venerdì 18 maggio 2018

Recensione: Il tatuatore di Alison Belsham

Carissime lettrici oggi vi parliamo di un nuovo thriller edito dalla Newton Compton che mi ha tenuta appesa a un filo fino all’ultima pagina, parlo di Il tatuatore di Alison Belsham.

Titolo: Il tatuatore
Autore: Alison Belsham
Editore: Newton Compton
Genere: Thriller
Pagine: 382
Costo: 1,99 € ebook; 10,20 € copertina rigida; 13,21 € copertina flessibile

Trama: 
Brighton. L’ispettore Francis Sullivan, giovane e ambizioso, è stato appena promosso, e questo è il suo primo caso importante. Marni Mullins, una tatuatrice di Brighton, ha trovato un corpo orribilmente scuoiato. Dalle prime indagini sul cadavere risulta chiaro che non si tratta di un omicidio isolato ma dell’opera di un serial killer. Il modus operandi e la firma sono agghiaccianti: mentre la vittima era ancora in vita, l’assassino ha rimosso intere porzioni di pelle, presumibilmente tatuate. Questa pista porta Sullivan a credere che una come Marni, che conosce il mondo dei tatuaggi come le sue tasche, sia l’unica persona in grado di aiutarlo. Ma lei ha tante ragioni per non fidarsi della polizia. E quando riuscirà a identificare il prossimo bersaglio del killer, lo dirà a Sullivan o si metterà da sola alla ricerca del “Ladro di Tatuaggi”? 

Chi è Alison Belsham?
Alison Belsham ha iniziato scrivendo sceneggiature, e nel 2001 è stata finalista nella BBC Drama Writer competition. Nel 2016 ha presentato Il tatuatore al Bloody Scotland Crime Writing, uno dei più prestigiosi eventi per il genere thriller, ed è stata giudicata vincitrice. Secondo The Bookseller è stato uno dei libri più interessanti tra quelli presentati a Francoforte 2017.

Recensione:
Quando ho iniziato a leggere questo thriller non mi aspettavo significativi colpi di scena dalla storia in quanto il titolo, soprattutto nella sua versione originale in inglese, lasciava facilmente intendere il cuore degli eventi. Invece, fin dai primi capitoli, il libro mi ha conquistata per le sue molteplici sfaccettature esaltate dalla scelta stilistica fatta dall’autrice. Infatti, nonostante la storia sia raccontata da un narratore onnisciente, l’alternarsi di capitoli che raccontano l’evoluzione degli eventi dal punto di vista dei diversi personaggi dona un senso caleidoscopico al romanzo che ha dato alla storia un indiscutibile fascino.
Ho trovato in particolar modo affascinante l’evoluzione del punto di vista dell’assassino che mentre all’inizio si sofferma a raccontare solo gli omicidi, nel proseguire della storia, inizia a svelarsi raccontando il suo passato, le sue emozioni, le sue passioni. 

“Non tutti sono così fortunati come me. E’ il mio lavoro dei sogni, immagino. La paga è buona ma, in tutta onestà, lo farei anche gratis”

“Ed ecco l’uomo che mia ha fatto tutto questo. Il poliziotto dai capelli rossi che sta al centro di ogni cosa, impartisce ordini e trasmette informazioni. Come un ragno nel centro della sua tela. Lo conosco. So cosa vuole. Ma non lo otterrà. Il mio lavoro è troppo importante perché un ometto come lui lo interrompa. Il mio sangue ribolle, reclama vendetta.”

La lettura non è risultata ostacolata da questi molteplici punti di vista in quanto l’intestazione del capitolo dichiara il protagonista delle pagine successive e gli eventi sono raccontati cronologicamente senza salti temporali.
La presenza di diversi protagonisti che si contrappongono tra loro e si svelano progressivamente nel libro attraverso le proprie azioni e le proprie emozioni mi ha permesso di calarmi maggiormente nella storia.
Non ho potuto che sentirmi affine alla coraggiosa Marni, provare il desiderio di scuotere ed incoraggiare il giovane Francis, farmi sottilmente irritare dall’affascinante Thierry, diffidare dell’agente Rory Mackay e provare una profonda avversione nei confronti del capo di polizia Bradshaw.
E infine non possono che apprezzare la sottile e delicata storia di amore che si fa strada tra gli orrori del libro lasciando intuire che l’attrazione di due anime affini non può essere cancellata dalla paura e dai dubbi sul domani.

“Sai, c’è un vecchio proverbio che dice che se salvi la vita a qualcuno, quella persona in qualche modo ti appartiene. – Quindi in teoria ci apparteniamo a vicenda? – Potrebbe essere, sì – Davvero? Tu mi appartieni? – E tu appartieni a me – Interessante – A cosa stai pensando, Marni Mullins? – A quale parte del corpo ti tatuerò per prima … - No, no. Non è così che funziona – Come no? – No – Sei mio. Ho il diritto di tatuarti, di scegliere cosa disegnare”

Il tatuatore è un libro che ho amato molto, un vero thriller che mi ha avvinta come non mi capitava da tempo ed in cui non è stato rilevante solo scoprire il colpevole e le motivazioni che lo avevano spinto a compiere atti così efferati, ma soprattutto calarsi nella suspense delle emozioni umane, della paura, dell’incognita ma anche del coraggio, della generosità e dell’amore.

Un libro che vi consiglio di cuore!

Elena Barbieri

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