui viviamo e le persone che amiamo possano influenzare e renderci quello che saremo da adulti.
Claudia

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