venerdì 3 agosto 2018

Recensione: Una ragazza inglese di Beatrice Mariani

Carissime oggi vi parlo di un romanzo ispirato al grande classico Jane Eyre che ha fatto la storia del romanzo, Una ragazza inglese di Beatrice Mariani edito da Sperling & Kupfer.
Da appassionata di Jane Eyre davvero non potevo perdermi la lettura di questo romanzo!


Titolo: Una ragazza inglese
Autore: Beatrice Mariani
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 290
Costo: 16,90 € cartaceo - 9.90€ ebook


Trama: 
È un tardo pomeriggio di giugno quando Jane raggiunge il cancello della villa dove passerà l'estate. Per lei, diplomata a pieni voti in Inghilterra, lavorare come ragazza alla pari per una ricca famiglia romana è un modo per mettere da parte qualche soldo, ma soprattutto il primo passo verso un futuro che intende scegliere da sola. Gli zii, unici parenti rimasti, la vorrebbero indirizzare a studi di economia, un percorso sensato che garantisce un solido avvenire. Ma lei non può dimenticare che i suoi genitori hanno seguito la loro passione a costo della vita, e la passione di Jane è il disegno, non i numeri. A nemmeno vent'anni, ha imparato a dar retta più al cuore che alla ragione. Il cuore, fin dal loro primo rocambolesco incontro, la spinge verso il suo datore di lavoro, Edoardo Rocca, un uomo d'affari dal fascino misterioso, zio del bambino di cui lei si deve occupare. È bello, sicuro di sé, sfuggente. Jane ne è intimorita, ma al tempo stesso attratta. Lui appartiene a un altro mondo, lo sa bene, eppure sente un'affinità che nessuna logica può spiegare. Basta una notte insonne perché si accenda una passione che sfida il buonsenso e la convenienza, non solo per la differenza di età, ma anche perché c'è qualcosa che Edoardo nasconde, segreti ed errori che stanno per travolgerlo. E, quando questo accadrà, per Jane sarà troppo tardi per mettersi in salvo.

Recensione:

«Sei una roccia, Jane, ricordatelo. Puoi prenderti il mondo.» Lei gli cinse il collo e lo abbracciò.


Ho scoperto questo romanzo per puro caso nonostante collaboriamo con la casa editrice. Devo ringraziare l'autrice che è stata così gentile da inviarmelo per una lettura e per cominciare voglio scusarmi per il ritardo della mia recensione. Ritardo non dovuto al romanzo ma agli impegni quotidiani che mi tolgono il fiato. 
Una volta che ho cominciato a leggere il libro non sono più riuscita a staccarmi dalle pagine e ormai avete capito che quando non mi stacco dal romanzo ci faccio l'alba ma devo finirlo e ciò equivale a dire che quasi sicuramente mi è piaciuto.
Per cominciare questo è un romanzo rosa che ha il sapore di un classico ambientato ai nostri giorni, perché la storia prende lo spunto dal romanzo di Jane Eyre e quindi nonostante sia di scena Roma e non l'Inghilterra, il romanzo scorre lento e piacevole. Ricco di descrizioni su Jane, sulla sua famiglia, i suoi zii, il suo passato, il suo presente.
L'inizio spiazza fin da subito perché non si capisce bene cosa stia succedendo a Jane e ti invita a voltare pagina per comprendere la situazione e invece... boom, resti di nuovo spiazzato perché invece del presente l'autrice ci dipinge una Jane ragazzina, ci fa un quadro che ci dà l'idea di questa ragazzina così solitaria e particolare, di quello che sono stati quegli anni. E poi la ritroviamo adulta e come l'altra Jane, anche questa andrà incontro al suo futuro di istitutrice. 
Non è facile rendere moderno un capolavoro come Jane Eyre, renderlo così bene da tenerti incollata alle pagine e in modo da dargli una dignità, ma l'autrice è riuscita a mantenere parecchie similitudini, o a trasformarne altre in modo del tutto particolare e originale. 
L'aspetto che mi ha colpito di più è la scrittura che seppur nella modernità e nell'uso di qualche frase dialettale romana resta impeccabile e molto elegante, tanto da non avermi fatto rimpiangere neppure per un istante di aver letto un remake del mio romanzo preferito.
E' un romanzo contemporaneo che ricalca lo stile e l'impianto classico, un romanzo fatto di sguardi, di qualche gesto che si carica di un'importanza tale da portare al sentimento, all'amore.

La potenza con cui Edoardo stava irrompendo nei suoi pensieri era così forte da spaventarla.

Un romanzo che ci parla di differenze d'età, dell'amore che quando arriva non guarda gli anni, dell'amore che è così grande che non ha bisogno di tanti gesti eclatanti per nascere e crescere, dell'amore che non muore con la lontananza. E forse non sempre un chiodo schiaccia un chiodo... a volte l'amore non si dissolve mai e resta lì sepolto tra le pieghe di un ricordo. L'amore che va oltre le apparenze, i pregiudizi.
Ci racconta di una ragazzina alla fine della sua adolescenza che vive un amore totalizzante e intenso, un amore che essenzialmente nasce da pochi e piccoli gesti. Un amore che diventa gigante e immenso, di cui neppure i difetti riesce più a scorgere. In questo aspetto la storia si adatta alla perfezione perché oggi l'adolescenza è un periodo in cui si tende a provare questi amori estremi e totali.

«Perché, anche se è sbagliato, sono sbagliato io, ed è sbagliato tutto, anche se è il momento peggiore, anche se va tutto male, io vorrei solo una… possibilità.»

Chiaramente è un romanzo sulle seconde possibilità, perché anche quando tutto è sbagliato, l'amore non lo è mai.
Complimenti all'autrice!

Fabiana



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