Bramble Falls di Misty Wilson

 

Buongiorno mie adorate anime autunnali, oggi vi porto in una cittadina che profuma di spezie, foglie secche e seconde possibilità.
Una storia da leggere con la coperta sulle gambe, la cioccolata calda in mano e il cuore pronto a sciogliersi.
Benvenute a Bramble Falls di Misty Wilson… potreste non voler più tornare indietro. Questo libro è edito Mondadori.
Titolo: Autunno a Bramble Falls
Autrice: Misty Wilson
Editore: Mondadori
Genere: Romance Contemporaneo
Trope: Young adult, Small town, Second chance, Forced proximity,
Family drama, Autumn vibes, Coming of age
Pagine: 276
Costo: E-book 12,99€, cartaceo 19,50€ non compreso in kindle unlimited
Data di pubblicazione: 2 Settembre 2025
Link order: bit.ly/4p7uK0q
Ellis sta per iniziare l'ultimo anno di liceo e non potrebbe essere più felice. Di lì alla realizzazione del suo sogno mancano davvero pochi passi. Passi che lei ha già pianificato nei minimi dettagli: dopo il diploma si iscriverà al corso di giornalismo della Columbia University e da lì spiccherà il volo verso una promettente carriera. Tra le sue aspirazioni di certo non è contemplato il trasferimento da New York a Bramble Falls, la sperduta cittadina del Connecticut dove è cresciuta sua madre. Eppure, è proprio lì che, dopo che i genitori hanno deciso di "prendersi una pausa", dovrà andare insieme alla donna. Tuttavia, per quanto le costi ammetterlo, quella piccola cittadina ha un qualcosa di speciale, capace di stregare chiunque vi metta piede. Sarà il suo essere così pittoresca, saranno i suoi eccentrici abitanti, sarà che nel cat café della città lavora Cooper Barnett, ex migliore amico di Ellis e primo ragazzo ad averla mai baciata. Rivederlo sblocca i ricordi della sua ultima estate a Bramble Falls, delle lunghe giornate passate insieme a un ragazzino timido e impacciato, ora diventato un ragazzo bellissimo, decisamente sexy e inspiegabilmente intenzionato a non avere nulla a che fare con lei. Poco male, dopotutto Ellis non può permettersi distrazioni. Motivo per cui, all'avvicinarsi del Falling Leaves Festival, l'unico suo pensiero è di non farsi coinvolgere in nessuna delle attività previste durante la festa. Più il tempo passa, però, più per Ellis diventa difficile continuare a fingere di non amare la vita a Bramble Falls, i suoi abitanti (uno in particolare, forse?) ma soprattutto rimandare il momento in cui dovrà guardarsi dentro per capire che futuro desidera davvero per sé e cosa questo significhi per lei nel presente.
Autunno a Bramble Falls è una di quelle storie che non urlano, ma ti parlano piano, come il crepitio del fuoco nel camino o il fruscio delle foglie sotto i piedi. È una coccola vera, letta nel momento giusto, con una tazza di cioccolata calda tra le mani e la sensazione che, per qualche ora, il mondo possa rallentare.

Ellis è una protagonista che non conquista subito. Anzi. All’inizio è rigida, concentrata solo su sé stessa e sul futuro che ha pianificato nei minimi dettagli: Columbia University, giornalismo, New York, successo. Ha vissuto per anni sacrificando relazioni, emozioni e passioni pur di essere all’altezza delle aspettative – soprattutto di quelle del padre. Quando i genitori decidono di “prendersi una pausa” e lei è costretta a trasferirsi con la madre a Bramble Falls, per Ellis è una punizione. Lontana dalla città, dagli amici, dalle opportunità, guarda tutti dall’alto in basso e riversa sulla madre una rabbia che, inizialmente, appare quasi ingiusta e immatura.

Ed è proprio questo uno dei punti più riusciti del romanzo: Ellis è imperfetta, a tratti antipatica, spesso egoista. Non si chiede davvero perché sua madre abbia fatto certe scelte, non prova a guardare oltre il proprio dolore. Solo quando la verità le viene sbattuta in faccia – e fa male, perché arriva dalla persona che idealizzava di più – capisce quanto poco abbia compreso chi le è sempre stata accanto. Da lì inizia una lenta, delicata crescita.

Bramble Falls fa il resto. È una cittadina che profuma di spezie, mele, zucche intagliate e caffè speziato. Tra labirinti di mais, feste di paese, giochi autunnali e serate passate sul letto con la cugina a guardare Amori e incantesimi, qualcosa dentro Ellis si scioglie. Cade l’armatura. Riscopre il piacere di stare con gli altri, di ridere, di partecipare, di sentirsi parte di una comunità. E soprattutto riscopre la sua vera passione: confezionare abiti. La moda, che aveva relegato a semplice hobby perché “non abbastanza seria”, torna a farsi sentire come un richiamo impossibile da ignorare.

E poi c’è Cooper Barnett.
Cooper è, senza mezzi termini, un ragazzo meraviglioso. Gentile, rispettoso, protettivo. Uno di quelli che amano in silenzio, che soffrono senza fare rumore. È stato il migliore amico di Ellis, il suo primo bacio, e anche il suo primo grande rimpianto. Perché dopo quell’estate, Ellis è sparita. Nessuna spiegazione, nessun messaggio. E Cooper, che era davvero innamorato, ne è uscito a pezzi.

Rivederla riapre ferite che non si sono mai chiuse. Per questo lui cerca di starle lontano, di proteggersi, di non rivivere un dolore che lo ha segnato profondamente. Ma lo fa senza cattiveria, senza freddezza: la sua distanza è una forma di autodifesa, non di punizione. E questo rende il suo personaggio ancora più prezioso.

Il loro riavvicinamento è fatto di imbarazzi, silenzi carichi di significato, sguardi trattenuti e parole non dette. Non c’è fretta, non c’è invadenza. Ogni passo è misurato, rispettoso, dolcissimo. Cooper protegge Ellis anche quando finge indifferenza, e Ellis, pian piano, comprende il dolore che ha causato. Ritrovare l’amicizia di un tempo è difficile, perché entrambi non sono più le persone che erano. Eppure, proprio in quella difficoltà, nasce qualcosa di nuovo, più maturo, più consapevole.

Il romanzo parla di seconde possibilità, ma anche di scelte. Di chi siamo quando smettiamo di vivere per compiacere gli altri. Di quanto sia difficile ammettere di voler qualcosa di diverso da ciò che ci è stato imposto come “giusto”. Ellis si trova davanti a un bivio: seguire il percorso sicuro che la renderebbe accettabile agli occhi del padre o inseguire ciò che la fa sentire viva, anche se fa paura. E quando arriva il momento di decidere, tutto si complica, perché crescere significa anche rischiare di deludere qualcuno.

Autunno a Bramble Falls è una storia dolce, riflessiva, emozionante. Non ha bisogno di colpi di scena eclatanti: conquista con la gentilezza, con i sentimenti sinceri, con personaggi che sembrano veri. È una lettura che scalda il cuore, perfetta per chi ama le atmosfere autunnali, i romance young adult che parlano di crescita e identità, e le storie che ti fanno venire voglia di fermarti un attimo e ascoltarti davvero.

Vostra Alessandra.






Katabasis di R.F.Kuang

 

Buongiorno, mie adorate Creature della Notte Studentesca! 
Se avete sempre sognato una biblioteca che odora di polvere… e di zolfo, oggi vi porto con me nei corridoi più spaventosi dell’Università: quelli che portano… all’Inferno.
Preparate gessetti, cappotti e nervi saldi: entriamo con Katabasis tra le pagine più oscure e ambiziose di R.F. Kuang. Libro edito da Mondadori.
Titolo: Katabasis
Autrice: R.F.Kuang
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy Contemporaneo
Trope: Dark academia, Hell quest, Rivalità accademica, Moral ambiguity, Redemption,
Mitologia, Inferno dantesco, Rivals to lovers
Pagine: 576
Costo: E-book 18,99€, cartaceo 26,00€ non includo in Kindle Unlimited
Data di pubblicazione: 28 Ottobre 2025
Link order: bit.ly/3XQlGlA
Una storia veramente infernale...Due studenti in viaggio nell'Oltretomba per salvare l'anima del loro professore... e forse perdere la propria. Un fantasy ispirato all'Inferno dantesco e un ritorno alle atmosfere dark academia di Babel.

Un’avventura piena di allusioni e illusioni, intelligente, cruenta e straziante, che mette allo scoperto insidie e giochi di potere del mondo accademico, senza mai perdere di vista cosa significhi avere un fragile cuore umano. – Leigh Bardugo

Malvagiamente acuto e inaspettatamente dolce: andare all’Inferno non è mai stato così divertente.Shannon Chakraborty

Un perfetto mix di profondità letteraria, godibilità assoluta e audacia sfacciata. Kuang descrive il mondo accademico in modo unico e autentico, con la giusta dose di amore e rabbia. – Rebecca Roanhorse

Alice Law ha sempre avuto un solo obiettivo: diventare una delle menti più brillanti nel campo della magia. Per realizzarlo ha sacrificato molto: l'orgoglio, la salute, l'amore e, soprattutto, la sua salute mentale. Tutto per lavorare a Cambridge con il professor Jacob Grimes, il più grande mago del mondo. Ma poi il professore muore in un incidente magico di cui lei è forse l'unica responsabile. Ora Grimes è all'Inferno e Alice si mette sulle sue tracce: una lettera di referenze di Grimes, infatti, è decisiva per il suo futuro accademico, e neanche la morte potrà costringerla a rinunciare ai propri sogni. Peccato che anche il suo rivale negli studi, Peter Murdoch, abbia avuto la stessa idea. Con i racconti di Orfeo e Dante a far loro da guida, una scorta di gessetti con cui tracciare i pentacoli degli incantesimi, e desiderosi di dare un senso al loro traumatico percorso accademico, Alice e Peter partono alla volta degli Inferi con un'unica missione: salvare un uomo che nemmeno amano. Ma l'Inferno non è come quello raccontato nei libri, la magia non è sempre la risposta a tutti i problemi, e c'è qualcosa nel passato di Alice e Peter che potrebbe trasformarli in alleati perfetti... oppure portarli alla rovina.
Katabasis di R.F. Kuang è uno di quei libri che ti attirano come un portale proibito: promette l’Inferno, Dante, la dark academia più gotica e spietata, e tu entri convinta di trovare un capolavoro assoluto… per poi scoprire un romanzo profondamente affascinante, intelligentissimo nelle intenzioni, emotivamente potentissimo nei personaggi, ma anche irregolare, sbilanciato e a tratti sorprendentemente superficiale nella sua costruzione. E no, non lo dico con cattiveria: lo dico da lettrice che questa storia l’ha amata nonostante tutto.

L’idea di base è meravigliosa: due studenti, Alice Law e Peter Murdoch, che scendono letteralmente nell’Oltretomba per recuperare l’anima del loro professore, non per amore o devozione, ma per sopravvivenza accademica. Già qui Kuang colpisce nel segno, perché Katabasis non è solo un fantasy infernale, ma una feroce allegoria del mondo universitario, dei giochi di potere, delle gerarchie tossiche, del culto del genio e della distruzione lenta e sistematica della salute mentale di chi prova a eccellere. L’Inferno non è solo sotto terra: è Cambridge, è il sistema, è l’ossessione di valere qualcosa solo se riconosciuti da chi sta sopra di noi.

Il richiamo a Dante è evidente, dichiarato, quasi ostentato, e se da un lato l’ho apprezzato tantissimo per coraggio e ambizione, dall’altro è proprio qui che il romanzo inciampa più volte. La rivisitazione dei gironi è estremamente disomogenea: alcuni sono potenti, evocativi, disturbanti, altri sembrano appena abbozzati, come se l’autrice non sapesse bene cosa farci o come reinterpretarli. Il deserto, in particolare, lascia addosso una sensazione di vuoto narrativo più che di dannazione: ci sei, lo attraversi, ma non ti resta davvero nulla. Al contrario, il girone di Dite e la cittadella è un momento altissimo del libro, uno di quelli in cui Kuang si libera, si diverte, costruisce un inferno vivo, pulsante, politico e simbolico, e la scrittura diventa magnetica, crudele, irresistibile. Lì sì che l’Inferno funziona. Lì sì che il viaggio vale tutto il prezzo pagato fino a quel momento.

Ma se Katabasis resta addosso, se nonostante le pecche strutturali continui a pensarci dopo l’ultima pagina, il motivo sono loro: Alice e Peter. Due protagonisti scritti con una profondità emotiva straordinaria, complessi, fragili, devastati e realissimi. Alice è divorata dal senso di colpa, convinta di essere responsabile della morte del professor Grimes, prigioniera di un’ambizione che le ha già tolto la salute mentale, l’amore e qualsiasi forma di equilibrio. Peter vive dietro una maschera di sarcasmo e distacco, nascondendo una malattia cronica e un terrore costante di essere visto come debole, inadeguato, “di troppo”. Sono rivali, si disprezzano, si pungono con parole affilate come lame… ma sono anche due anime spezzate che si riconoscono, loro malgrado.

Il viaggio negli Inferi diventa così un viaggio interiore devastante, dove la magia spesso fallisce e l’unica cosa che resta è la verità. Alice deve affrontare la paura di distruggere tutto ciò che ama, Peter quella di non meritare nulla di buono. La loro crescita non è elegante né lineare: è fatta di ricadute, silenzi, confessioni sussurrate e momenti di pura vulnerabilità. L’amore che nasce tra loro non è romantico nel senso classico, ma dolorosamente umano: una scelta consapevole di restare, di fidarsi, di attraversare l’Inferno insieme invece di fuggire. Ed è qui che Kuang colpisce più forte, ricordandoci che la vera salvezza non è evitare il dolore, ma smettere di affrontarlo da soli.

Lo stile è quello della dark academia più gotica: atmosfere cupe, riferimenti letterari, un senso costante di oppressione e bellezza decadente. A volte brillante, a volte fin troppo verboso, altre sorprendentemente rapido dove avrebbe meritato più respiro. È proprio questa alternanza a rendere Katabasis un romanzo imperfetto ma affascinante, uno di quelli che non riesci a definire “riuscito” in senso assoluto, ma che non puoi liquidare come deludente. È un libro che osa molto, centra tantissimo sul piano emotivo e tematico, ma perde qualcosa lungo la strada nella resa complessiva del suo stesso Inferno.

Io chiudo Katabasis con un giudizio onesto: 3 stelle, ma stelle dense, pesanti, piene di contraddizioni. È un romanzo che mi ha coinvolta, ferita, fatta riflettere, ma che avrebbe potuto essere straordinario se fosse stato più equilibrato, più coerente nella costruzione dei gironi e meno diseguale nel ritmo. R.F. Kuang resta una penna potentissima, lucidissima nel raccontare il potere, l’ambizione e la fragilità umana. Qui scende all’Inferno… e ne esce con qualche cicatrice di troppo, ma anche con una storia che vale comunque il viaggio.


Vostra Alessandra.

















Tithe. Tributo di sangue di Holly Black

 

Buongiorno mie amate Streghette del Cuore!
Oggi indossiamo eyeliner nero, tacchi pronti a calpestare qualche principe fatato e una bella armatura emotiva (che tanto non servirà comunque)… perché torniamo nella Corte Unseelie, dove i baci bruciano, le promesse sanguinano e un certo cavaliere dai capelli d’argento ci farà sognare più forte di un incantesimo proibito.
Tenetevi pronte: la recensione di Tithe. Tributo di sangue di Holly Black sta per trasportarvi in un mondo dove l’amore ti salva… e ti rovina con lo stesso sorriso. Questo libro è edito da Mondadori.
Titolo: Tithe. Tributo di sangue
Autrice: Holly Black
Editore: Mondadori 
Genere: Fantasy Romance, Young Adult Romance
Trope: Enemies to lovers, Dark fairies/ Court politics, hidden identity,
Touch her and die, Self-discovery e transformation 
Pagine: 228
Costo: E-book 13,99€, cartaceo 20,00€ non compreso in Kindle Unlimited
Data di pubblicazione: 14 ottobre 2025 
Serie: TRIBUTO DI SANGUE
Tithe. Tributo di sangue #1
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Benvenuti nel mondo delle fate. Kaye ha sedici anni, è fiera, indipendente e vive spostandosi di città in città, al seguito della madre e della sua band. A causa di un evento violento, però, è costretta a mettere fine ai suoi vagabondaggi e a fare ritorno alla casa d'infanzia, dalla nonna materna, un luogo che non ha mai smesso di amare nonostante la lontananza. Qui la sua vita scorre senza troppe emozioni, tra vecchie e nuove amicizie, fino a quando, nel bosco, presta soccorso a un cavaliere fata ferito. Kaye, infatti, ha un dono: è capace di vedere le fate, facoltà preclusa ai comuni mortali. Ma questo dono, e la scelta di prendersi cura del cavaliere, avrà conseguenze più importanti di quanto Kaye possa immaginare. Presto, infatti, si ritroverà coinvolta, suo malgrado, in un'antica lotta di potere tra due regni fatati rivali. Una lotta che potrebbe costarle la vita. In questo capitolo iniziale della sua serie d'esordio "Modern Faerie Tales", Black cesella in modo sapiente un racconto in cui la rabbia adolescenziale, una storia d'amore appassionata e il mondo capriccioso e diabolico delle fate si intrecciano in modo originale e avvincente.
Oscurità, desiderio e un pizzico di tormento fatato: benvenute nella Corte Unseelie, care Streghette del Cuore, dove la magia non scintilla… morde.

Kaye è una ragazza di sedici anni che vive come una foglia trascinata dal vento: città che cambiano, sogni consumati dietro ai palchi di rock e un cuore che ha dovuto imparare troppo presto l’arte della sopravvivenza. È ribelle, ironica, tagliente come un coltello nuovo… e allo stesso tempo piena di crepe invisibili. Non appartiene a nessun posto. A nessuno.
O almeno, questo è ciò che ha sempre creduto.

Finché una notte, tra la pioggia e il sussurro degli alberi, salva un cavaliere fata ferito. Un gesto di pietà che spalanca un destino tenuto in gabbia da troppo tempo. Perché Kaye non è soltanto una ragazza smarrita: è una creatura antica, potente e nascosta a se stessa. Una pedina — oppure un’arma — nella guerra velenosa tra la Corte Seelie e quella Unseelie.

Ed è proprio qui che entra in scena lui.
Roiben.
Il cavaliere oscuro.
Lama nelle ombre, eleganza crudele, e bellezza da far perdere qualunque battito utile alla sopravvivenza.

Capelli d’argento come luce di luna affilata, occhi glaciali che ti giudicano e ti spogliano nello stesso momento, una perfezione statuaria che grida “pericolo” molto più forte di qualunque cartello stradale. Insomma: il tipo che tua madre ti direbbe di evitare… e per cui tu, ovviamente, ti getteresti nel burrone con entusiasmo.
(Sì, Streghette, lo so che mi capite. Se l’amore non è rischiare la vita per un bacio da un elfo letale… allora che amore è?)

Roiben è l’antieroe perfetto: prigioniero della Corte Seelie, tormentato dalla lealtà e dagli obblighi, un cuore pieno di cicatrici che batte ancora, forse proprio per lei. E quando Kaye entra nella sua vita, non c’è gloria né cavalleria: c’è bisogno. C’è la tensione di un destino che li vuole uniti ~ oppure distrutti.

La loro relazione è un filo spinato: si sfiorano, si feriscono, si salvano.
Lui è la lama.
Lei è la scintilla.
E quando si incontrano… brucia tutto.

Holly Black costruisce un amore che non sa di zucchero: sa di sangue, tentazione e scelte difficili. Non c’è luce senza ombra, non c’è bacio senza rischio. Ogni parola tra loro è una promessa nascosta, ogni gesto una battaglia tra desiderio e dovere.

Attorno, le Corti delle Fate ribollono: bellezza ingannatrice, crudeltà scintillante, politica fatta di tradimenti e sorrisi affilati. Le fate di Holly Black non sono mai buone — sono antiche, spietate, seducenti e terribilmente irresistibili. Ogni pagina è un incantesimo che profuma di muschio, veleno e malinconia.

Kaye è una protagonista che si ama proprio perché imperfetta: forte e fragile, impulsiva e pura, confusa e coraggiosa. La sua trasformazione — fisica, magica ed emotiva — è un viaggio di identità, di accettazione, di libertà. Perché crescere significa questo: scoprire chi sei davvero, anche se fa paura. Anche se cambia tutto.

Tithe. Tributo di sangue è un romanzo che cattura e non lascia andare. È un ballo sfrenato tra oscurità e speranza, tra incubo e meraviglia. È il richiamo di una foresta che sussurra: entra, ma sappi che potresti non tornare più la stessa.

Un fantasy young adult che parla d’amore come di un’arma, di magia come di una maledizione, di scelte che si pagano — sempre — con qualcosa di prezioso.
A volte, persino con il cuore.

E quando arrivate all’ultima pagina, ve lo assicuro: sarete già perdutamente devote al cavaliere Roiben.
(Avviso: innamoramento irreversibile. Non esiste antidoto.)

Vostra Alessandra.
















Fragile Heart. Segui il tuo cuore di Mona Kasten

 

Buongiorno miei adorati Cuoricini Radiofonici! Preparativi le cuffie, alzate il volume e tenetevi stretti ai cavi del Wi-Fi, perché oggi si ritorna nel teatro delle emozioni degli Scarlet Luck!
Sì, proprio loro: gli specialisti del “ti voglio, ma aspetta”, “ti amo, ma facciamo finta di niente”, “ti cerco, però non farmi sentire vulnerabile”.
Oggi vi racconto Fragile Heart. Segui il tuo cuore di Mona Kasten: il sequel che ci promette cuori rattoppati e ci consegna ancora qualche punto di sutura. Ma del resto, noi lettori siamo masochisti raffinati… e torniamo sempre dove l’amore ci fa più male! Libro edito da Sperling & Kupfer.
Pronti alla recensione? 
Titolo: Fragile Heart. Scegli il tuo cuore
Autrice: Mona Kasten
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Romance Contemporaneo, New adult, Celebrity Romance
Trope: Second chance, Healing, Slow burn, Only text to lovers, Forced emotional distance 
Pagine: 416
Costo: E-book 11,99€, cartaceo 17,90€ non incluso in Kindle Unlimited
Data di pubblicazione: 28 Gennaio 2025
Serie: SCARLET LUCK
Lonely Heart #1
Fragile Heart #2
Link order: bit.ly/48CzaWT
Sono passati tre mesi da quando Rosie non ha più avuto contatti con Adam. Le parole del suo ultimo messaggio le riecheggiano ancora nella mente, e il dolore nel cuore è vivo come il primo giorno. Le manca tutto di lui, dalle loro conversazioni alla connessione che sentiva anche quando erano separati da migliaia di chilometri. Il programma radiofonico online è la sua unica distrazione e Rosie vi si dedica instancabilmente, tentando di risollevarne l'immagine dopo la disastrosa intervista agli Scarlet Luck. E proprio quando inizia a credere che, forse, riuscirà a dimenticare Adam, lui la ricontatta, riaccendendo in lei emozioni, speranze e sogni che aveva cercato in ogni modo di soffocare. Ma come possono i due avere una possibilità insieme, quando il mondo intero sembra ancora determinato a dividerli?
Dunque, Fragile Heart, secondo volume della serie Scarlet Luck e secondo tentativo della Kasten di farmi innamorare perdutamente di Adam e Rosie… riuscito?
Ehm. Diciamo che il defibrillatore delle emozioni questa volta un bip lo ha fatto. Uno solo, ma l’ha fatto.

La storia riparte dopo tre mesi di silenzio radio — letterale e metaforico — tra Rosie e Adam.
Lei, povera anima, ancora con il cuore che fa trick track ogni volta che vede comparire uno sconosciuto con i capelli scuri sullo schermo.
Lui, invece, rimasto barricato dietro al suo trauma, convinto che isolarsi sia la soluzione a tutti i problemi del mondo (spoiler: non lo è, caro Adamuccio ).

Rosie cerca di buttarsi nel suo programma online, di risollevare le sorti della radio, di fingere che “Adam? Chi? Io non lo conosco, mai visto”. Peccato che il destino, come sempre, ami i ritornelli e Adam le scriva.
E lì, signore e signori, parte la danza del gambero: un passo avanti, due indietro.
Un messaggio, poi tre giorni di sparizione.
Una speranza, poi un catastrofico “non sono pronto”.
Una chiamata, poi la barriera emozionale che neanche Hogwarts al 31 luglio.

E io? Io in mezzo, a domandarmi se stessi leggendo un manuale di sabotaggio sentimentale o un romance.

Però… e qui arriva la parte sorprendente… qualche farfallina nel mio stomaco ha iniziato a schiudere le ali.
Finalmente questi due si respirano, si sfiorano, si cercano… e il mio cervello fa: “Eccolo! Il momento delle vibrazioni emozionali!”
Ma poi… puff. La luce in fondo al tunnel fa blackout. Si riaccende. Riblocca. Funziona. Salta. Un po’ come il Wi-Fi in montagna.

Insomma, il ritmo è quello di un elastico tirato, mollato, ritirato e infine lanciato in un cespuglio.
Sì, ci sono attimi teneri, scene intime che fanno sussurrare un “awww” tra un eye roll e l’altro.
Sì, si percepisce un amore forte, ma nascosto sotto strati di paure, segreti e autoboicottaggio.
Sì, il finale finalmente ci concede pace e ossigeno.

👉 Ma questa serie, per me, rimane un grande NI.
Non un “cestinato”, non un “wow pazzesco”.
Un NI. Con la N maiuscola e la I che guarda un po’ di traverso.

La scrittura della Kasten continua ad essere superba: fluida, delicata, cesellata con cura.
Lei sa scrivere, eccome se lo sa.
Solo che questa storia… arranca. Non spicca il volo verso il cielo stellato del romance che ti toglie il sonno.
È come una barzelletta sentimentale: ti intrattiene, ti fa sorridere incredula, ma non ti lascia quella scossa nel cuore.

E quando chiudi il libro, invece di pensare “li porterò per sempre con me”, ti viene da dire:
“Va beh… almeno ci hanno provato, sti ragazzi”.



Vostra Alessandra.












Lonely Heart. Ascolta il tuo cuore di Mona Kasten

Buongiorno Briochescine del mio cuore! Oggi vi porto una recensione con retrogusto speziato… quello del me lo aspettavo meglio, ma ormai ho pagato il libro e me lo leggo fino alla fine.
Preparatevi: si parla di boyband, drama mancato e un amore che si nasconde dietro le quinte! Entrate anche voi tra le pagine di Lonely Heart. Ascolta il tuo cuore di Mona Kasten. Questo libro è edito di Sperling & Kupfer.
Titolo: Lonely Heart. Ascolta il tuo cuore
Autrice: Mona Kasten
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Romance Contemporaneo, New adult Romance, Celebrity Romance
Trope: Girl meet Rockstar, Slow burn (molto, MOLTO slow), Healing,
Found family, One last chance, New beginning 
Pagine: 368
Costo: E-book 11,99€, cartaceo 17,90€ non incluso in Kinlde Unlimited
Data di pubblicazione: 8 Ottobre 2024
Serie: SCARLET LUCK
Lonely #1
Link order: bit.ly/48wYDCF 

LEI È UNA GIOVANE CONDUTTRICE RADIOFONICA LUI L'AFFASCINANTE BATTERISTA DELLA SUA BAND PREFERITA

«Era questo che amavo tanto della musica degli Scarlet Luck. Mi faceva provare delle sensazioni - dolore, vuoto, felicità -, mi faceva sentire compresa. Come se non fossi sola con i miei problemi. Perché c'era qualcuno che viveva le stesse angosce, anche se in modo diverso.»

Quando Rosie Hart, giovane conduttrice radiofonica di Los Angeles, scopre di poter intervistare gli Scarlet Luck, la boyband più cool del momento, le sembra un sogno. Del resto, li segue fin dagli esordi e le loro canzoni l'hanno aiutata a superare il periodo più difficile della sua vita. Il solo pensiero di poterli finalmente incontrare la manda in fibrillazione, anche se sa bene di dover rispettare una serie di regole ferree. La più importante di queste è non toccare nessuno dei suoi membri e Rosie crede di conoscerne il motivo: l'affascinante batterista Adam, soprannominato Beast, ormai da anni si tiene lontano da qualsiasi contatto umano. Il giorno tanto atteso, però, le cose non vanno secondo i piani: l'intervista viene annullata e Rosie si ritrova a essere il bersaglio di messaggi di odio sui social. Quando sembra sul punto di perdere le speranze, un incontro inaspettato la farà ricredere. Dietro lo sguardo magnetico di Beast, riesce a scorgere il vero Adam, un ragazzo dall'animo solitario con l'ombra di un dolore incomprensibile. Tra segreti inconfessabili e note che risuonano nell'anima, Rosie e Adam si ritroveranno ad affrontare un'attrazione impossibile da contrastare. Riusciranno a superare le barriere che li dividono e a trovare la melodia che unisce i loro cuori?
Dopo aver vissuto la Maxton Hall experience, dove ogni pagina ti prendeva a schiaffi emotivi con eleganza e dove i personaggi avevano più carisma di me quando trovo una brioche al pistacchio al bar, mi sono affacciata alla nuova serie di Mona Kasten come chi torna al ristorante preferito: sorriso, aspettative altissime e stomaco pronto a esplodere di meraviglia.
Poi ho iniziato a leggere Lonely Heart… e diciamo che il menù era cambiato.
Il risotto alle emozioni era diventato riso in bianco.
Senza parmigiano.
E pure scotto.

La storia di Adam, star dei Scarlet Luck, e di Rosie, host radio con un passato che definire “complicato” è un eufemismo, sulla carta è di quelle che ti promettono notti insonni, litigi sotto la pioggia e baci che boom, ti staccano la mascella.
E invece la sensazione costante era:
“Ok, e adesso? …Ah, niente. Va bene, proseguiamo”.

Adam è tormentato, fragile dietro l’immagine da duro, uno che l’amore lo ha visto passare, ma non sa se aprirgli la porta o lanciargli le chiavi dalla finestra.
Rosie è dolce, appassionata, il tipo di persona che mette il cuore ovunque e poi va a raccoglierlo per terra.
Insieme potrebbero incendiare le pagine, eppure… brillano come una lucina di Natale con le pile scariche.

Ogni volta che sembrava arrivare il momento da colpo allo stomaco, entrava in scena la narrazione con un bel:
“Fermi tutti, qui serve un tè alla camomilla!”
Io ero lì, pronta a soffrire come nei migliori romance, e invece niente: i sentimenti si affacciavano un attimo e poi scappavano a prendere aria fresca, lasciandomi con la faccia dell’emoji confusa.

La trama procede a passo tranquillo, fin troppo tranquillo.
È scorrevole, sì, la Kasten scrive bene — su questo nulla da dire — ma è come vedere un film dove aspetti l’esplosione, il drama, la dichiarazione gridata, e invece ti ritrovi a guardare una coppia che parla del traffico sull’autostrada. Educata. Amabile. Pacifica.
Troppo pacifica.
E non fraintendiamoci: sono stati affrontati temi importanti, come l’ansia, la solitudine, la pressione della fama, le cicatrici che ti porti dietro anche quando nessuno le vede. Solo che io volevo sentire quelle ferite pulsare, non essere avvisata della loro esistenza tramite citofono.

Arrivi all’ultima pagina con tenerezza, certo…
ma anche con quella sensazione da: “Ok, ma il piatto forte quando arriva?”.
E poi scopri che non arriva.
Perché questo libro è proprio così: carino, gentile, romantico quanto basta…
ma non ti toglie il respiro.
Al massimo ti regala una pennichella di qualità. E, guarda, in certi periodi è pure un complimento.

Così, mentre la Kasten con Maxton Hall riusciva a farmi sanguinare il cuore, con Lonely Heart ha optato per una pacca sulla spalla:
«Dai, ti va tutto bene… no? No? Ah.»

Insomma, tra noi non è scattata la scintilla.
Nessun drama, nessuna rottura.
Solo quel momento di pausa dove dici:
“Rivediamoci, magari nella prossima stagione della serie, e vediamo se torna la magia”.

Perché sì, io ci spero ancora: la fatina delle emozioni prima o poi tornerà dal suo chiringuito alle Hawaii.
E io sarò qui ad aspettarla… con il cuore pronto e, stavolta, un caffè doppio.

Vostra Alessandra.




Ti ho trovata, Adeline scritto da H.D.Carlton

 

Buongiorno miei adorati Dolcetti Tenebrosi, oggi vi porto nel luogo dove l’amore non illumina… ma brucia.
Dove gli eroi hanno mani sporche e i mostri hanno occhi che sanno far male e bene insieme.
Affilate i nervi, serrate i cuori: la storia di cui parliamo scava, ferisce e attira come una fiamma nel buio.
Pronte a perdervi tra ossessione e salvezza? Oggi parliamo di Ti ho trovata, Adeline scritto da H.D.Carlton edito da Virgibooks.
Titolo: Ti ho trovata, Adeline
Autrice: H.D.Carlton
Editore: Virgibooks
Genere:Dark romance
Trope: Stalker, Obsession, Anti-hero, Morally grey hero, Dangerous protector, 
Dual life, Possessive love, Psychological tension
Pagine: 622
Costo: E-book 2,99€, cartaceo 16,50€ incluso in Kindle Unlimited
Data di pubblicazione: 15 Novembre 2022
Serie: Il gatto e il topo
Ti ho trovata, Adeline #1
Link order: bit.ly/4pqSMEM

Mi segue. Mi sento i suoi occhi addosso ovunque vada.
Un bicchiere di whiskey vuoto sul bancone della mia cucina, una rosa rossa al suo passaggio.
Apro gli occhi nel cuore della notte, e lui è lì.
Mi osserva. Mi assaggia. Non mi lascia scampo.
Da quando sono tornata in questa casa, la mia vita non è più la stessa.
Sto cercando di scoprire la verità sul passato della mia famiglia.
Lettere. Diari. Frasi interrotte. Non mi lasciano scampo.

La seguo. La tengo d'occhio ovunque vada.
Un sorso di whiskey quando passo a trovarla, una rosa rossa prima di andare via.
La osservo dormire. Voglio sentire il suo sapore. Non la lascerò andare, ora che l'ho trovata.

Questo è il primo volume della dilogia "Il gatto e il topo" di HD Carlton. Si tratta di due dark romance che trattano tematiche che potrebbero disturbare diversi lettori. Si invita a leggere le avvertenze a inizio libro prima di procedere con la lettura.
Questo libro termina con un cliffhanger.
Dark romance — contenuti forti: lettura consapevole!

Ci sono amori che salvano, e amori che consumano.
Alcuni bussano alla porta del cuore.
Altri… ti entrano nell’ombra, senza chiedere permesso.

Ci sono amori che salvano, e amori che consumano.
Alcuni bussano alla porta del cuore.
Altri… ti entrano nell’ombra, senza chiedere permesso.

In questo romanzo il buio non è solo un luogo: è un personaggio.
H.D. Carlton ci trascina dentro una storia che graffia la mente e avvelena lentamente il cuore, finché respirare non è più un gesto naturale ma una scelta… e a volte la si fa per la persona sbagliata.

La trama è un labirinto di tensione: thriller, ossessione, desiderio e paura si intrecciano in un equilibrio che non concede tregua. La sua prosa è ipnotica: rallenta per insinuare dubbi e presagi, poi si impenna in momenti crudi e feroci che fanno trattenere il fiato mentre la mente urla di andare avanti.

Il romanzo vive di contrasti, e il più dirompente ha un nome soltanto: Zade.
È un personaggio che non permette una posizione comoda: o lo detesti… o ti ritrovi a fare l’errore imperdonabile di capirlo. Carlton gli affida un “lavoro” che è al tempo stesso brutale e nobile: salvare ragazze e donne intrappolate in reti di abuso, sfruttamento, orrore.

Quando combatte questi uomini mostruosi, Zade diventa l’incubo dell’incubo, la lama che recide una schiavitù atroce. Eppure mantiene una regola quasi sacra: il sangue degli aguzzini non deve mai sfiorare le vittime, come se quel confine fisico fosse l’ultimo baluardo della loro dignità.
Questo è uno degli aspetti più potenti della storia: il romanzo denuncia e non glorifica. Mostra la violenza per ciò che è: distruzione, trauma, annientamento. E davanti al dolore altrui, Zade è feroce… ma anche paradossalmente protettivo.

L’altra metà del paradosso, però, è la sua ossessione: Adeline.
La segue nell’ombra, la controlla, la desidera con una fame che non conosce misura né morale.
È qui che la storia diventa più contorta, disturbante: come puoi essere un salvatore quando diventi il pericolo di una sola persona? Come puoi definire “amore” qualcosa che nasce da paura e dipendenza emotiva?

Adeline è l’opposto del buonsenso: impulsiva, incosciente, terribilmente umana. Sbaglia, e lo fa rumorosamente. La vorresti scuotere, chiamare alla ragione… ma lei vive dove il cervello smette di interferire con la voglia di sentirsi viva. Zade, per lei, è un abisso che attira. E lei ci si avvicina ancora, e ancora.

Tra i due, ogni contatto è una scintilla proibita.
Ogni respiro condiviso è un campo minato.
La tensione tra desiderio e terrore è un filo spinato che li lega: fa male, ma stringe; lacera, ma seduce.
I momenti carnali sono un tiro alla fune tra possesso e vulnerabilità: lui vuole dominare il mondo per proteggerla, lei vuole dominare se stessa per non cedere… e nessuno dei due vince mai davvero. È una danza scura, contorta e appassionata, dove ogni carezza è insieme cura e minaccia.

E poi c’è il passato, quello che non smette di respirare.
La morte misteriosa della nonna di Adeline — avvenuta proprio nella casa isolata dove lei vive ora — è una presenza che aleggia capitolo dopo capitolo. Quella casa è un personaggio aggiuntivo: scricchiola, osserva, ricorda. La suspense sale lenta come una goccia di ghiaccio lungo la schiena. La paura prende forma dietro un rumore di troppo, una porta socchiusa, un’ombra che non appartiene a nessuno… o che appartiene a qualcuno che non dovrebbe esserci più.
L’indagine intorno a quel delitto antico ti trascina in una spirale di domande: chi la guardava? chi la voleva? chi ha mentito?
La verità sembra vicina… eppure ogni passo è un sussurro nel buio.

È un romanzo che disturba e seduce nello stesso respiro.
Che ti costringe a sporgerti oltre il limite emotivo pur di capire, pur di sentire.
È controverso, è duro, è spietato… ma ha un’attrazione magnetica da cui non sai difenderti.

Non si esce indenni da questa storia:
si esce scossi, turbati, affamati di risposte… e con il desiderio inquietante di sprofondare subito nel secondo volume.



Vostra Alessandra.











Interference di melissa Pratelli

 

Buongiorno mie adoratissime Goal Girls, infilate i pattini e stringete le protezioni, perché oggi si scende sul ghiaccio insieme a due "giocatori" che vi faranno perdere l’equilibrio più di una volta! Preparate i cuori, le cioccolate calde e un angolo dove fangirlizzare in sicurezza: la recensione di Interference, quarto volume della Off Love Series di Melissa Pratelli, sta per travolgervi! Questo libro è edito da Sperling & Kupfer.

Titolo: Interference
Autrice: Melissa Pratelli
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Sport Romance 
Trope: Forbidden, Friends to lovers, One bed, Forced Proximity,
Bad boy x Good girl, Healing
Pagine: 448
Costo: E-book 9,99€, cartaceo 17,90€ non compreso in kindle unlimited
Data di pubblicazione: 13 Maggio 2025
Serie: Off Love Series
Misconduct #1
Delay of game #2
The penalty box #3
Interference #4
Link order: bit.ly/4rC6FRU
Hayden Johanssen sa bene cosa vuol dire sopravvivere. Ha imparato a difendersi dal dolore, dagli altri e perfino da sé stessa. Ora che è tornata al college dopo le vacanze di Natale, non si aspetta certo di ritrovarsi al centro di una tempesta che pensava di aver superato. Ma basta un bacio dato per gioco, un bacio che doveva solo essere un favore, per far crollare ogni certezza. Kellan Rogers è l'attaccante più temuto della squadra e l'amico più leale che Landon possa avere. Almeno, lo era. Perché da quando ha baciato sua sorella, Hayden, nulla è più come prima. Non riesce a starle lontano, anche se sa bene che deve farlo. Per rispetto. Per paura. Per non perdere tutto. Mentre segreti sepolti riemergono e i confini tra giusto e sbagliato si fanno sempre più labili, Hayden e Kellan si trovano intrappolati in un gioco pericoloso fatto di sguardi rubati, attrazione trattenuta e parole non dette. Eppure, più cercano di resistere, più si rendono conto che ci sono legami impossibili da spezzare. Perché certe connessioni non seguono le regole. E l'amore, quando arriva, non chiede mai il permesso.
Ci sono libri che ti accompagnano con dolcezza… e poi c’è Interference di Melissa Pratelli, che ti prende a schiaffi emotivi, ti trascina per la maglia, ti fa segnare un goal dopo l’altro e poi, quando sei ormai sfinita sul ghiaccio, ti sussurra all’orecchio: “Ancora una pagina.”
E tu, come una brava fan del cuore, ubbidisci.
Io l’ho divorato. Pausa pranzo? Interference. Stendino da ritirare? Interference. Piatti da lavare? Interference. Melissa Pratelli, se mi senti: mi stai portando alla rovina (e io ti amo per questo).

Arrivati al quarto volume della Off Love Series, io dovrei essere pronta a salutare i miei adorati Pioneers, no? A dire “ciao ragazzi, è stato bello” con la compostezza di una persona normale?
E invece no.
NON SONO PRONTA.
Non sono pronta a lasciar andare Kellan.
Non sono pronta a mettere la parola “fine” a questa squadra che mi ha rapita dalla prima riga.
I Pioneers sono famiglia, e Melissa è lì che mi guarda e dice: “Affronta le emozioni.”
Brutale. Crudele. Una goduria.

E ora parliamo di Kellan Rogers:
esuberanza, veloci­tà, ironia e una quantità di energia tale da far impallidire una lattina di Red Bull.
Il suo cervello? Un optional.
La sua voglia di far festa? Permanente.
Il suo filtro? Non pervenuto.
Ma proprio questa sua mancanza di freni lo rende irresistibile:
è lealtà, è amicizia, è il compagno di squadra che si getta nel fuoco pur di proteggere chi ama.
Nonostante gli errori (che, guarda caso, gli riescono benissimo) Kellan è buono fino al midollo, anche quando prova a non darlo a vedere.

Poi c’è Hayden Johanssen:
sorellina del temibile Landon, quello che ha il talento di beccare subito le cavolate di Kellan… quindi sì,
c’è un divieto implicito, inciso a fuoco, grande quanto un cartellone pubblicitario:
NIENTE COSE NON SPORTIVE CON LA SORELLA DEL COMPAGNO 
Ma provate voi a trattenere due cariche elettriche che si attraggono con una forza lava vs ghiaccio.
Un contatto e fzzzzz, il ghiaccio si scioglie.
Una battuta e boom, la rete esplode.
Sono due puck vulcanizzati, quando si toccano l’impatto è supersonico.

Si cercano come se nel mondo non ci fosse nessun altro con cui litigare meglio.
Si trovano sempre… anche quando fanno finta di essersi persi da un’altra parte.
Si stuzzicano, perché è più forte di loro: un po’ di provocazione è la loro vitamina quotidiana.
Sbagliano, eccome se sbagliano — e a volte sembra quasi che lo facciano apposta, giusto per vedere chi cede per primo.
E poi cedono, inevitabilmente, perché resistersi è un esercizio di autodisciplina che non hanno mai saputo imparare.
Impazziscono: per la gelosia, per la distanza, per una parola di troppo… ma soprattutto l’uno per l’altra.

E dopo tutto questo girotondo di caos e cuori in subbuglio?
Ritornano. Sempre. Con la stessa prepotenza del destino che si diverte a incastrarli ancora e ancora.
Perché loro non sono semplicemente due persone. Sono un’unica esplosione divisa in due:
testardi, incandescenti, pronti a detonare al minimo tocco,
e incredibilmente fragili proprio lì… dove hanno messo l’armatura.
Una coppia nata per scontrarsi.
E per scegliere di ricominciare, ogni singola volta.

Dietro sorrisi, battute e quell’aria da “va tutto bene, oh sì!”, entrambi nascondono i propri fantasmi sotto il letto: ferite, insicurezze, scheletri con la maglia e il casco.
La domanda diventa inevitabile: meglio restare in panchina ad aspettare che la tempesta passi… oppure buttarsi, rischiando tutto?

E lì la Pratelli colpisce. Perché l’attrazione non è mai solo fisica, il rapporto non è mai solo carne e provocazioni. Si insinua sotto pelle, si trasforma in leggerezza che cura, diventa casa. Diventa amore.
E tu, lettrice innamorata persa, non puoi far altro che tifare come se fosse gara 7 delle finali.

Questo romanzo ha superato le mie aspettative. È esplosivo, divertente, sensuale e – quando meno te lo aspetti – ti strappa il cuore con una sincerità che brucia.
La scrittura di Melissa qui matura, cresce, si fa più profonda pur restando scorrevole e accattivante.
Io, davvero, non so più cosa dire… se non: un pezzo del mio cuore adesso appartiene a questa serie. E non ho nessuna voglia di riprendermelo indietro.

Kellan + Hayden = spettacolo puro.
Interference = il mio volume preferito della serie.
E Melissa Pratelli = la colpevole del fatto che io stia già soffrendo all’idea dei saluti finali.


Vostra Alessandra.