Recensione

Cercasi amore a tempo pieno di Zara Raheem

agosto 02, 2019 Virgy 0 Comments



Carissime lettrici, oggi vi parliamo di Cercasi amore a tempo pieno di Zara Raheem, uscito il 25 luglio 2019 per Newton Compton.
Vediamo di cosa parla questo romanzo.
Titolo: Cercasi amore a tempo pieno (The Marriage Clock)
Autore: Zara Raheem
Editore: Newton Compton
Genere: Rom-com
Pagine: 288
Costo: € 4.99 e-book
Un irresistibile esordio
A base di amore, zucchero e cannella
I genitori di Leila Abid sono molto legati alla tradizione. Per loro è inaccettabile che la loro figlia, a quasi trent’anni, non sia ancora sposata con un bravo ragazzo. Ma Leila ha passato la vita a sognare un grande amore come quello dei suoi adorati film di Bollywood. Secondo lei la scintilla dovrebbe scattare prima del matrimonio, e non dopo! Il problema è che del colpo di fulmine ancora non si vede neanche l’ombra e l’insistenza dei suoi genitori comincia a renderla piuttosto nervosa. Possibile che il problema siano le sue aspettative troppo alte sull’amore? Forse è davvero arrivato il momento di guardarsi intorno. E così, stringe un patto con i suoi genitori: avrà tempo fino alla festa del loro anniversario di nozze, alla quale mancano tre mesi esatti, per innamorarsi. In caso contrario, accetterà un matrimonio combinato. In una corsa contro il tempo tra appuntamenti al buio, siti di incontri e speed date, Leila dovrà fare del suo meglio per trovare a tutti i costi “l’uomo giusto”.

Zara Raheem
Ha un master in Drammaturgia e ha insegnato per otto anni inglese e scrittura creativa. Vive nel sud della California. Cercasi amore a tempo pieno è il suo primo libro.
Allora, diciamolo subito: ho avuto difficoltà con questo libro. Garantisco di averlo letto a mente spalancata, cercando di non farmi influenzare dalle mie idee, ma è stata davvero dura. Non so neanche da dove cominciare. Potrei cominciare dal “a 26 anni una donna è vecchia”. O dal “Se non ti sposi non sarai mai felice”. “Meglio sposare uno sconosciuto che stare da sola”. Ditemi che non sono l’unica a essere agghiacciata, vi prego!

Mentre in America una ragazza di ventisei anni era ancora considerata giovane, in Asia meridionale era considerata prossima alla data di scadenza.

Sicuramente non è scioccata la protagonista, Leila Abid, ventisei anni, americana di origine indiana, musulmana, single: lei sa che nella sua cultura una donna della sua età è pericolosamente vicina allo stato di zitella e prossima a candidarsi all’eterna infelicità, secondo l’assunto che il matrimonio (e poi i figli) è l’unica fonte di completezza a cui aspirare. Lo sa e, abituata a essere stressata dai suoi genitori per questo, decide di assecondarli e, se in tre mesi non trova nessuno da sposare da sola, allora si farà combinare un matrimonio da loro.

L’unica costante dei film di Bollywood era che finivano con un matrimonio. Era quello l’unico finale che conoscessi. Perciò la mia storia doveva finire allo stesso modo.

Do atto all’autrice di essere stata è bravissima a rendere il tema del matrimonio combinato leggero e a tratti divertente, ma tralasciato lo stile brioso, io non sono stata in grado di reputare credibile che una donna americana a tutti gli effetti, seppur con il suo retaggio culturale, con una laurea, un’esperienza di quattro anni al college lontana dai genitori, che lavora come insegnante con gli adolescenti, che desidera innamorarsi di qualcuno prima di trovarsi sposata e convivente con uno sconosciuto, possa anche solo pensare di dar retta ai suoi genitori assecondandoli su questo.

Sapevo che il mio ragionamento non aveva senso, ma ormai nulla aveva più senso. La mia vita era ridotta a una mera serie di contraddizioni.

Ma diamo per scontato che sia plausibile (d’altronde l’autrice conosce l’argomento meglio di me) e andiamo oltre: Leila accetta la sfida di trovare un marito in tre mesi, tempo che da noi tra poco non è sufficiente neanche per rinnovare il passaporto, e comincia un folle susseguirsi di appuntamenti al buio, incontri online, speed date, appuntamenti a tradimento organizzati dalla madre per presentarle dei buoni partiti indiani, fino a incontri con organizzatrici di matrimoni combinati (le sensali) più organizzate degli uffici del personale con tanto di schede tecniche dei candidati.
Questo rende la narrazione episodica all’inizio, ma dopo aver superato lo scoglio un po’ ostico del primo terzo del romanzo, le cose si fanno molto interessanti: il ritmo accelera e la curiosità di capire come si risolverà la situazione cresce di capitolo in capitolo.

Era così che tutto era iniziato. C’erano due sconosciuti che non si erano mai baciati, mai abbracciati, mai tenuti per mano o che non erano mai stati assieme da soli nella stessa stanza, ma quel piccolo gioco li avrebbe forzati ad abbandonare le proprie inibizioni per condividere i loro primi momenti di intimità.

Due pretendenti in particolare catturano l’attenzione di Leila e del lettore, dimostrando che Zara Raheem avrebbe stoffa per scrivere rom-com. Dico “avrebbe” perché, nonostante il libro sia definito una commedia romantica, di romantico c’è davvero pochissimo. Non si racconta una storia d’amore, è più una storia di formazione in cui la protagonista impara ad abbandonare pretese e pregiudizi, cresce e capisce cosa vuole essere “da grande”.

A parte la semplice possibilità di tranquillizzare i miei genitori e farmi vivere il mio sogno bollywoodiano, cosa avrebbe potuto aggiungere il matrimonio alla mia vita da single?

Grazie alle vicende della protagonista il lettore ha la possibilità di esplorare molteplici punti di vista sulla questione “matrimonio combinato”: dal matrimonio felice e pieno di amore dei genitori di Leila che si sono scelti sulla base di una fotografia pescata dal padre tra quattro candidate che non aveva mai visto di persona, al divorzio in giovanissima età dell’amica musulmana di Leila che è vissuto dalla comunità come un disonore. Rispetto le storie raccontate, ma da un lato mentre leggevo sono stata costantemente assillata da un dubbio: possibile che in questo libro quasi tutti quelli che si trovano combinati in matrimonio, poi si siano innamorati? 
Secondo la visione indiana è assurdo considerare di amare qualcuno prima di sposarlo e i matrimoni combinati sono la norma, ma come può Leila, nata e cresciuta in America, accettare di finire sposata con uno che non ha mai visto?

L’amore doveva essere discreto. Non albergava nelle grandi gesta dei film, ma piuttosto nei piccoli momenti che all’apparenza potrebbero sembrare insignificanti, mentre per il cuore sono tutto.

Non vi svelerò se Leila riuscirà a trovare un candidato marito che le piaccia da sola o se saranno i suoi genitori a organizzarle il tanto agognato matrimonio con uno sconosciuto, ma quello che posso dirvi è che, arrivata a fine romanzo, sono stata combattutissima sulle emozioni che mi ha lasciato. 
Da una parte ho apprezzato lo stile scorrevole e le battute sagaci, e la seconda metà del romanzo è scivolata via come acqua fresca, dall’altro mi è rimasta una sorta di incompiutezza tipica di quello che avrei voluto mi piacesse un sacco e invece a fine lettura ha mancato di darmi qualcosa.

Comunque, l’estate è ancora lunga, i vostri Kindle hanno ancora spazio e se vorrete leggere Cercasi amore a tempo pieno per farvi una vostra opinione sulla storia, io a fine lettura sarò ben lieta di discuterne! 

Anna

*Copia Arc fornita dalla CE

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