giovedì 3 maggio 2018

Recensione: Subh-Lair. Una Storia di Angelica Cremascoli

Cari lettori Rossella vi parla di Romance contemporaneo edito da Triskell Edizioni: Subh-Lair. Una Storia, scritto da Angelica Cremascoli.

Titolo: Subh-Lair. Una Storia
Autore: Angelica Cremascoli
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Romance contemporaneo
Pagine: 256
Costo: 5.99 euro ebook Formato Kindle; Copertina flessibile 12,00 euro

Trama: 
Tara vive a Edimburgo, insieme alla zia e a un maialino domestico, ed è una scrittrice, o quasi. Originaria di un piccolo paese costiero delle Highlands, Ullapool, vive sentimenti ed emozioni attraverso i suoi personaggi, rubati dalle esperienze dei fratelli e delle sorelle, immaginati durante un momento di silenzio e solitudine sul divano del soggiorno, in perpetuo conflitto con la realtà. Qui prende forma, pian piano, un ultimo lavoro, la fiabesca vicenda che vede conoscersi e innamorarsi perdutamente Zia Momo e A.G. Connor, l'affascinante, enigmatico e misterioso pirata comparso a Ullapool trent'anni prima e mai più tornato. 
La sua tranquilla e monotona esistenza verrà sconvolta dall'arrivo dalla Russia di un eccentrico trio di turisti: Jenna, la capricciosa e scorbutica cugina di Tara, soprannominata il Corvo; Victor, l'impertinente e logorroico fidanzato, e Tam, un grosso e stupido terzo in comodo. È Victor, bel violinista dagli occhi verdi, che segnerà la svolta nella stesura del romanzo, pungolandone e provocandone l'autrice con domande, consigli e intense lezioni attraverso la Scozia.

Chi è Angelica Cremascoli? 
Nata nel 1991, in provincia di Milano, ha scoperto sin da piccolissima quanto gli scaffali di una biblioteca avessero da regalare. Ci si nascondeva per nascere altre mille volte, e vivere altre mille vite, tra le pagine profumate di polvere che sfogliava, avida, rapita dall’idea che, un giorno, avrebbe potuto trovare il suo stesso nome scritto su una copertina. In quella biblioteca, su quelle pagine, c’era una bimba che imparava a sognare. 
Diplomata in lingue, laureata in Comunicazione Interculturale all’università Bicocca di Milano e specializzata in Editoria, scrive e studia i fenomeni della contemporaneità editoriale.
Oltre ad aver pubblicato per Triskell Edizioni già tre romanzi (Il Re di picche e la Regina di Cuori - parte I; il Re di Picche e la Regina di Cuori - parte II; Il Fante di Fiori - parte I) attualmente frequenta il Master di Editoria che vede in partnership l'Università degli Studi di Milano, Fondazione Mondadori e AIE.
È, inoltre, appassionata di storia inglese, in particolare di tutto ciò che riguarda l’epoca Tudor e la Golden Age Elisabettiana, grazie a scrittrici quali Alison Weir, Philippa Gregory e Carolly Erickson, che ricorda per le loro fantastiche biografie. 
C’è chi la considera eccessivamente nerd, ma lei tende a definirsi soltanto piuttosto curiosa. 
Alla domanda “cosa vuoi fare da grande?” ha sempre risposto “libri”. Scoprirli, leggerli, scriverli. Come se fosse la cosa più scontata del mondo. Come se, in realtà, non avesse alternativa. E, adesso che grande lo è diventata, ha esaurito le scuse per non provarci davvero.


Recensione
Per parlarvi di questo libro, voglio partire proprio dal titolo…Subh-Lair e lo faccio partendo da questo estratto dal libro, che poi altro non è se non la descrizione che Tara, la protagonista del libro e nata appunto ad Ullapool che è un minuscolo paesino della Scozia, ne fa:

“A Ullapool, sulla riva orientale del Loch Broom, le storie d’amore hanno un nome: Subh-Lair, Fragola. Il colore dei fiori che crescono nel giardino sul retro, dove generazioni di McLeod si sono nascoste a pomiciare; il colore delle guance infiammate dalla primavera, dei visi irrorati dall’imbarazzo d’essere spiati dalla finestra della cucina, delle labbra offerte e di quelle rubate. Il colore dei tramonti, contro cui si stagliano le ombre degli innamorati, o delle notti, spiate attraverso il fuoco di una lanterna. Subh-Lair. È gaelico, per quanto ne so. Ed è anche come chiamiamo casa nostra, con i suoi angoli di clandestina intimità, sebbene non sia un luogo, né una cosa, né un qualcuno. In realtà, le definizioni cambiano a seconda delle persone, delle menti impegnate a cercarle e a formularle. Per quanto mi riguarda, preferisco non arrovellarmi il cervello. È così, punto e basta: un momento in cui gli ormoni riescono a fagocitare i neuroni stile Pac Man, provocando una catena di reazioni chimiche e fisiche che ci rendono, temporaneamente, trogloditi.”

Per parlarvi di questo libro, voglio partire proprio dal titolo, Subh-Lair e lo faccio partendo da questo estratto del libro, che poi altro non è se non la descrizione che fa Tara, la protagonista del libro e nata appunto ad Ullapool, un minuscolo paesino della Scozia.
L’idea che mi sono fatta io del Subh-Lair leggendo il libro, è che sia un amore folle, unico, che ti entra dentro e non ti lascia più!
Ma è anche quell’amore leggendario che fa da filo conduttore per tutto il libro e di cui Tara, scrittrice di romanzi rosa, vuole scrivere partendo dalla magica storia d’amore tra zia Momo (la zia con cui Tara vive ad Edimburgo) e il pirata A.G. Connor.
Ma come può una ragazza totalmente inesperta sull’amore scrivere dell’amore vero senza risultare fredda e distante nel suo racconto?
Questo è quello che si chiede Victor, il fidanzato di Jenna (che è la cugina di Tara), giunto in Scozia per una vacanza estiva insieme appunto a Jenna e al suo amico Tam, di cui capiremo il ruolo nella storia solo nelle ultime pagine del libro!
Victor, che è un violinista russo che crede nell’amore passionale e che fin da subito affascina Tara, dopo aver letto un paio di libri scritti da Tara stessa, si offre di darle delle lezioni proprio sull’amore, scatenando la gelosia di Jenna ma anche e soprattutto quella di Gulli, il miglior amico di Tara, scopertosi gay dopo una notte di sesso trascorsa appunto con Tara stessa e che si sente messo da parte.
Queste lezioni sull’amore, che viaggiano in parallelo con la scrittura del libro sulla storia d’amore di Zia Momo e A.G. Connor, sono la parte più bella ed emozionante del libro!
I discorsi tra Tara e Victor, il modo in cui lui la spinge a vivere, ad emozionarsi e a mettere nei suoi libri quelle emozioni e non ad accontentarsi descrivendo emozioni che non ha mai provato e i momenti in cui Tara descrive Victor sono la parte migliore del libro.
Ugualmente bellissime da leggere sono le parti in cui l’autrice ci descrive con passione la Scozia attraverso Tara e il tour della Scozia che Tara stessa fa fare a Victor, Jenna e Tam.
Questo libro, nelle sue parti belle, potremmo descriverlo come un inno all’amore per la scrittura e per la Scozia che fanno da contorno alla storia d’amore che in alcuni momenti mi è piaciuto immaginare potesse nascere tra Victor e Tara e tra zia Momo e il suo pirata.
Non vi dirò se la mia immaginazione ci ha visto bene oppure no perché l’autrice ci ha regalato un finale, almeno per me, inaspettato e quindi non sarebbe giusto rovinarvi la sorpresa!
Una menzione speciale la merita un personaggio atipico che ritroviamo nel libro…William Wallace, il maialino domestico di Zia Momo, che ci accompagna per tutto il libro…non si può non innamorarsi di lui
Questo libro ha purtroppo, per me, un unico difetto…in alcuni punti io l’ho trovato difficile da leggere perché la scrittura diventa prolissa e fredda, con un linguaggio forse troppo forbito e impostato. Ho sentito troppo la differenza tra i momenti appassionanti del libro, quelli in cui leggevo senza fermarmi un attimo e quelli che invece sembrano in un certo senso messi lì quasi per allungare un po’ la storia. Leggendo alcune parti del libro la voglia era di fermarsi e, se sono andata avanti, è solo perché sapevo che, passato quel momento, mi sarei nuovamente imbattuta nelle pagine emozionati!

Rossella

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